Le difese aeree di Israele hanno reagito a un attacco missilistico iraniano, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto il suo discorso alla nazione. Lo ha dichiarato l’esercito israeliano. Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele
L’esercito iraniano ha promesso attacchi “devastanti” contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump. Intanto, nella notte, le difese aeree di Israele hanno reagito un attacco missilistico iraniano, poco dopo che il presidente degli Stati Uniti
Lo ha dichiarato l’esercito israeliano, che in un comunicato ha sottolineato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che “i sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia”. Le sirene antiaeree hanno suonato in tutto il nord di Israele, secondo il Comando del Fronte Interno dell’esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni.
Libano, Ministero: “4 morti e 3 feriti nel raid Idf in zona Tiro”
Quattro persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano su Al-Ramadiyah, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha riferito il ministero della Salute libanese.
Ong: “Oltre 1.600 civili morti in Iran da inizio raid Israele-Usa”
Almeno 1.606 civili sono stati uccisi in Iran dall’inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani sul Paese, il 28 febbraio, tra cui almeno 244 bambini, secondo i dati registrati e verificati dall’Agenzia di stampa per i diritti umani Hrana (Human Rights), organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti umani nel Paese. Hrana afferma che le cifre si basano sugli episodi registrati e verificati nel suo database, utilizzando il numero minimo di vittime confermate laddove le segnalazioni indicano totali superiori.
Panetta: “Shock energia non apre nuova fase, la accelera”
“Lo shock energetico non apre una nuova fase: la accelera. Le tensioni geopolitiche e la frammentazione commerciale – in aumento dalla guerra commerciale tra USA e Cina del 2018 – stanno ridisegnando i contorni dell’economia globale. Gli scambi internazionali si riorganizzano progressivamente lungo linee geopolitiche, con una maggiore integrazione tra paesi affini e una riduzione dei flussi tra aree meno allineate”. Lo ha detto il governatore di Bankitalia, Fabio Panetta, aprendo la XVI Conferenza Congiunta Ministero degli Esteri – Banca d’Italia alla Farnesina. “Questo processo ha subi’to un’ulteriore accelerazione – ha aggiunto – con la politica dei dazi dell’amministrazione statunitense, che riflette e al tempo stesso alimenta la crisi delle relazioni economiche internazionali. La ricerca di autonomia nei settori strategici e di maggiore resilienza nelle catene di approvvigionamento è comprensibile”. Tuttavia, ha sottolineato il governatore di Bankitalia, una “frammentazione eccessiva rischio di compromettere i benefici che l’integrazione economica ha garantito negli ultimi decenni in termini di crescita, innovazione e riduzione della povertà”. L’integrazione, ha concluso, ha prodotto “anche squilibri – nell’accesso alle risorse, nella distribuzione del reddito, nella dipendenza da specifiche economie – che non possono essere ignorati. La sfida consiste nel conciliare apertura e sicurezza economica, efficienza ed equità, salvaguardando al tempo stesso i vantaggi della cooperazione internazionale”.
Economisti Wef: “Dalla guerra in Iran rischi economici senza precedenti”
Le conseguenze economiche della guerra in Iran rischiano di essere “senza precedenti” e anche se l’impatto è ancora da valutare appieno, i dati “suggeriscono la possibilità di uno shock economico ai livelli del Covid nell’eventualità di una guerra prolungata”. Lo pubblicato quattro capi economisti di punta interpellati dal Forum economico mondiale per valutare l’impatto della quasi-chiusura dello stretto di Hormuz e dell’escalation in Medio Oriente. Fra questi Saad Rahim, capo economista di Trafigura, secondo cui “se proseguono gli attuali livelli di sconvolgimento, “siamo davanti a qualcosa che non credo si sia mai visto prima”
Idf: “Colpita base Pasdaran a Teheran e comando mobile”
L’Aeronautica militare israeliana ha colpito ieri una base delle forze di terra delle Guardie Rivoluzionarie a Teheran e un centro di comando mobile, nell’ambito di una nuova onda di attacchi. Lo ha annunciato il portavoce dell’Idf, affermando che centinaia di centri di comando del regime in tutto l’Iran sono stati “residenti inoperativi”. Negli ultimi giorni, l’Idf ha rilevato che il regime ha iniziato a posizionare i suoi centri di comando in unità mobili, dalle quali i comandanti hanno iniziato a operare; uno di questi centri di comando è stato attaccato ieri con i comandanti all’interno. Inoltre, è stato segnalato anche un deposito di missili balistici appartenente all’unità missilistica nella zona di Tabriz.
