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La Russia verso il ‘Grande Firewall’, WhatsApp tra le ultime vittime

Last updated: 26/12/2025 6:37
By Redazione 84 Views 5 Min Read
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Il Cremlino segue da anni le orme della Cina nell’esercitare il controllo totale su Internet

AGI – Il Cremlino segue da anni le orme della Cina nell’esercitare il controllo totale su Internet. La guerra in Ucraina e la lotta contro una presunta “quinta colonna”, che si oppone all’operazione militare speciale sono la scusa perfetta per creare il Grande Firewall russo. La rete di messaggistica WhatsApp, che conta quasi 100 milioni di utenti russi, è l’ultima vittima della censura contro le applicazioni occidentali nella Federazione, dove Facebook, Instagram, X, Signal, Viber, Snapchat e Discord non funzionano più.

Sebbene il blocco non sia ancora totale, le autorità stanno facendo di tutto per costringere, di fatto, i russi a scaricare applicazioni nazionali come Max – la versione russa della cinese WeChat – che conta già 75 milioni di utenti. In un momento di scontro con gli Stati Uniti e l’Europa sulla guerra in Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto “strangolare” le aziende tecnologiche occidentali.

Gli utenti di WhatsApp, che non sono in grado di effettuare chiamate da diversi mesi, proprio come quelli di Telegram, hanno riscontrato difficoltà nell’invio di video e foto dalla fine di novembre. Questa settimana, i limiti di velocità di rete hanno raggiunto l’80%, rendendo impossibile l’invio di messaggi su molti telefoni e costringendo gli utenti a ricorrere a WhatsApp Web sul pc.

L’Autorità russa per le comunicazioni, Roskomnadzor, che ha iniziato a limitare il funzionamento di WhatsApp lo scorso agosto, ha emesso il suo ultimo avviso ieri. “Se non rispetta i requisiti della legislazione russa, verra’ completamente bloccato”, ha avvertito. “WhatsApp è profondamente integrato nel tessuto di ogni comunità del Paese, dai gruppi di genitori e di lavoro alle chat tra amici, vicini e familiari in tutte le regioni della Russia”, ha sottolineato un portavoce dell’azienda.

“Siamo determinati a lottare per i nostri utenti, perché costringere le persone a utilizzare app meno sicure e imposte dal governo non può che portare a una riduzione della sicurezza per i cittadini russi”, ha assicurato alla Reuters il portavoce di WhatsApp.

Analisti di mercato come Eldar Murtazin di Mobile Research Group hanno previsto che WhatsApp verrà completamente bloccato entro l’inizio del 2026. L’argomento utilizzato per giustificare il crescente blocco è l’uso dell’app da parte dei terroristi per compiere attacchi e reclutare adepti. Tuttavia, la motivazione più recente utilizzata per giustificare la repressione di WhatsApp sono le truffe multimilionarie, che prendono di mira soprattutto gli anziani. Vicende che sono state rilanciate dai deputati filogovernativi per criticare con veemenza le app occidentali.

L’Autorità federale per le Telecomunicazioni, Roskomnadzor, sostiene che il rallentamento di WhatsApp – il cui proprietario, Meta, è considerato un’organizzazione estremista nel Paese – e di Telegram abbia ridotto significativamente il numero di truffe in Russia, un’attività fraudolenta che colpisce centinaia di migliaia di persone e, secondo il ministero dell’Interno, genera miliardi di dollari.

Inoltre, le autorità accusano l’amministrazione della rete di messaggistica di ignorare le richieste delle forze di sicurezza russe, pur collaborando con le controparti di altri Paesi. “Non vietiamo nulla; esigiamo semplicemente il rispetto delle leggi. Se un operatore di mercato non rispetta tali leggi, vengono introdotte le relative restrizioni”, ha spiegato Putin, noto per essere un uomo analogico che usa raramente il cellulare.

Fonte AGI di Marta Allevato

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