Ieri mattina siamo stati quasi ripresi per aver evidenziato che il Comune non si è occupato delle tariffe riguardanti la piscina comunale.
Tuttavia, leggendo attentamente la deliberazione che ci è stata inviata, allegata sotto, cosa che basterebbe facesse anche chi ci ha mosso la critica, ci si accorge facilmente che, tra i vari impianti menzionati, non vi è la piscina comunale.
Ribadiamo quindi quanto emerso: il provvedimento in questione non include né disciplina la piscina cittadina, lasciandola di fatto al di fuori dell’attuale aggiornamento tariffario.
Abbiamo cercato di ottenere chiarimenti direttamente da chi vive il Palazzo, ma sul tema piscina quasi nessuno sembra aver voglia di parlare o di esporsi, un atteggiamento che avevamo già notato ed evidenziato prima ancora dell’annuncio della riapertura.
Pare comunque prevalga la linea secondo cui spetterebbe alla Giunta fissare le tariffe, come da noi sostenuto e riportato nell’articolo del 26/07/2026), tariffe che andrebbero poi pubblicate sul sito del Comune e della ditta gestrice. Ciononostante, si tratta di un argomento di cui si parla sottovoce, ammettere una eventuale dimenticanza o errore sarebbe probabilmente troppo difficile, specialmente se a farlo notare è una testata giornalistica o una pagina Facebook.
Ma torniamo alla deliberazione. La Giunta Comunale di Caltanissetta ha approvato la deliberazione n. 79 del 10 luglio 2026, avente ad oggetto l’ Approvazione sistema tariffario degli impianti sportivi comunali.
L’atto, redatto su proposta della Direzione 7 (Politiche Sociali, Scuola, Servizi Demografici, Sport, Cultura e Turismo), ridefinisce e adegua i costi d’uso delle strutture sportive di proprietà comunale ai reali costi di gestione e di adeguamento energetico, mantenendo una funzione sociale e agevolazioni per l’associazionismo locale.Qui l’articolo
L’aggiornamento tariffario recepisce la direttiva assessoriale prot. n. 129694 del 30/10/2025. Dalla lettura integrale della deliberazione, la qualificazione di servizio pubblico a rilevanza economica viene applicata a sei specifici impianti:
- Impianto Sportivo Polifunzionale “Michele Amari” (Via Portella della Ginestra): dotato di 2 spogliatoi e 2 servizi igienici, destinato a tennis, pallavolo, calcio a 5 e pallacanestro.
- Stadio Comunale “M. Tomaselli” (Viale Stefano Candura s.n. – Area Pian Del Lago): impianto polivalente per calcio a 11, rugby e atletica leggera. Utilizzato prevalentemente dalla principale società calcistica cittadina, con la pista di atletica aperta in determinate fasce orarie alla libera fruizione del pubblico. Gestito direttamente dal Comune.
- Palasport “Pala Cannizzaro” (Viale Stefano Candura s.n.): dedicato a pallacanestro e pallavolo, riservato esclusivamente ad associazioni e federazioni sportive autorizzate (senza libera fruizione al pubblico).
- Impianto Polisportivo “M. Cannavò” (c.d. Pian del Lago 2, Viale Stefano Candura s.n.): complesso all’aperto con campo da calcio a 11, campo da basket e pista di mountain bike. Liberamente fruibile dal pubblico, ad eccezione del campo da calcio.
- Palasport “Pala Milan” (Via Chiarandà s.n.): destinato a pallavolo, pallamano, calcio a 5 e badminton, riservato alle associazioni e federazioni autorizzate.
- Stadio Comunale “Palmintelli” (Viale della Regione n. 5): storico impianto cittadino dedicato esclusivamente al calcio a 11 per società e federazioni.
Come si evince chiaramente dal provvedimento, la Piscina Comunale di via Rochester non compare nell’elenco degli impianti oggetto di riorganizzazione tariffaria. L’atto disciplina e quantifica i costi unicamente per i sei plessi sopra citati.
Dopo anni di attesa e un impegno economico da parte del Comune pari a 700 mila euro che, come evidenziato dalla pagina Facebook IronIA, corrispondono a 12,09 € per ogni cittadino nisseno, neonati compresi, l’impianto dovrebbe essere reso accessibile a partire dal 30 luglio. Manca però l’unico tassello fondamentale: le tariffe d’accesso ufficiali non sono note.