Tajani: “Shock economico-finanziario sfida gravosa per l’Italia”
Viviamo un “contesto internazionale complesso e carico di incognite, ne abbiamo parlato a lungo con il governatore. Le guerre in Medio Oriente, in Ucraina, le tensioni commerciali e lo shock economico-finanziario sono una sfida gravosa per l’Italia, per le famiglie e le imprese, e non vanno sottovalutate in questo momento”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla XVI Conferenza Maeci-Banca d’Italia alla Farnesina al quale partecipa anche il governatore Fabio Panetta. Il ministro ha confermato che, al termine dell’evento con la Banca d’Italia, parteciperà a una riunione con i ministri degli Esteri dei ‘Volenterosi’ per “vedere cosa fare, non è facile”.
Iran: “Gravi danni dai raid all’Istituto Pasteur di Teheran”
Alcuni attacchi hanno causato gravi danni all’Istituto Pasteur di Teheran. Lo afferma il ministero della Salute iraniano, secondo i media statali. L’Istituto Pasteur dell’Iran è un centro di ricerca medica situato a Teheran ed è uno dei più antichi e importanti centri di ricerca e sanità pubblica in Iran e in Medio Oriente, fondato nel 1920 a seguito di un accordo tra l’Istituto Pasteur di Parigi e il governo iraniano.
Idf: “50 razzi da ieri sera, due feriti a Kiryat Shmona”
Un totale di 50 razzi sono stati sparati dal Libano verso il nord di Israele a partire da mercoledì sera, di cui 30 nella notte e altri 20 nell’ultima onda di attacchi stamattina. Lo hanno riferito le forze armate israeliane. Secondo i soccorritori, le stamane due persone sono rimaste leggermente ferite – un 85enne e un 34enne straniero che lo assisteva – e sei proprietà sono state danneggiate a Kiryat Shmona.
Sindaco Teheran: “Da raid nemici danni a 33mila abitazioni”
Gli attacchi congiunti Usa-Israele hanno finora danneggiato 33mila abitazioni a Teheran. Lo ha riferito Abdolmohar Mohammadkhani, portavoce del sindaco di Teheran, sottolineando che i danni alle unità abitative vanno da “piccole riparazioni come la sostituzione di vetri, porte e finestre” a “ricostruzioni importanti o ristrutturazioni complete”. Come di conseguenza, ha aggiunto Mohammadkhani, 1.869 famiglie si trovano in difficoltà abitative, mentre circa 1.245 sono state trasferite in 23 complessi residenziali. I lavori di riparazione sono già iniziati su oltre 4mila unità abitative, eseguiti o finanziati dalle autorità municipali, ha assicurato il portavoce del sindaco della capitalemiraniana.
Araghchi: “Hormuz chiuso a navi paesi alleati Usa-Israele”
Il ministro degli Esteri iraniano, Seyyed Abbas Araghchi ha ribadito che lo Stretto di Hormuz rimane chiuso alle navi dei paesi coinvolti al fianco di Usa e Israele nella guerra contro l’Iran. Si riferisce all’agenzia stampa Tasnim, che riporta il contenuto di una telefonata tra Araghchi e il suo omologo vietnamita, Le Huai Truong. Il capo della diplomazia iraniana ha dichiarato che la principale fonte di insicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz è l’aggressione militare degli Stati Uniti e del regime sionista contro l’Iran. “Questa via navigabile è chiusa alle navi delle parti coinvolte nell’aggressione militare contro l’Iran, in base ai principi del diritto internazionale e al fine di impedire agli aggressori di sfruttare lo Stretto di Hormuz per condurre attacchi illegali contro l’Iran”, ha affermato Araghchi. Allo stesso tempo, secondo quanto riportato da Tasnim, la circolazione delle navi appartenenti ad altri paesi viene effettuata in coordinamento con le autorità iraniane competenti. Il ministro degli Esteri di Teheran ha sottolineato, inoltre, che l’Iran continua a difendersi dagli aggressori, comprese le loro basi e installazioni militari situate nel territorio dei paesi della regione. “La ragione delle operazioni di difesa dell’Iran nella regione risiede nell’utilizzo del territorio, delle basi e delle installazioni situate in questi paesi per condurre una guerra illegale contro l’Iran. Le operazioni di difesa dell’Iran rientrano nel quadro del diritto intrinseco alla legittima difesa e non essere considerata una violazione della sovranità dei paesi ospitanti”, ha evidenziato il capo della diplomazia iraniana al suo omologo del Vietnam.
