Cosa fa e chi fa parte del Csd e soprattutto perché si riunisce
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: la guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Lo fa sapere una nota del Quirinale.
UNA CONVOCAZIONE STRAORDINARIA, PERCHÉ
Quella di venerdì è una convocazione straordinaria resa necessaria dagli sviluppi in Medio Oriente- e al rischio di un coinvolgimento dei Paesi Nato- ed è prevista dalla Costituzione. L’articolo 87 infatti definisce il Presidente della Repubblica come Capo dello Stato e ne elenca i suoi principali poteri. Tra questi, l’articolo recita che il presidente “ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere”. É Il Presidente della Repubblica infatti a presiedere questo organismo e lo convoca abitualmente, in genere due volte l’anno, o quando lo ritiene necessario, come in questo ultimo caso.
IL CSD, COSA É
Il Consiglio supremo di difesa, come si legge nell’allegato dedicato su Quirinale.it, è “un organo di rilevanza costituzionale preposto all’esame dei problemi generali politici e tecnici attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale”, istituito con la legge 28 luglio 1950, n. 624 e successivamente disciplinato nelle sue modalità organizzative e funzionali attraverso specifiche norme.
CHI NE FA PARTE E CHI PARTECIPA ALLE RIUNIONI
Il Consiglio è presieduto dal Capo dello Stato ed è composto dal Presidente del Consiglio dei ministri, dai Ministri per gli affari esteri, dell’interno, dell’economia e delle finanze, della difesa e dello sviluppo economico e dal Capo di stato maggiore della difesa.
Partecipano per prassi alle riunioni del Consiglio il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il Segretario generale della Presidenza della Repubblica ed il Segretario del Consiglio supremo di difesa.
A seconda delle circostanze e della materia trattata, possono essere chiamati a prendere parte alle riunioni anche altri ministri, i Capi di stato maggiore di Forza armata, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, il Presidente del Consiglio di Stato, nonché ulteriori soggetti e personalità in possesso di particolari competenze in campo scientifico, industriale ed economico ed esperti in problemi militari.
COSA FA
Il Consiglio supremo di difesa è il principale strumento attraverso il quale il Capo dello Stato acquisisce
circostanziate conoscenze degli orientamenti del Governo in materia di sicurezza e difesa, per poter svolgere adeguatamente il complesso ruolo di equilibrio e garanzia attribuitogli dalla Costituzione.
Più in generale, il Consiglio costituisce sede istituzionale permanente per la discussione e l’approfondimento multidisciplinare delle problematiche relative alla sicurezza ed alla difesa. In altri termini, “il Consiglio supremo di difesa- riferisce la scheda tecnica del Quirinale- è strumento di dialogo e di confronto preventivo tra i responsabili dell’indirizzo politico in materia di difesa nazionale: attraverso esso i suoi componenti possono concorrere a definire criteri per il migliore esercizio delle rispettive singole competenze”.
COME COMUNICA
Al Presidente della Repubblica competono la convocazione del Consiglio, la definizione dell’ordine del giorno e la presidenza delle sedute. Gli esiti dei lavori del Consiglio sono riportati nei verbali delle riunioni, riservati ai suoi componenti, che includono anche gli eventuali documenti esaminati.
I principali elementi caratterizzanti tali esiti sono sintetizzati nel comunicato stampa finale diffuso al termine di ogni riunione dalla stessa Presidenza della Repubblica.
I PRECEDENTI
Non è la prima volta che il presidente Mattarella convoca il CSD in via straordinaria. Nel corso del suo mandato lo ha riunito una ventina di volte. Solo l’anno scorso lo ha convocato tre volte: a marzo per discutere di minacce spaziali e difesa europea, poi a maggio con all’ordine del giorno il tema del riarmo europeo e la partecipazione dell’Italia alle iniziative Nato, e infine pochi mesi fa, a novembre, per un confronto sul sostegno all’Ucraina.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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