Questo articolo nasce dalle numerose e accorate segnalazioni giunte alla nostra redazione da parte di residenti e cittadini, indignati per l’ennesimo tentativo di mistificazione della realtà. Raccogliendo la loro voce e i loro sfoghi, raccontiamo qui di seguito una vicenda che fotografa perfettamente un certo modo di fare politica.
Assistere al tentativo della politica di accreditarsi successi ottenuti grazie ai sacrifici dei cittadini è ormai un triste cliché, ma l’ultimo episodio registrato a Caltanissetta supera il livello della decenza istituzionale.
Ieri, la consigliera comunale Giusy Mosca (Forza Italia) ha celebrato su Facebook un presunto trionfo della propria fazione:
“Il nostro gruppo ha portato un grandissimo risultato a casa… A seguito della nostra interrogazione, l’assessore ha disposto la direttiva che ha spinto il condominio a velocizzare i lavori e la riapertura della via Pitrè”.
Un racconto epico, peccato che la realtà sia ben diversa e che la narrazione sia crollata sotto il peso dei commenti dei reali protagonisti: i residenti.
Le reazioni del web non si sono fatte attendere, trasformandosi in una smentita collettiva e impietosa. I condomini hanno risposto per le rime:
“Salve dott.ssa Mosca, mi scusi ma il risultato di ciò è frutto solo ed esclusivamente dei sacrifici economici dei condomini residenti al civico 3”
“I condomini si sono spellati per pagare il muro…”.
“Tutto merito di chi abita al numero 3… Adesso chi arriva arriva e si prende i meriti. Dieci anni per capire di chi era la competenza di quel muro, e la politica interviene ad opera fatta”.
Ci troviamo di fronte alla fotografia esatta di una una politica del giorno dopo , che specula sulle fatiche dei privati. Per dieci anni le istituzioni hanno brancolato nel buio del rimpallo di competenze e, non appena i cittadini hanno messo mano al portafogli risolvendo il problema a proprie spese, ecco che il politico di turno si fionda a incassare il “punteggio” .
Questo disperato bisogno di appuntarsi medaglie di cartone sul petto non è un caso isolato, ma il sintomo visibile di una coalizione in profonda crisi di identità e di risultati, costantemente attaccata e logorata dai suoi stessi comportamenti.
Basti guardare alle recenti e durissime polemiche sollevate dal consigliere Di Dio, o agli interventi al vetriolo dell’ex assessore Mirisola e dell’ex Aiello.
Quando mancano i progetti propri, quando l’azione amministrativa è sterile, l’unica strategia superstite diventa il politicamente intestarsi meriti altrui, come accade spesso anche con le rivendicazioni sui rifacimenti del manto stradale pianificati da altri, pur di riempire il vuoto pneumatico delle proprie proposte.
Se si avessero davvero energia da spendere per “velocizzare” i dossier, la indirizzino dove la politica ha il dovere morale e amministrativo di dare risposte concrete, partendo da zero.
Il tempo per recuperare c’è. Si intervenga immediatamente per sbloccare la drammatica situazione delle 14 famiglie sfollate di via Redentore, evacuate lontano ormai dal 10 dicembre 2024 e letteralmente abbandonate al loro destino e alla buracrazia.
Chi rappresenta i cittadini ha il dovere di risolvere i problemi, non quello di una politica puramente propagandistica sui sacrifici altrui.
Arrogarsi il merito di un’opera pagata con i risparmi delle famiglie di Via Pitrè non è solo politicamente scorretto, è un insulto alla dignità dei residenti.
Fortunatamente, i cittadini non hanno più l’anello al naso. La verità emerge sempre e quella che la consigliera Mosca pensava potesse essere una spilla d’oro con diamante da esibire orgogliosamente sul petto, si è trasformata nell’ennesima, pessima, brutta figura politica. Ad Maiora
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