A presentarlo i leghisti Sasso e Ziello, più l’ex Fdi Emanuele Pozzolo. Tra le richieste anche la desecretazione sul materiale militare già inviato
Il giorno in cui il Generale ha fatto sapere che non intende lasciare il suo seggio a Strasburgo, le sue “truppe” si organizzano per sferrare il primo raid alla Camera. Il terreno di scontro è quello del decreto Ucraina. Ecco di cosa si tratta.
Interrompere immediatamente tutte le forniture di mezzi e materiali militari destinate alle autorità governative dell’Ucraina; desecretare le liste del materiale militare precedentemente inviato; destinare le risorse conseguenti dal relativo risparmio di spesa al rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine al fine di innalzare i livelli di sicurezza per i cittadini italiani. Sono gli impegni che vengono chiesti al governo da tre deputati che indicati come vicini a Roberto Vannacci in un ordine del giorno al decreto Ucraina all’esame della Camera. I firmatari sono i due leghisti Rossano Sasso e Edoardo Ziello e il deputato ex Fdi, ora nel gruppo Misto, Emanuele Pozzolo (quest’ultimo ieri via social ha annunciato che seguirà nel suo progetto l’ex generale ed ex segretario della Lega considerandolo il “De Gaulle italiano”. I tre hanno anche presentato, oltre all’odg, anche un emendamento al dl Ucraina per chiedere lo stop delle armi a Kiev.
COSA CHIEDE L’ODG
Nell’ordine del giorno, presentato alla Camera, dai deputati della Lega Rossano Sasso ed Edoardo Ziello e dall’ex Fdi Emanuele Pozzolo si spiega in premessa: “Il governo italiano ha emanato il decreto legge n. 201 del 31 dicembre 2025 recante’”Disposizioni urgenti per la proroga dell’autorizzazione alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari in favore delle autorità governative dell’Ucraina, per il rinnovo dei permessi di soggiorno in possesso di cittadini ucraini, nonché per la sicurezza dei giornalisti freelance; nella 594ª seduta assembleare del quindici gennaio 2026 è stata approvata una risoluzione votata anche dal gruppo parlamentare della Lega – Salvini Premier che autorizza il governo italiano ‘a continuare a sostenere l’Ucraina in coordinamento con la NATO, l’Unione europea, i paesi G7, e gli alleati internazionali, a rafforzare il contributo italiano alle iniziative di resilienza energetica, di ricostruzione, sviluppo e stabilizzazione macro-finanziaria dell’Ucraina, in coordinamento con la piattaforma donatori G7, anche attraverso forme di cooperazione industriale e partenariati strategici, in un’ottica di sicurezza’; durante l’iter di conversione del presente decreto legge in commissione è stata eliminata la parola ‘militari’ nel titolo e nella rubrica del decreto con il tentativo rocambolesco di provare a far passare il messaggio che non ci saranno più invii di armamenti, ma l’espressione ‘militari’ non è stata espunta dal corpo del provvedimento, mantenendo attiva, di fatto e diritto, la fornitura degli stessi a favore dell’Ucraina”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it Maria Carmela Fiumanò
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