Cina: “Escalation non è nell’interesse di nessuno”
“Lo strumento militare non puo’ risolvere il problema in modo sostanziale e l’escalation dei conflitti non è nell’interesse di nessuna delle due parti”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri cinese Mao Ning in una conferenza stampa, dopo che nella notte il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che la guerra all’Iran continuerà duramente per le prossime due, tre settimane, minacciando di riportare la Repubblica islamica “all’età della pietra”
Teheran: “Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico”
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è rimasta illesa in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, aggiungendo che non apparire in pubblico è una prassi comune in tempo di guerra. Il figlio del defunto Ali Khamenei, ucciso in un attacco all’inizio della guerra, è “in perfetta salute”, secondo quanto affermato dal portavoce Esmaeil Baghaei, ripreso da Iran International.
Pakistan: “In contatto con Usa per soluzione a guerra”
Sono in corso contatti attivi tra Pakistan e Usa per trovare una soluzione al conflitto in corso con l’Iran. Lo ha affermato il ministero degli Esteri pakistano, citato da Reuters, precisando di non aver ancora ricevuto conferma dell’arrivo nel Paese di una delegazione americana per i colloqui.
Von der Leyen sente Starmer, focus su Hormuz e il vertice Gb-Ue
“Ottima conversazione telefonica ieri con Keir Starmer. Abbiamo discussione della situazione in Medio Oriente e dello Stretto di Hormuz. Le azioni dell’Iran stanno mettendo a rischio la stabilità economica globale. Lavoreremo con i nostri partner per garantire che la libertà di navigazione possa riprendere il prima possibile. Abbiamo anche discussione del prossimo vertice Ue-Regno Unito. Un momento cruciale per mantenere gli impegni presi lo scorso anno e rafforzare ulteriormente la nostra partnership”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen
Cina: “Stop ‘immediato’ alle ostilità”
La Cina ha chiesto la cessazione “immediata” delle ostilità, dopo le minacce del presidente Usa Donald Trump all’Iran.
Iran: “Non sopporteremo circolo vizioso guerra-negoziati-cessate il fuoco”
“Siamo determinati a continuare la nostra difesa contro l’aggressione statunitense-israeliana, finché questa guerra illegale continuerà”, ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, citato dall’Irna, sottolineando: “L’Iran non sopporterà il circolo vizioso di guerra-negoziati-cessate il fuoco, per poi ripetere lo stesso schema. Questo è catastrofico non solo per l’Iran, ma per l’intera regione e oltre”.
Ambasciata Usa in Iraq: “Rischio attacchi da milizie a Baghdad in 24-48 ore”
L’ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l’Iraq, avvertendo che “milizie filo-iraniane” potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena. “Gruppi di miliziani terroristici iracheni allineati con l’Iran potrebbero avere intenzione di condurre attacchi nel centro di Baghdad nelle prossime 24-48 ore. L’Iran e le milizie terroristiche allineate con l’Iran hanno condotto attacchi diffusi contro cittadini statunitensi e obiettivi associati agli Stati Uniti in tutto l’Iraq, compresa la Regione del Kurdistan iracheno (IKR). altri luoghi percepiti come associati agli Stati Uniti, nonché istituzioni irachene e obiettivi civili. Le milizie terroristiche hanno preso di mira cittadini americani per rapirli. I cittadini statunitensi dovrebbero lasciare l’Iraq immediatamente”, si legge sul profilo X dell’Ambasciata Usa a Baghdad. “La missione diplomatica statunitense in Iraq rimane aperta, nonostante l’ordine di espatrio, per assistere i cittadini statunitensi presenti in Iraq. Si sconsiglia di recarsi all’Ambasciata a Baghdad o al Consolato Generale a Erbil, a causa dei significativi rischi per la sicurezza”, aggiunge la nota. Lo scorso 31 marzo, nel centro di Baghdad, è stata rapita la giornalista statunitense Shelly Kittleson
Fonte SkyTg24
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