I prezzi circolati sulla stampa all’epoca, parliamo del 2020, della gara d’appalto non possono certamente ritenersi validi a distanza di anni, considerando i rincari energetici e gestionali.
Ma facciamo il punto: Come funziona la fissazione dei prezzi per gli impianti in gestione?
Un impianto comunale è un bene patrimoniale indisponibile destinato a un servizio pubblico locale (ai sensi dell’art. 112 del D.Lgs. 267/2000). Il gestore privato non ha la piena libertà di prezzo di una struttura 100% privata, ma deve sottostare a un meccanismo regolamentato:
–Tariffario Base / Tetto Massimo: Stabilito dal Comune nel bando di gara o nei regolamenti comunali. La Giunta approva la griglia tariffaria massima per ogni tipologia di attività (es. prezzo massimo per 1 ora di nuoto libero, abbonamento mensile, ecc.).
–Proposta del Gestore: Il gestore applica le proprie formule organizzative ed eventuali sconti rispetto al prezzo massimo stabilito.
–Approvazione e Validazione Finale: Le tariffe ufficiali devono ricevere il benestare o la presa d’atto formale tramite delibera della Giunta Comunale prima di essere esposte al pubblico.
Ecco il quadro Normativo di Riferimento
Le norme vigenti confermano la competenza pubblica sulle tariffe:
–L.R. Siciliana 16 maggio 1978, n. 8: Legge quadro per lo sport in Sicilia, delega ai Comuni il controllo e la regolamentazione delle tariffe per garantire l’utilità sociale delle strutture comunali.
–Disegno di Legge n. 812 del 17-10-2024 (ARS): Ribadisce l’obbligo di tutelare cittadini e associazioni sul piano tariffario tramite apposite convenzioni con gli enti proprietari (artt. 7, 8 e 9).
–Autonomia Enti Locali (L.R. n. 30/2000 e TUEL): Attribuisce alla Giunta Comunale la competenza esclusiva per la determinazione delle tariffe dei servizi pubblici locali e la concessione dei beni patrimoniali.
Ma cosa si rischia senza un atto formale del Comune?
Se il Comune non interviene e lascia che sia la ditta privata a decidere autonomamente le tariffe, si configurerebbero scenari di grave illegittimità:
- Nullità delle Tariffe: Un listino applicato in autonomia dal privato è privo di efficacia giuridica in assenza di delibera della Giunta.
- Danno Erariale e Responsabilità (Corte dei Conti): Amministratori e funzionari comunali rischiano segnalazioni per omissione di controllo sulla corretta gestione dei beni patrimoniali.
- Tutele per gli Utenti e Esposti: Utenti e associazioni potrebbero presentare esposti all’AGCM o alla Procura. Qualora la ditta applicasse tariffe non autorizzate o superiori a quelle concordate, i cittadini avrebbero il diritto di richiedere il rimborso delle somme pagate in eccedenza.
L’aggiornamento tariffario, come per gli altri impianti, nasce per adeguare le quote ai reali costi energetici e gestionali, garantendo tutela sociale e agevolazioni.
Chiediamo quindi:
Per quale motivo la piscina comunale di via Rochester non è stata inserita in quella deliberazione?
Verranno rese note e approvate dalla Giunta le tariffe che dovranno pagare i cittadini per usufruire di un bene che rimane, a tutti gli effetti, di proprietà comunale?
Qualora quanto da noi affermato in questo o in altri articoli non corrispondesse a verità, oppure vi fossero elementi e dettagli di cui non siamo a conoscenza, non possiamo che prenderne atto, ma riteniamo che l’Amministrazione debba dire qualcosa per fare chiarezza rispondendo ufficialmente e smentendo quanto scritto e cioè che le tariffe non le fissa la Giunta di comune accordo con la ditta, che al contrario è libera di stabilirle autonomamente.
Ciò si rende necessario ed urgente per evitare che un domani, considerato che l’inaugurazione è prevista per il prossimo 30 luglio, eventuali ricorsi o interventi degli organi di controllo possano finire per aggiungere al danno anche la beffa, a discapito dell’intera comunità che ha già pagato il “biglietto” senza esserci neanche bagnato un dito del piede. Ad Maiora
La determinazione
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