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La Commissione Ue ha deciso: auto a motore termico anche dopo il 2035

Last updated: 17/12/2025 6:32
By Redazione 97 Views 5 Min Read
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Il piano prevede un tetto del 10% alla vendita di veicoli alimentati da biocarburanti o carburanti sintetici a emissioni zero. Ci vorrà il via libera dei governi dei 27 e dell’Europarlamento

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Il mercatoSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.                                                 

Dopo intense pressioni da parte di Germania, Italia e del settore automobilistico europeo,  la Commissione Europea ha presentato un pacchetto di misure per il settore automobilistico, che include la rinuncia al divieto di vendita di auto nuove con motore a combustione a partire dal 2035, fissando l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO2 del 90% rispetto ai livelli del 2021, invece che del 100%. Le case automobilistiche dovranno colmare il divario producendo con acciaio a basso tenore di carbonio fabbricato nell’Unione europea e utilizzando carburanti sintetici e biocarburanti non alimentari, come i rifiuti agricoli o l’olio da cucina usato.

Una conferenza stampa inizialmente annunciata per le 15.30 è stata posticipata alle 17.45. Ci vorrà poi in ogni caso il via libera dei governi dei 27 e dell’Europarlamento. 

La mossa, una significativa deviazione rispetto alle politiche ambientaliste degli ultimi sei anni, è una risposta alle preoccupazioni di produttori come Volkswagen e Stellantis (la holding dei marchi Fiat, Chrysler, Peugeot e Citroen). Timori non sempre condivisi da altre case automobilistiche europee, più avanti nei loro processi di innovazione. 

Prevedibilmente la vedono diversamente i produttori puri di auto elettriche, come laPolestar, società svedese ma controllata dal colosso cinese Geely: “Passare da un obiettivo chiaro del 100% di emissioni zero al 90% può sembrare poco, ma se facciamo marcia indietro ora, non danneggeremo solo il clima. Danneggeremo la capacità competitiva dell’Europa”, ha affermato l’amministratore delegato Michael Lohscheller. 

Al contrario, si dichiara a favore della rimozione del divieto Roberto Pietrantonio, presidente dell’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri (Unrae): “L’Europa ha fissato obiettivi senza investire su fattore abilitanti. Il vero buco è che la transizione non è stata accompagnata da una politica industriale europea”.

La Commissione ha previsto inoltre i piani per aumentare la quota di veicoli elettrici nelle flotte aziendali, in particolare nelle auto aziendali, che rappresentano circa il 60% delle vendite di auto nuove in Europa. C’è anche l’introduzione di una nuova categoria di veicoli nell’ambito dell’iniziativa ‘small affordable cars’, piccole auto accessibili, che comprende veicoli elettrici fino a 4,2 metri di lunghezza. Ciò consentirà agli Stati membri e alle autorità locali di sviluppare incentivi mirati, stimolando la domanda di veicoli elettrici di piccole dimensioni prodotti nell’Ue. 

Il mercato

Le vendite di veicoli elettrici sono concentrate a nord e ovest dell’Europa, mentre le nazioni più a sud e a est procedono molto più lentamente.  A un estremo c’è la Norvegia, che non è membro Ue e il cui governo ha utilizzato il fondo sovrano finanziato dal petrolio per sovvenzionare i veicoli elettrici e investire nelle infrastrutture di ricarica: qui le vendite di veicoli elettrici hanno raggiunto il 94% delle vendite totali di automobili nei primi sette mesi del 2025. All’altro estremo la Croazia, ferma all’1%.  Nel complesso, il tasso di diffusione complessivo dei veicoli elettrici nell’Ue, per i primi sette mesi di quest’anno, è stato compreso tra il 5% (che è la quota dell’Italia) e il 10%. 

L’Ue ha stanziato fondi per le infrastrutture di ricarica e alcune sovvenzioni per i veicoli elettrici. Ma in mercati come quello spagnolo, che hanno lanciato programmi a sostegno dell’acquisto di auto elettriche, le case automobilistiche cinesi che offrono modelli più convenienti hanno tratto maggiori benefici rispetto ai loro concorrenti europei. L’allentamento degli obiettivi di emissione dell’UE potrebbe frenare gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica, un elemento fondamentale per l’adozione di massa dei veicoli elettrici. 

Fonte RaiNews

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