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Leandro Janni, Caltanissetta: la città che vorremmo. Foto

By Redazione 50 Views 6 Min Read
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L’architettura come arte civile è la disciplina che progetta gli spazi della collettività. Essa coniuga la bellezza estetica con la funzionalità sociale, plasmando i luoghi di aggregazione e le identità urbane. Più che erigere semplici edifici, essa modella l’ambiente costruito per elevare la qualità della vita dei cittadini. Nel corso dei secoli, questa disciplina ha assunto significati e forme precise, diventando lo specchio della società.

Lo scorso 10 luglio 2026 ha avuto luogo un sopralluogo tecnico-politico presso Largo Barile, a Caltanissetta, nell’area antistante Palazzo Moncada e il Lapidarium, finalizzato alla realizzazione del progetto “Io VoRRRei… Se tu lo vuoi” – 3R: Rigenerare, Rinascita, Rieducare. Un progetto promosso nell’ambito del programma nazionale del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori “Abitare il Paese” e che gode della speciale alleanza tra Amministrazione Comunale, Consiglio Comunale, Ordine degli Architetti, Scuola e Associazioni. Questo, a detta dei protagonisti, «per restituire alla città uno spazio di straordinario valore storico e culturale.

L’iniziativa nasce da una visione condivisa: trasformare uno spazio urbano di notevole valore storico, identitario e culturale in un luogo più bello, accogliente e pienamente fruibile dalla comunità, attraverso la riqualificazione dell’area verde, la messa a dimora di nuove essenze arboree, la realizzazione dell’impianto di irrigazione e una riprogettazione degli spazi. Il cuore del progetto è rappresentato dal coinvolgimento delle nuove generazioni. Fondamentale, infatti, il contributo degli studenti della Scuola Secondaria di I grado “Giovanni Verga”». Così è stato scritto e comunicato, urbi et orbi.

Che dire? Siamo costretti a ricordare che stiamo parlando di uno spazio urbano che è stato progettato e riprogettato più volte nel corso degli anni. Stiamo parlando dello spazio esterno di Palazzo Moncada, laddove un tempo c’era un grande scalone monumentale e il giardino del Palazzo. Per primo, dunque, ricordiamo il progetto elaborato e in parte realizzato (anni ’80) da un gruppo di professionisti esterni all’Amministrazione Comunale: l’arch. Oscar Carnicelli, l’arch. Francesco Fiandaca, l’arch. Michele Bartolozzi l’arch. Bora La Paglia; del gruppo di progetto faceva parte anche, come consulente per le opere scultoree di Palazzo Moncada, il prof. Giacomo Baragli. Ricordiamo, poi, il progetto vincitore (denominato “Il filo d’Arianna”) del controverso Concorso d’Architettura “La Grande Piazza” (2008/2009), che ridisegnava lo spazio in oggetto.

Nel 2023, invece, grazie ai fondi destinati alla Rigenerazione Urbana, il Comune di Caltanissetta ha speso  550.000 euro per un ulteriore progetto di riqualificazione di Largo Barile, questa volta realizzato e affidato a progettisti esterni all’Amministrazione Comunale. «Riqualificare e rendere funzionale il Largo Barile è una delle tappe che vede il Palazzo Moncada al centro del progetto di rilancio culturale e artistico della città. La rigenerazione del Largo Barile darà alla città una nuova e funzionale piazza che sarà luogo di accoglienza e biglietto da visita del bel Palazzo Moncada» – così si espresse il sindaco Roberto Gambino.

Per mero dato storico, ricordiamo anche la totale demolizione (nel 2017) di un antico edificio nella parte alta di Largo Barile, e ricordiamo la proposta avanzata da Italia Nostra per Largo Barile, apparentemente accolta con entusiasmo dalla giunta Gambino: ovvero realizzare una grande piazza-giardino da dedicare al filosofo di origini nissene Rosario Assunto. Proposta inesorabilmente dimenticata e rimossa. E’ giusto ricordare anche che, qualche anno fa (2018), un noto Club service cittadino conferì un certo, surreale decoro all’area con una pavimentazione in ghiaia bianca, alcune insolite panchine e piante in vaso.

Perché dunque, oggi, questa ingiustificata pretesa di riprogettare, ridisegnare, rigenerare questo luogo della città? Noi non troviamo alcuna giustificazione nella recente proposta di riqualificazione, se non addirittura di riprogettazione degli spazi di Largo Barile proveniente dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori e dell’Ordine Provinciale degli Architetti. Proposta che ci appare stucchevole e demagogica, e oltretutto irriguardosa nei confronti dei progetti ideati e realizzati.

Diciamolo con chiarezza: per Largo Barile, preso atto di quanto realizzato, è sufficiente incrementare e curare alberi e arbusti e, soprattutto, occorre pulizia e, ancor di più, occorre impedire il parcheggio invasivo delle auto. E poi, non possiamo non evidenziare il fatto che, quando un Ente pubblico intende realizzare e affidare un progetto a dei tecnici, tutto avviene nel silenzio e nella penombra delle stanze del Palazzo. Quando invece si fanno operazioni come quella denominata “Io VoRRRei… Se tu lo vuoi”, allora suonano le trombe della condivisione, della collaborazione, della cittadinanza attiva, dell’educazione civica e scolastica e quant’altro!

Insomma: quando la smetteremo di giocare con le parole, con gli slogan di moda, con il marketing politico? Quando inizieremo ad analizzare e ad affrontare seriamente, efficacemente i veri problemi della città? Quanti altri luoghi straordinari (in centro storico e non solo) abbiamo rimosso e abbandonato in questa nostra città? Quando riusciremo a coniugare insieme visione e pragmatismo, bellezza ed essenzialità? Quale programmazione abbiamo messo in campo per il presente e il futuro della nostra città? Quali sono i progetti prioritari, imprescindibili per Caltanissetta, in questo particolare momento storico?

Prof. Leandro Janni, vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Caltanissetta 18/07/2026

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