La vicenda della ricostituita Democrazia Cristiana ha assunto i contorni di una vera e propria balcanizzazione interna. Il contenzioso si focalizza sullo scontro frontale esploso tra l’avvocato emiliano Gianfranco Samorì e l’asse della Democrazia Cristiana Siciliana, fedelissimo al fondatore Totò Cuffaro e guidato operativamente dal capogruppo all’ARS Carmelo Pace.
La genesi della frattura: Dalla chat di partito alla scintilla
Il contrasto ha preso fuoco in seguito a un comunicato diffuso da Carmelo Pace all’interno della chat “Dirigenti Dc Italia”, attraverso il quale venivano rese note le decisioni della Direzione nazionale.
Quella che per la componente siciliana doveva essere una gestione di transizione dopo il passo di lato di Totò Cuffaro si è trasformata in una contesa sul modello organizzativo:
- La linea di Samorì: Smarcarsi dal concetto di “partito personale del senatore Salvatore Cuffaro”, rivendicando un’autonomia statutaria e congressuale per costruire una struttura federale non subordinata alle dinamiche di Palermo.
- La risposta dell’asse siciliano: Rivendicare il peso politico del radicamento territoriale ed elettorale dell’isola, capofila della rappresentanza istituzionale nel Parlamento Siciliano e negli enti locali.
L’escalation: Atti d’accusa e delibere incrociate
Nel vivo del confronto, lo scontro è degenerato in una battaglia sulla legittimità degli organi:
- La contestazione di Samorì: Il segretario facente funzioni ha bollato come «giuridicamente inesistenti, nulle ed illegittime» le delibere del Consiglio Nazionale che avevano incoronato Pace segretario, definendo conseguentemente “irrilevante” e viziata la Direzione nazionale da questi convocata.
- La contromossa congressuale: Forte della propria carica, Samorì ha risposto avviando i congressi regionali per eleggere i delegati e blindando la convocazione del XXI Congresso Nazionale fissato per il 24 e 25 ottobre 2026 presso l’Hotel Ergife di Roma.
- La reazione dell’area Cuffaro/Pace: La Direzione vicina a Pace ha disconosciuto la mossa romana, deliberando la sospensione e l’avvio dell’espulsione di Samorì e rivendicando la piena titolarità della guida del partito.
Due congressi e cariche parallele
La prova di forza si è consumata sulle due sponde:
- La legittimità reclamata da Samorì: L’avvocato emiliano ha celebrato l’assise all’Ergife di Roma, forte dei delegati territoriali, puntando a rinnovare i quadri e a dare un taglio netto alla gestione precedente.
- Il disconoscimento siciliano: La DC siciliana e la Direzione Nazionale facente capo a Pace e Grassi hanno respontinto al mittente le decisioni romane, blindando il controllo del partito nell’isola e congelando ogni atto dell’ala avversaria.
Le tesi a confronto
| Direttiva della DC Siciliana (Area Cuffaro / Pace) | Direttiva dell’Area Samorì |
|---|---|
| Centralità del consenso: Il peso della DC risiede nella forza elettorale dimostrata in Sicilia e sul territorio. | Rinnovamento e De-personalizzazione: Stop al “partito personale” e superamento della dipendenza da Cuffaro. |
| Legittimità degli Organi: Le nomine e le delibere della fazione di Pace sono pienamente statutarie. | Legittimità del Congresso: Gli atti di Pace sono nulli; l’unica via è il congresso sovrano dei delegati. |
| Leadership: Carmelo Pace è il segretario legittimo. | Leadership: Gianfranco Samorì è il segretario legittimo uscito dall’assise di Roma. |
Lo scenario siciliano e le prossime regionali
Resta ora da capire come questa spaccatura si rifletterà sul terreno di caccia più ricco del partito: la Sicilia.
Con l’avvicinarsi delle elezioni regionali, la classe dirigente locale, tra deputati all’ARS, amministratori comunali e quadri territoriali, sarà chiamata a prendere una posizione netta: da un lato la fedeltà all’asse storico Cuffaro-Pace, vero motore di consenso nell’isola, dall’altro la tentazione di appoggiare la legittimità nazionale rivendicata da Samorì.
Gli equilibri delle prossime liste e delle alleanze di centrodestra in Sicilia dipenderanno proprio da quanti sceglieranno di restare nel fortino cuffariano e quanti tenteranno la sponda con il vertice romano.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.