Sotto il Monastero accoglie le storie degli emigranti e le colonne sonore della Giovane Orchestra Sicula
Si entra nel cantiere dell’ex gasometro, nell’abbazia di Santo Spirito e nella sala operativa dei Vigili del fuoco.
I banchi antichi della scuola San Giusto, le mappe delle miniere e la personale di Sebastiano Messina a Palazzo Giordano
sabato 24 e domenica 25 ottobre
CALTANISSETTA. Una valigia di cartone, una musica che riporta alla scena di un film, una vecchia carta mineraria sulla quale cercare i nomi dei luoghi. Ci sono molti modi per ritrovare una città: seguendo le tracce di chi è partito, riconoscendo gli edifici che hanno cambiato la vita quotidiana, sedendo idealmente tra i banchi dove hanno imparato a leggere i bambini di ieri. Nell’ultimo weekend delle Vie dei Tesori a Caltanissetta, sabato 24 e domenica 25 ottobre, queste storie si incontrano: nel verde di Sotto il Monastero, tra le strutture dell’ex gasometro, nelle aule fasciste della scuola San Giusto e nelle sale che custodiscono la memoria dello zolfo. E arrivano fino ai luoghi dove, ogni giorno, si lavora per proteggere la città.
Al fianco di Caltanissetta, dove il festival si svolge in collaborazione con il Comune, si avviano all’ultimo weekend anche Castelvetrano, Corleone, Marsala, Sciacca, Santa Flavia e Termini Imerese. Le Vie dei Tesori continuano invece a PalermoeCatania, e questo fine settimana parte anche Ragusa. Sempre con il supporto di Unicredit, Gruppo Mangia’s, Rotary e Poste Italiane.
Il percorso di questo ultimo fine settimana di scoperte e ritorni, inizia da un giardino nascosto sotto il convento di Santa Chiara, un susseguirsi di terrazze tra rose, lavanda, rosmarino e ginepri: al Sotto il Monastero, la natura accoglie sabato alle 17, “Il mare di carta”, commedia di Ivan Giumento sugli emigranti di ieri e di oggi: al centro, quella valigia di cartone che contiene il desiderio di una vita dignitosa; e domenica alle 18, la Giovane Orchestra Sicula, diretta da Raimondo Capizzi, che attinge alle colonne sonore di Ennio Morricone, Nicola Piovani, Luis Bacalov e Nino Rota, John Williams e Hans Zimmer.
Dal giardino si può scendere nella storia di una Caltanissetta che, nell’Ottocento dello zolfo, voleva illuminare le proprie strade. Nel quartiere degli Angeli, l’ex gasometro racconta quella stagione attraverso i numeri di un’impresa: 12mila metri di tubature, trecento “becchi” per l’illuminazione, una spesa di 400mila lire. Costruito nel 1867, funzionò fino ai primi del Novecento, quando l’arrivo dell’elettricità lo rese superato. Dopo un secolo di abbandono, il recupero è in corso e il festival permette di visitarlo a cantiere aperto. A questa stessa stagione appartengono le carte delle zolfare: nell’ex scuola Luigi Monaco, e nella Biblioteca Scarabelli, la mostra “Le mappe raccontano – L’epopea dello zolfo”, curata da Marcello Frangiamone, mette in dialogo la cartografia storica del Regio Corpo delle Miniere e le tecnologie multimediali. Linee, nomi e tracciati restituiscono un territorio modellato dall’estrazione: dietro il disegno tecnico si riconoscono il lavoro, le trasformazioni del paesaggio, il destino di intere generazioni.
Le memorie cambiano scala alla Scuola-Museo San Giusto, la più antica scuola elementare pubblica di Caltanissetta, costruita ai primi del Novecento. Qui la storia passa dagli arredi originali di un’aula d’epoca, ricostruita dall’Istituto comprensivo Vittorio Veneto, e dagli oggetti conservati nell’ufficio di presidenza: due armonium dei primi del secolo scorso e un proiettore Tery degli anni Trenta, racchiuso nella sua cassa di ferro. Anche il sottosuolo conserva una memoria: sotto l’edificio si trovano due antiche gallerie utilizzate negli anni Quaranta come rifugio antiaereo.
