È il volto sfinito di chi non dorme da più di ventidue ore, con la voce rotta da una maratona di urla e scontri d’aula. Ma lo scenario non è quello dei corridoi: l’onorevole Ismaele La Vardera e i colleghi Jose Marano e Alessandro De Leo trasmettono in diretta video direttamente dai banchi dell’Assemblea Regionale Siciliana, mentre attorno a loro l’emiciclo si svuota dopo una notte no-stop e la luce dell’alba inizia a filtrare nell’aula parlamentare.
In mano stringono i fogli ancora caldi del maxiemendamento da oltre 190 milioni di euro (di cui circa 146 milioni di interventi diretti) appena depositato e firmato dai deputati di maggioranza per la variazione di bilancio. Un documento che i due parlamentari definiscono senza mezzi termini «uno sbracamento totale, una pagina vergognosa per la Sicilia».
«Manca l’acqua, ma stanziano fondi per gli scoiattoli»
Il contrasto sottolineato dai due deputati è sociale prima ancora che economico. «Mentre fuori da questo palazzo gli autotrasportatori protestano, la gente paga il diesel a prezzi stellari, mancano i viveri negli scaffali e in metà Sicilia manca persino l’acqua potabile, qui dentro al calar della notte si sono divisi due milioni di euro a testa per la maggioranza», incalza La Vardera.
A far discutere sono i singoli dettagli del faldone firmato a notte fonda, che i due deputati leggono e commentano in tempo reale:
- Sport e svago: 5 milioni di euro destinati alla costruzione di campi da padel, tennis e calcio;
- Chiese e culto: Circa 27 milioni di euro complessivi tra enti ecclesiastici e parrocchie (compresi 50 mila euro per l’altare del cimitero di Godrano, 100 mila per le nicchie dei fercoli processionali e 50 mila persino per i locali cucina di un ente);
- Parchi e animali: 50 mila euro per “parchi per scoiattoli e aree di sgambamento cani”;
- Arredo urbano e restauri minuziosi: 50 mila euro per l’obelisco di Garibaldi a Piana degli Albanesi, 50 mila per il monumento ai caduti a Villarosa, 50 mila per le ringhiere di una villetta ad Alì Terme, fino ai fondi per le targhe devozionali, le edicole votive di quartiere e persino i cancelli di alcune villette comunali.
La sperequazione tra i Comuni: «Se hai il deputato vivi, altrimenti muori»
Nel corso della diretta, Alessandro De Leo evidenzia come il maxiemendamento crei una profonda discriminazione tra i territori della Regione:
- Modica: circa 10 milioni di euro;
- Ragusa: circa 3 milioni di euro;
- Ribera (comune legato al deputato Pace): 2 milioni di euro;
- Paternò: 1,5 milioni di euro;
- Melilli: 1 milione di euro.
«I comuni privi di un deputato di riferimento vengono lasciati morire o devono accontentarsi delle briciole di quel 5% camuffato all’interno del testo», denunciano i parlamentari. «Noi non siamo contro i soldi ai comuni o le tradizioni locali, ma servono criteri equi, basati su progetti esecutivi pronti a creare sviluppo reale, non marchette a pioggia.»
La replica in Aula e le carte ai Magistrati
Nonostante il clima di forte stanchezza e amarezze, la battaglia parlamentare ha consentito all’opposizione di stoppare alcune norme e strappare risultati concreti, come i fondi destinati agli impianti di condizionamento nelle scuole (risultato ottenuto grazie al lavoro di squadra del gruppo e dell’onorevole Gilistro in Commissione Bilancio).
Tuttavia, l’azione politica si sposterà presto fuori da Palazzo dei Normanni.
«Nonostante le inchieste e le indagini della Guardia di Finanza nei palazzi della Regione, questi soggetti non hanno paura di nulla, tanto da aver messo nero su bianco le loro firme sotto il maxiemendamento», conclude La Vardera prima che il collega De Leo prenda la parola per l’ennesimo intervento della mattinata. «Metterò questo documento nelle mani della Procura della Repubblica e presenteremo un esposto alla Corte dei Conti per far verificare ogni singolo profilo di illegittimità.»
Il video pubblicato sulla pagina Facebook di Ismaele La Vardera
https://www.facebook.com/ismaeleiena/videos/2928812994145409
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