Riceviamo e pubblichiamo nota firmata da Federico Messana
“Il sindaco di Montedoro con un manifesto a caratteri cubitali, affisso negli spazi pubblicitari del Comune, e con un volantino distribuito ai cittadini, una settimana fa mi ha dato dell’analfabeta funzionale, perché irritato da alcune mie critiche ad un bando per l’affidamento in gestione dell’Hotel Sicania, di proprietà comunale, da me ritenuto studiato ad hoc, allo scopo di escludere dalla partecipazione i montedoresi, in particolare i giovani disoccupati, e precostituirne il risultato.
Il sindaco non tollera (sono sempre di più gli amministratori ed i politici intolleranti) le mie critiche e, soprattutto, le mie frequenti denunce alla Procura della Repubblica per fatti gravi, sempre suffragate da prove documentali inoppugnabili e per questo mai motivo di querela da parte degli interessati (imprese edili, tecnici, operatori economici vari).
Chi non conosce la realtà di Montedoro potrebbe pensare che da parte mia, nei confronti dell’Amministrazione comunale e del sindaco in particolare, ci sia una sorta di accanimento persecutorio, dovuto a ragioni di carattere personale. Non è affatto così. In me c’è soltanto una istintiva e incomprimibile insofferenza verso un sistema di corruzione, talmente diffuso e pervasivo, ormai presente ovunque, anche nei centri più piccoli, cui sembra impossibile porre un argine. La mia insofferenza – ovviamente – si acuisce, quando ad essere contagiata da questo sistema è l’amministrazione comunale del mio paese, ove il sindaco è, tra l’altro, anche segretario provinciale del PD e rispetto ai problemi della legalità e dell’etica pubblica dovrebbe avere un di più di attenzione. Accade, purtroppo, il contrario. Nel comune di Montedoro non c’è atto deliberativo che, da questo punto di vista, non susciti forti perplessità.
Per dare l’idea di ciò che vi accade quasi quotidianamente, due recenti determinazioni dell’Ufficio tecnico, la numero 79 del 29/07/2025 e la numero 83 del 30/07/2025, che il sindaco ritiene modelli di trasparenza amministrativa e di cui ha menato vanto attraverso i social, mentre, a mio parere, a parte la loro dubbia regolarità sotto il profilo legale, sono esempi di totale mancanza di etica pubblica e di rispetto del denaro pubblico.
Queste determinazioni riguardano due lavori, uno la sostituzione degli infissi della biblioteca comunale e l’altro quelli del centro giovanile. L’importo dei lavori a base d’asta degli infissi della biblioteca è stato di euro 114.035,00 e quello de centro giovanile di euro 70.082,00. I lavori, essendo di importo a base d’asta inferiore a 150.000,00 euro, sono stati affidati in forma diretta, senza gara: quello della biblioteca alla società “TIME – TECNOLOGICAL INNOVATION FOR MANAGING OUR ENVIRONMENT SRL” con sede a Roma, per euro 107.366,45, con un ribasso di euro 6.668,00 circa, e quelli del centro giovanile alla società “SOLVIS SRL”, anch’essa con sede a Roma, per euro 70.082,00, senza alcun ribasso. Formalizzati gli affidamenti, sia la società Time Tecnological… che la società Solvis hanno chiesto al Comune, ottenendola, l’autorizzazione ad affidare i lavori in sub-appalto. Entrambe le società -vedi caso- hanno scelto come ditta sub-appaltatrice il Laboratorio edile di Palermo ARICO’, che ha dato la disponibilità ad effettuare i lavori, per quanto riguarda la biblioteca, per euro 57.510,99, con un ribasso sul ribasso della società affidataria di euro 49.855,46, circa il 46%, e, per quanto riguarda il centro giovanile, per euro 42.500,00, con un ribasso di euro 27.582,00 (circa il 40%).
Le società Time-Tecnological e Solvis, senza mettere un dito nell’acqua calda, hanno realizzato rispettivamente, grazie allo stratagemma del sub-appalto, guadagni puliti di euro 49.855,46 e di euro 27.582,00.
Da notare che, da una semplice lettura delle visure camerali, risulta che le attività prevalenti delle predette società non hanno alcuna attinenza con la costruzione degli infissi o con le opere edili: la Time-Tecnological svolge, infatti, in via prioritaria, se non esclusiva, lavori di installazione e manutenzione impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione ed utilizzazione di energia elettrica…, mentre la società Solvis svolge prevalentemente attività di creazione e sviluppo di software di consulenza informatica e di ideazione, sviluppo e configurazione di sistemi di domotica; entrambe, eccezionalmente, e forse solo in casi come questo, in via residuale svolgono attività diverse da quella prevalente.
Da notare ancora che il responsabile dell’Ufficio tecnico, l’ing. Piombino che ho denunciato innumerevoli volte, è stato il progettista, che ha gonfiato i prezzi degli infissi per consentire i ribassi anomali del 46% e del 40% da parte dell’impresa ARICO’ di Palermo, il redattore delle determine, l’esecutore degli affidamenti, il direttore dei lavori, il “mediatore” tra le ditte affidatarie e la ditta sub-appaltatrice, e, infine, il collaudatore degli interventi realizzati, cioè il deus ex machina di tutta l’operazione.
Di fronte ad una siffatta situazione, un cittadino normale, in possesso di un minimo di senso civico, può rimanere indifferente?
A Montedoro ci sono due ditte che costruiscono infissi, a Serradifalco e nel Vallone e nelle zone industriali di Caltanissetta e Agrigento ce ne sono a decine, con il bisogno di lavoro che c’è nei nostri territori, il responsabile dell’Ufficio tecnico e il sindaco di Montedoro come hanno potuto scegliere, tra l’altro in forma diretta, senza gara, società così lontane, addirittura di Roma, sconosciute e operanti in via prevalente in settori non pertinenti con i lavori da eseguire? Può una operazione come questa considerarsi un modello di trasparenza e di moralità? Ma il sindaco di Montedoro, nonché segretario provinciale del PD, si rende conto di quel che accade nel proprio Comune? Io ancora non sono riuscito a capirlo fino in fondo.
E’ vero che operazioni truffaldine, come questa, sono possibili perché questo Governo nel settore dei lavori pubblici, come in tanti altri, ha introdotto una serie di norme sconsiderate, come la modifica dei sub-appalti, consentiti senza più alcuna restrizione, o l’innalzamento da 40.000 a 150.000 euro degli affidamenti diretti, che favoriscono la manipolazione degli appalti e la moltiplicazione degli episodi di corruzione. E’ anche vero, però, che a questi fenomeni la buona politica e la buona amministrazione dovrebbero tentare di porre un argine. Ma la buona politica e la buona amministrazione esistono ancora? Il dubbio non può non sorgere, quando fatti come quello che ho raccontato, accadono ripetutamente in un comune in cui il sindaco è anche segretario provinciale del PD.
Federico Messana”
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