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Le sfide del governo Meloni nel 2026, dal referendum alla legge elettorale

Autore: Redazione Visualizzazioni: 295 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 02/01/2026
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Il 2025 per la premier è stato un anno sotto i riflettori soprattutto per il suo ruolo di mediatrice tra le due sponde dell’Atlantico su tanti dossier, dai dazi al Medio Oriente ma soprattutto sulla guerra in Ucraina

Contents
Spese militari e aiuti a KievReferendum giustizia e le riforme chiavePer rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0oSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

AGI – “L’anno trascorso è stato tosto per tutti noi ma non preoccupatevi perché l’anno prossimo sarà molto peggio”: così Giorgia Meloni ha voluto salutare qualche giorno fa il 2025, in occasione degli auguri ai dipendenti di Palazzo Chigi, rivolgendo lo sguardo al futuro. Già nella prossima primavera l’Italia potrebbe uscire dalla procedura di infrazione UE per deficit eccessivo ma c’è soprattutto un altro obiettivo a cui guarda la leader di Fratelli d’Italia: se l’attuale governo, ad ora il terzo più longevo della Repubblica, resistesse fino al 4 settembre 2026, la premier toccherebbe quota 1.413 giorni consecutivi a Palazzo Chigi, infrangendo il record assoluto detenuto da Silvio Berlusconi con il suo secondo esecutivo (2001-2005).

Il 2025 per la premier è stato un anno sotto i riflettori soprattutto per il suo ruolo di mediatrice tra le due sponde dell’Atlantico su tanti dossier, dai dazi al Medio Oriente ma soprattutto sulla guerra in Ucraina. In ogni occasione ha sempre cercato di tenere i leader UE uniti alla causa americana, spendendosi in prima persona per il rapporto di fiducia instaurato con Donald Trump. Tenendo la barra dritta anche sulla necessità che l’Italia e l’Europa si dotino di una capacità di difesa tale da non dover essere dipendenti da Washington. “La pace si difende anche con la capacità di difesa, io non ho mai accettato la narrazione di chi contrappone l’idea del pacifismo alle forze armate. La debolezza invita l’aggressore, la forza allontana l’aggressore”, il suo convincimento.

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Spese militari e aiuti a Kiev

E sarà proprio il tema delle spese militari a essere al centro dell’attenzione anche nel prossimo anno. Il 15 gennaio sono previste le comunicazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sul decreto che proroga gli aiuti a Kiev e il dossier delle armi sarà materia di confronto all’interno degli schieramenti di maggioranza e opposizione, con la possibilità che possano tornare a emergere distinguo nella Lega e nel Movimento 5 stelle.

Referendum giustizia e le riforme chiave

Consolidati, invece, gli schieramenti sul fronte della giustizia: la sfida è sul referendum, dopo che sarà stabilita la data della consultazione sulla separazione delle carriere si accenderà lo scontro. Anche se la premier ha più volte messo a riparo il governo, ribadendo che l’esito del voto non pregiudicherà il percorso di questa fine legislatura. Ma è chiaro che si tratta per l’esecutivo di un tornante importante: “Se si vince il referendum riusciremo a fare facilmente anche le altre riforme. La strada per la vittoria alle Politiche sarebbe in discesa”, osserva un esponente di governo. Le altre partite decisive saranno quella sulla legge elettorale (con FdI intenzionato ad accelerare e a mettere sul tavolo il dossier già alla ripresa dei lavori parlamentari in modo che l’iter sul nuovo sistema di voto inizi entro l’estate), quella sull’autonomia differenziata e soprattutto il premierato. Era considerata la ‘madre’ di tutte le riforme ma per ora è uscita dai radar. L’intenzione di FdI è quella di rilanciarla, per approvarla a fine legislatura, ovvero prima della primavera del 2027.

Fonte AGI di Giovanni Lamberti


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Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale, non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista, divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando autonomamente il proprio giudizio.

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