In Israele la guerra nella Striscia di Gaza presenta il conto: secondo un sondaggio la coalizione di Netanyahu non ha più la maggioranza
La coalizione di governo guidata da Benjamin Netanyahu non avrebbe più i numeri per governare, se in Israele si votasse oggi. Lo rivela un nuovo sondaggio pubblicato dal quotidiano Maariv, che fotografa un crescente malcontento tra gli elettori israeliani, alimentato dallo stallo nei negoziati per il rilascio degli ostaggi e dall’incertezza sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.
Secondo i dati, l’attuale maggioranza si fermerebbe a 48 seggi su 120 alla Knesset, ben al di sotto dei 61 necessari per governare, mentre l’opposizione otterrebbe 62 seggi, conquistando così la possibilità di formare un nuovo esecutivo.
Il Likud di Benjamin Netanyahu perde terreno, sorpresa a destra
Il partito di Netanyahu, il Likud, risulta in calo rispetto al sondaggio precedente, scendendo da 26 a 25 seggi. Una flessione contenuta ma significativa, in un quadro già fragile per la coalizione. Tra gli alleati, il partito ultraortodosso Shas cresce leggermente, passando da 9 a 10 seggi, mentre UTJ (Unione del Giudaismo della Torah) resta stabile a 7 seggi. Otzma Yehudit, formazione di estrema destra, si conferma a 7 seggi.
Clamorosa invece l’esclusione, secondo il sondaggio, del partito Sionismo Religioso, che non supererebbe la soglia di sbarramento. Una débâcle inaspettata che, se confermata alle urne, ridurrebbe ulteriormente il peso della destra religiosa nell’eventuale prossima legislatura.
L’opposizione guadagna consensi
Sul versante dell’opposizione, si registra un significativo avanzamento del partito dell’ex premier Naftali Bennet, che salirebbe a 24 seggi, guadagnando 2 unità rispetto al rilevamento precedente. In crescita anche il partito Yisrael Beytenu, guidato da Avigdor Lieberman, che raggiunge quota 12 seggi (+1).
I Democratici si attestano a 11 seggi (+1), mentre Yesh Atid, la formazione centrista di Yair Lapid, si rafforza con 9 seggi (+1). Unico calo, all’interno dell’opposizione, per la lista Blue e Bianco, che perderebbe un seggio, scendendo a 5. Restano stabili i partiti arabi Ra’am e Hadash-Ta’al, con 5 seggi ciascuno.

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