C’è stato un momento in cui il futuro della sanità nissena sembrava blindato, scritto nero su bianco sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.
Era l’aprile del 2024 quando venne ratificato l’accordo quadro di massima tra la Regione e l’Università di Palermo per trasformare l’ospedale Sant’Elia nel quarto Policlinico Universitario dell’isola.
Proprio in quelle settimane del 2024, con la città in piena campagna elettorale per le comunali, l’annuncio assunse un peso politico straordinariamente dirompente.
L’onorevole Michele Mancuso, all’epoca deputato regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, rassicurò pubblicamente i nisseni, dichiarando più volte di aver ricevuto garanzie blindate direttamente dal presidente della Regione Renato Schifani.
“Il Policlinico sarà a Caltanissetta, senza se e senza ma”
Quella promessa divenne uno dei principali cavalli di battaglia del centrodestra, ribadita nei comizi e negli incontri pubblici per sbaragliare gli altri sfidanti e dimostrare che grazie ai buoni rapporti con il governo regionale e collegamenti con quello nazionale, cose che probabilmente influirono sulla vittoria finale, molte problematiche nissene sarebbero state finalmente risolte.
Una conquista storica, giustificata dai requisiti strutturali di un presidio classificato come DEA di II livello.
Il tema del Policlinico a Caltanissetta coinvolse l’intera comunità, ricordiamo tutti le manifestazioni molto partecipate che si tennero in città, organizzate con passione e determinazione dai movimenti giovanili. In quelle occasioni, una piazza gremita vide sul palco deputati regionali, i sindaci di tantissimi comuni della provincia, l’allora assessore regionale alla Sanità e persino S.E. il Vescovo, a testimonianza del valore dell’argomento per la tutela della salute e per l’importanza che lo sviluppo universitario avrebbe appresentato per il territorio.
Oggi, a distanza di due anni da quei proclami elettorali, quel traguardo sembra pericolosamente scivolato nel dimenticatoio della politica locale.
Nei cittadini cresce un déjà-vu che fa tornare riaffiorare i ricordi del passato e aumenta la paura che Caltanissetta si faccia scippare la leadership della sanità dell’entroterra siciliano dalla vicina Enna.
Esattamente come avvenne anni fa con la nascita del polo universitario ennese a scapito di quello nisseno che che qualcuno si ostinò a chiamare “scippo”, quando forse più un regalo.
Mentre a Caltanissetta però dell’iter nulla si sa più, ma probabilmente vive una fase di torpore istituzionale, a Enna la musica è completamente diversa.
In piena campagna elettorale per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, la macchina politica ennese si muove in maniera molto attiva.
A guidare la carica c’è un politico di lungo corso, Vladimiro Crisafulli “Mirello” candidato a sindaco per la coalizione di centrosinistra.
Crisafulli è un leader che la provincia di Caltanissetta conosce bene, un uomo forte del territorio, abituato a vincere battaglie istituzionali che altri davano per perse.
E nel suo programma elettorale, precisamente al punto 8, l’obiettivo è dichiarato in modo chiaro, testuale e senza mezzi termini.:
Nel programma di Crisafulli si legge: Enna Città della Salute.
“La sanità deve tornare a essere una priorità strategica per la città e per l’intero territorio provinciale. Enna deve lottare per rafforzare il proprio ruolo di polo sanitario dell’entroterra siciliano e per ottenere il policlinico universitario, obiettivo decisivo per dare un pieno valore alla presenza delle facoltà mediche e alla funzione della Kore. Una battaglia politica e istituzionale che riguarda il futuro della città: servizi migliori, meno mobilità sanitaria, lavoro qualificato e nuova centralità per Enna. […] Sosterremo il rafforzamento del polo sanitario-universitario di Enna e il percorso verso il policlinico universitario, obiettivo strategico per la città e per l’intera Sicilia interna.”
Nessun bluff, nessuna timidezza, nessun tentennamento.
Se la Kore ha già inaugurato nel 2024 il proprio campus biomedico all’ospedale Umberto I, struttura di riferimento universitario regionale, l’obiettivo finale è ora la totale trasformazione in Policlinico Universitario.
Da non dimenticare anche l’ateneo statale rumeno “Dunarea de Jos” di Galati, un progetto fortemente prososso e promosso dallo stesso ex senatore Crisafulli attraverso il Fondo Proserpina.
E l’esperienza insegna che quando Crisafulli punta un obiettivo per il suo territorio, raramente manca il bersaglio, considerato anche che sui temi che riguardano il loro terrirorio, la politica locale si compatta, al di là dei partiti di appartenza.
Le preoccupazioni adesso è che la storia si ripeta.
I timori della comunità nissena non nascono dal nulla, ma da una precisa memoria storica. Già in passato Caltanissetta ha assistito alla perdita della possibilità di avere una propria università, a favore dell’ateneo ennese, che avrebbe sicuramente favorito economia e sviluppo.
Il timore attuale è che la designazione del Sant’Elia come quarto policlinico resti soltanto un sogno primaverile, un pezzo di carta firmato nell’euforia elettorale del 2024 e mai tradotto in realtà a causa delle lungaggini dell’Assemblea Regionale Siciliana e dell’immobilismo dei rappresentanti locali.
Se l’iter legislativo nisseno si arena, Enna è pronta a incunearsi per rivendicare il titolo di vero e unico centro di riferimento sanitario e accademico della Sicilia centrale.
Di fronte a questa dichiarazione di “guerra” politica sul fronte sanitario, la domanda sorge spontanea ed esigerebbe risposte immediate. La politica nissena cosa sta facendo?
Le rassicurazioni che Mancuso ottenne da Schifani due anni fa rischiano oramai di essere superate dai fatti se non seguite da atti concreti.
Al momento, l’azione dei rappresentanti politici di Caltanissetta appare frammentata, priva di quella coralità e di quella grinta necessaria a difendere un qualcosa che era stato sbandierato come già acquisito.
Per evitare lo “scippo” non bastano i ricordi della campagna elettorale o i patti siglati nel passato, occorre che la politica nissena, senza distinzione di colore politico, si svegli dal torpore e pretenda il completamento immediato di quel famoso accordo quadro di massima, anche se successivamente più che al concetto di Policlinico, i tavoli tecnici tra ASP e Università si sono concentrati sul potenziamento dei corsi di medicina, puntando alla creazione di un Polo di ricerca e Campus per gli specializzandi presso strutture cittadine.
In considerazione che Enna non arretra sarebbe forse il caso di riprendere e rivedere quel percorso legislativo all’ARS per dare al Sant’Elia quanto sperato e soprattuto promesso.
Il treno del Policlinico Universitario passa una volta sola, Enna ha già iniziato a correre per salirci sopra, Caltanissetta non può permettersi il lusso di restare a guardare stringendo in mano una vecchia promessa elettorale e domani parlare dll’ennesimo “scippo”. Ad Maiora
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