Tra cantieri infiniti, autostrade declassate e treni bloccati, la Sicilia affronta l’ennesima emergenza mobilità. Ma mentre le infrastrutture esistenti cadono a pezzi, i riflettori della politica restano puntati sulla grande opera dello Stretto. L’unica nota lieta è la nuova metropolitana di Palermo.
L’imposizione del limite di velocità a 60 km/h sulle autostrade A20 (Palermo-Messina) e A18 (Messina-Catania) per motivi di sicurezza è solo l’ennesima conferma del crollo delle infrastrutture siciliane. Mentre il dibattito politico e le priorità d’investimento continuano a concentrarsi sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, la mobilità quotidiana nell’Isola vive un’odissea senza fine, segnata da tratte a binario unico, cantieri aperti da anni e strade provinciali abbandonate, in netto contrasto con l’Europa dell’alta velocità.
A peggiorare il quadro si è aggiunta l’incognita del traffico aereo: le recenti emergenze dovute alla cenere vulcanica dell’Etna hanno mostrato la fragilità degli scali siciliani e l’assenza di un piano integrato tra gli aeroporti regionali.
Autostrade collassate e cantieri senza fine
Le arterie A20 e A18, in mano per il 90% alla Regione tramite il Consorzio Autostrade Siciliane (CAS), sono ormai declassate e a rischio chiusura. Sulla A19 Palermo-Catania, gestita da Anas e presieduta dal commissario straordinario Renato Schifani, restano aperti 28 cantieri sui 64 previsti dal piano da quasi un miliardo di euro. Con l’arrivo dell’inverno si teme un ulteriore peggioramento della viabilità, mentre la rete delle strade statali e provinciali continua a versare in condizioni critiche.
Treni a rilento e collegamenti tagliati
In attesa del completamento del raddoppio ferroviario Palermo-Catania-Messina (fissato per il 2032 con già due anni di ritardo), i trasporti su rotaia continuano ad accumulare disagi:
- Catania-Siracusa: linea bloccata fino a fine gennaio per i lavori del bypass per il porto di Augusta (215 milioni di euro). Gli Intercity si fermeranno a Messina, tagliando fuori Catania.
- Palermo-Messina: continue interruzioni nei fine settimana per adeguamenti sismici ai ponti.
- Tratte storiche dimenticate: la Palermo-Trapani via Milo è chiusa da ben 13 anni (con cantieri in ritardo fino al 2027), mentre la Caltagirone-Gela è interrotta da 15 anni.
La nota positiva: la metropolitana di Palermo
In un panorama sconfortante, l’unica notizia positiva arriva da Palermo. Il 4 novembre è prevista l’apertura al pubblico del nuovo tratto della metropolitana cittadina tra le stazioni Giachery e Politeama, a seguito dell’accordo siglato tra Regione, Comune e RFI. Un piccolo passo avanti per la viabilità urbana, mentre l’intera regione attende ancora collegamenti moderni ed efficienti.
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