Dalla scuola alla cura della comunità, il percorso conduce alla caserma dei vigili del fuoco: la sala dalla quale si coordinano gli interventi di soccorso, le attrezzature e i mezzi raccontano il lavoro di chi risponde alle emergenze. Insomma, c’è molto dietro il passaggio di una sirena.
Ha radici molto più antiche l’abbazia di Santo Spirito, dove una sola navata e tre absidi raccolgono secoli di storia. Un fonte battesimale del X secolo, un’urna romana di età Flavia, frammenti di affreschi … e profumo di erbe: i cappuccini preparavano l’infuso con una ricetta segreta che fu affidata a Salvatore Averna, il resto si sa.
L’arte contemporanea incontra invece una dimora ottocentesca a Palazzo Giordano che ospita la personale dello scultore ragusano Sebastiano Messina. Nel 1838 vi soggiornò Ferdinando II di Borbone, poi il palazzo ospitò la Banca d’Italia, la Banca Commerciale e, dopo i bombardamenti del 1943, l’INA. Di tutt’altro genere lo sguardo ironico di Luigi Mastrosimone, nel Museo della satira a lui dedicato: personaggi dello sport, della cultura e dello spettacolo del Novecento balzano da caricature in argilla. Alle opere del maestro Vivarte affianca “Icons” del Kollettivo Pink che rilegge la memoria con linguaggi contemporanei. E l’argilla torna protagonista anche nella casa natale di Michele Tripisciano, lo scultore partito da Caltanissetta per lavorare a Roma, all’Altare della Patria e al Palazzo di Giustizia, fino al monumento a Gioacchino Belli a Trastevere. Recuperata dopo decenni di abbandono, la casa accoglie dieci vasi di Marilù Viviano che guiderà anche un laboratorio sulle tecniche di modellazione.
Si ritorna tra i libri della Biblioteca Scarabelli, sabato e domenica alle 11.30 e alle 17, per trovare la psicologa e scrittrice Federica Falzone e il bassista Damiano Gentile con un laboratorio che intreccia lettura, scrittura e ascolto, tra manoscritti, incunaboli e cinquecentine. Domenica fuori città: a Delia, il Forno Santa Rita della famiglia Spinello lega le visite alla storia di rinascita del borgo; Adamantea, in contrada Chiapparia, racconta invece l’allevamento della capra girgentana e il lavoro dei casari. Ed è praticamente sold out la ciclopasseggiata (42 chilometri in tre tappe) che domenica porterà da Caltanissetta a Santa Caterina Villarmosa: visite, degustazioni, sport e natura.
Programma, orari e prenotazioni su www.leviedeitesori.com e sull’app Le Vie dei Tesori.
Come partecipare
La formula resta sempre la stessa: un coupon da 18 euro è valido per 10 visite, da 10 euro per 4 visite, da 3 euro per un singolo ingresso. Per le passeggiate, coupon da 8 euro; per le esperienze, contributi variabili. Consigliata la prenotazione su www.leviedeitesori.com, necessaria per le attività che la richiedono espressamente. Il codice QR ricevuto per mail va mostrato all’ingresso, sullo smartphone o stampato. I coupon multipli non sono personali e possono essere utilizzati da più visitatori, anche simultaneamente e in luoghi diversi, fino a esaurimento del loro valore; valgono nelle città della stessa provincia. Le scuole e i gruppi possono scrivere a info@leviedeitesori.it. Informazioni allo 091 8421273, tutti i giorni dalle 10 alle 18.
Le visite ai luoghi sono curate da 305 studentesse e studenti dei sette istituti che hanno aderito al PCTO promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale: Istituto Manzoni-Juvara, Istituto Mottura, ITET Rapisardi, Liceo Artistico Rosario Assunto, Liceo Classico linguistico coreutico Ruggiero Settimo e Liceo Scientifico Volta.
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