Gli attivisti hanno denunciato nelle prime ore di mercoledì un nuovo attacco di un drone, questa volta alla nave britannica Alma.
Non ci sono stati feriti, solo danni come nel caso nell’attacco precedente all’imbarcazione Family Boat. Gli attivisti confermano la partenza per Gaza alle 17
La Global Sumud Flotilla (Gsf) ha denunciato mercoledì un nuovo attacco in acque tunisine, al largo di Sidi Bou Said, a meno di 24 ore da quello subito da un’altra imbarcazione della flotta.
La Alma, battente bandiera britannica, “è stata attaccata da un drone” ed è rimasta danneggiata per un incendio scoppiato sul ponte superiore”, hanno denunciato gli attivisti sui social media.
Come nel caso della Family Boat martedì, che aveva a bordo anche Greta Thunberg, l’equipaggio ha testimoniato l’utilizzo di un drone e fornito video delle telecamere di sorveglianza dell’imbarcazione che sembrano avvalorare l’ipotesi di un colpo arrivato dall’esterno.
Nel caso della Alma, nelle immagini si vede un attivista impegnato sul ponte di prua che viene quasi investito da un tracciante caduto dall’alto e dalla successiva esplosione.
https://twitter.com/i/status/1965594171424768334

“L’incendio è stato spento e tutti i passeggeri e l’equipaggio sono al sicuro“, ha assicurato la Gsf in un comunicato, confermando la determinazione a partire da Tunisi alla volta di Gaza, una volta completati gli ultimi controlli meteo e meccanici.
L’ora della partenza è stata fissata per le 16 ore locali (le 17 in Italia). L’obiettivo è portare un carico di aiuti alla popolazione della Striscia e di tenere alta l’attenzione internazionale sulla tragedia umanitaria in corso, al pari delle missioni precedenti conclusesi con l’assalto della marina israeliana in acque internazionali e l’arresto degli attivisti.
Le autorità tunisine hanno negato che il primo attacco, quello nella notte tra lunedì e martedì, sia stato portato da un drone parlando invece di un incendio nell’area dei giubbotti di sicurezza innescato da una sigaretta accesa.
A Tunisi gli attivisti hanno poi incontrato i media, denunciando l’intento di “fare deragliare la missione per rompere l’assedio di Gaza”, e sono stati raggiunti dalla relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, mentre centinaia di persone si riunivano in solidarietà al porto della capitale tunisina.
La Global Sumud Flotilla comprende una cinquantina di imbarcazioni provenienti da oltre 40 Paesi. Giovedì è prevista la partenza dal porto siciliano di Augusta delle delegazioni italiane, di cui fanno parte anche due parlamentari e due eurodeputati.
Fonte EuroNews
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