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Fisco, 395mila controlli in arrivo. Chi rischia di più

Last updated: 14/01/2026 18:00
By Redazione 83 Views 4 Min Read
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Operazione ‘zero evasione’ con algoritmi e controlli incrociando 200 banche dati

Contents
Gli ISA e la selezione dei contribuentiChiarimenti e concordato preventivoIl freno della CEDU sull’accesso ai conti bancariSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

AGI – L’era del Fisco “analogico” è definitivamente tramontata. Con l’apertura del 2026, l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno svelato le carte di una strategia senza precedenti: un piano d’attacco basato su 395.000 controlli incrociati che promette di cambiare radicalmente il rapporto tra Stato e contribuente.

Non si tratta di verifiche a campione, ma di una selezione chirurgica resa possibile da un “cervellone” tecnologico capace di scavare nelle pieghe di ogni bilancio. A muovere i fili di questa operazione è la Sogei, il braccio tecnologico del Ministero dell’Economia. Grazie a strumenti digitali sempre più evoluti, la società analizza costantemente oltre 200 banche dati, mettendo a confronto in tempo reale conti correnti, spese sostenute e ricavi dichiarati. L’obiettivo dichiarato dal Piao (Piano Integrato di Attività e Organizzazione) è ambizioso, 320mila accertamenti fiscali entro la fine dell’anno, a cui si sommano le 75mila verifiche mirate della Guardia di Finanza.

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Gli ISA e la selezione dei contribuenti

Il fulcro della selezione è rappresentato dagli ISA (Indicatori Sintetici di Affidabilità). È una vera e propria pagella che assegna a ogni partita Iva un voto da 1 a 10. Da 8 o superiore si è considerati un contribuente affidabile. I controlli si diradano e scattano premi interessanti, come l’esenzione dal visto di conformità per compensare crediti Iva fino a 70.000 euro. Sotto il 6 si accende la “lampadina rossa”. Un punteggio basso segnala anomalie che attirano quasi automaticamente l’attenzione degli ispettori. Attenzione, però: un voto basso non equivale a una condanna per evasione. L’algoritmo tiene conto del contesto e sa distinguere, ad esempio, se un negozio si trova nel centro di Milano o in un piccolo borgo di provincia, pesando in modo diverso ricavi e costi. Cosa fa insospettire il Fisco? Gli squilibri macroscopici. Se una ditta dichiara ricavi minimi ma sostiene spese elevate per affitti di prestigio o mantiene un numero alto di dipendenti, il sistema invia una segnalazione.

Chiarimenti e concordato preventivo

Il primo passo è la richiesta di chiarimenti. Ignorare queste comunicazioni è l’errore più grave: in mancanza di risposta, la semplice segnalazione si trasforma rapidamente in un accertamento formale. Per chi vuole dormire sonni tranquilli, il 2026 conferma lo strumento del concordato preventivo biennale. In sostanza, il contribuente “si mette d’accordo” prima con il Fisco, accettando di pagare le tasse su un reddito concordato per i due anni successivi. Chi aderisce ottiene un “passaporto per la tranquillità“, l’esonero dagli accertamenti più stringenti.

Il freno della CEDU sull’accesso ai conti bancari

Mentre il Fisco affila le armi, da Strasburgo arriva un freno. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha recentemente chiesto di limitare la discrezionalità nell’accesso ai conti bancari. Secondo i giudici europei, i contribuenti italiani non avrebbero garanzie sufficienti per difendersi da intrusioni profonde nella propria cronologia finanziaria. La Corte chiede che l’Agenzia delle Entrate sia obbligata a motivare dettagliatamente ogni accesso ai dati sensibili, garantendo il diritto alla difesa già nella fase di indagine.

Fonte AGI

Fonte lanotiziagiornale.it

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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

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