I riflettori del G7 di Evian rimangono puntati su Donald Trump e sulle sue mosse diplomatiche per risolvere i principali conflitti globali. A margine dei lavori del vertice in corso sulle rive francesi del Lago Lemano, il Presidente degli Stati Uniti ha avuto un atteso colloquio bilaterale con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. Al termine del faccia a faccia, Trump ha rilasciato dichiarazioni perentorie che tracciano la linea della sua amministrazione sulla crisi dell’Europa orientale.
«La Russia deve fare un accordo», ha scandito con fermezza l’inquilino della Casa Bianca davanti ai cronisti, lasciando intendere la volontà di accelerare i tempi per una risoluzione negoziale del conflitto. Trump ha poi voluto ribadire la centralità del ruolo statunitense in questa delicata partita geopolitica, aggiungendo un impegno solenne: «Farò tutto ciò che è in mio potere» per raggiungere questo obiettivo.
Le parole del presidente USA arrivano in un momento cruciale del vertice, dominato dalle sessioni di lavoro dedicate proprio alla stabilità internazionale e al supporto strategico all’Ucraina, alla presenza dei principali leader occidentali e dei vertici delle istituzioni europee.
Oltre al dossier ucraino, l’agenda di Trump a Evian si sta rivelando particolarmente densa. Sul tavolo resta caldissima la questione mediorientale, con un focus sul controllo nucleare di Teheran e sulla sicurezza delle rotte commerciali. Proprio su questo fronte, il presidente americano ha annunciato l’avvio di una nuova fase: «Ora sull’Iran si passa alla seconda fase», ha dichiarato, specificando tuttavia di non ritenere probabile o imminente «un cambiamento di regime» nel Paese, quanto piuttosto il perseguimento di un «accordo equo».
Il palcoscenico della cittadina termale francese è stato inoltre l’occasione per ricucire i rapporti e superare le recenti frizioni con i partner europei. In particolare, si è registrato un atteso colloquio chiarificatore con la premier italiana Giorgia Meloni, descritto dalle fonti diplomatiche come un momento disteso e costruttivo, finalizzato a ribadire la fondamentale compattezza del blocco occidentale di fronte alle minacce globali.
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