“Non sono i benvenuti a Milano, una volta potremmo dire un no a Trump?”, ha detto il primo cittadino a Rtl 102.5
“Da italiano, prima ancora che da primo cittadino milanese, non mi sento tutelato da un ministro come Piantedosi che non si pone un problema di fronte a un possibile arrivo dell’Ice”. Così il sindaco di Milano, Beppe Sala, sull’arrivo degli agenti federali Usa al seguito degli atleti americani per le Olimpiadi di Milano Cortina. Il primo cittadino, in questi giorni di polemica, ne ha parlato stamattina a Rtl 102.5, all’interno di Non Stop News, con Giusi Legrenzi, Enrico Galletti e Massimo Lo Nigro.
“Questa è una milizia che uccide, che entra nelle case della gente autofirmandosi il permesso. Non sono i benvenuti a Milano. Una volta potremmo dire un ‘no’ a Trump? Non si parla di di interrompere relazioni internazionali o creare un caso diplomatico, ma un ‘no’ potremmo dirlo”, prosegue Sala.
“Guardate, lo dico perché faccio l’esempio di quello che è avvenuto ieri in America e non nell’opposizione, ma nel partito di Trump. Un esponente del partito repubblicano, in corsa per diventare governatore del Minnesota, si è ritirato dalla corsa in polemica con l’ICE. Allora, questa cosa non s’ha da fare”, sottolinea il sindaco.
“Io credo che non debbano venire in Italia perché non danno garanzie di essere allineati alle nostre modalità di gestire in maniera democratica la sicurezza– ha concluso Sala sull’argomento-. Siamo in grado di occuparci da soli della loro sicurezza. Non abbiamo bisogno dell’Ice”.
SPARATORIA DI ROGOREDO: “CAPIRE DINAMICA E RESPONSABILITÀ”
Intervenendo sulla sparatoria di ieri sera a Rogoredo, Sala ha commentato: “Bisognerà capire dinamica e responsabilità. Il poliziotto che ha sparato non era di primo pelo, era un agente di esperienza”. I fatti sono avvenuti durante un controllo antidroga: “È chiaro che circola ovunque – ha detto Sala – abbiamo nel tempo liberato il famigerato ‘boschetto’ di Rogoredo (famosa piazza di spaccio, ndr), ma questa società non riesce a liberarsi dal fenomeno della droga. Credo ci sia un po’ troppa tolleranza rispetto ai crimini commessi dagli spacciatori. Vengono fermati, viene dato un avviso e una denuncia a piede libero e vanno avanti. Credo che serva più severità, rispetto a chi vende morte è necessaria”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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