Giovedì 4 giugno 2026, presso l’Aula consiliare “Senatore Giuseppe Alessi”, ha avuto luogo il Consiglio comunale dei ragazzi insieme al Consiglio comunale della Città di San Cataldo. Presenti il sindaco Gioacchino Comparato, il presidente del Consiglio Comunale Romeo Bonsignore, la vicesindaca Marianna Guttilla e i consiglieri comunali Adriano Renato Bella, Cinzia Raimonda Naro, Maurizio Salvatore Lombardo e Bartolo Mangione. Presenti, per il Consiglio comunale dei ragazzi, la baby-sindaca Lisa Sberna, la baby-presidente del Consiglio comunale Alessia La Magna, i baby-assessori Nadia Cravotta, Carlotta Ilardo, Flavio Sposito e i baby-consiglierei comunali Matias Sberna, Flavia Guarneri e Angelo Mastrosimone, alunne e alunni dell’Istituto comprensivo “G. Carducci” di San Cataldo, diretto dal prof. Salvatore Parenti. Coordinati dalla prof.ssa Barbara Cammarata, siamo stati accompagnati in Consiglio comunale dagli insegnanti Rosario Randazzo e Leandro Janni.
All’ordine del giorno due interrogazioni e tre mozioni. La discussione, dunque, è iniziata con le interrogazioni: una sul progetto di una Pista ciclabile e l’altra sul Campetto di calcio da ristrutturare di fronte alla Chiesa Cristo Re. A seguire, la discussione e le votazioni su: 1) mozione relativa al recupero della struttura del quartiere Santa Maria di Nazareth finalizzata ad un Centro diurno per anziani, giovani e ragazzi speciali; 2) mozione relativa alla demolizione e ricostruzione e piena fruibilità della Palestra annessa al plesso scolastico San Giuseppe (Istituto comprensivo “G. Carducci”); 3) mozione relativa alla proposta del Museo civico della Città di San Cataldo.
I lavori in Aula consiliare, dopo i saluti di benvenuto del sindaco Comparato e della vicesindaca Guttilla, sono stati condotti dai due presidenti del Consiglio Comunale congiunto Bonsignore e La Magna. Tutti hanno sottolineato la chiarezza, la sinteticità e la propositività dei nostri interventi, e abbiamo ricevuto il plauso unanime degli amministratori comunali. Apprezzate tutte le mozioni-proposte, in particolar modo la proposta denominata “San Cataldo: il Museo che non c’è” che, insieme alle altre, sarà inserita all’ordine del giorno dei prossimi Consigli comunali della Città.
L’idea di un Museo civico è nata e si è sviluppata nell’ambito di un progetto di Educazione civica di quest’anno proposto dal prof. Leandro Janni. Gli studenti dell’Istituto “Carducci” hanno realizzato diverse ipotesi progettuali, indicando come sede del Museo l’ex Scuola “E. De Amicis”. Queste le premesse e le finalità del progetto: “La Città di San Cataldo è ricca di storia, cultura, arte, tradizioni. Ciò nonostante, non possiede alcun museo. Pertanto, il progetto “San Cataldo: il Museo civico che non c’è” è finalizzato ad accrescere la consapevolezza di studenti e cittadini riguardo al variegato patrimonio storico-culturale della città e del territorio e ad immaginare e realizzare una spazio fisico – Il Museo civico appunto – che contenga al suo interno tale patrimonio e sia anche laboratorio nel quale coniugare insieme, creativamente, identità e futuro, memoria e dimenticanza”. Cos’altro dire? Noi continueremo a studiare e ad impegnarci per la nostra Città.
Gli studenti del Consiglio comunale dei ragazzi dell’Istituto “G. Carducci” di San Cataldo
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
