“Sono i processi, le indagini non più segrete, è quanto emerso nella documentazione acquisita, negli esami testimoniali, negli interrogatori resi nei vari dibattimenti che ci fa ritenere assolutamente probabile che Cosa nostra non agì da sola. E sono questi gli elementi sui quali Luca Tescaroli fonda e concentra l’attenzione nell’ultimo capitolo del suo libro. Un libro importante perché intanto sintetizza in maniera rigorosa e puntuale quanto è stato fatto e i risultati conseguiti nell’affermare la responsabilità penale di mandanti, organizzatori ed esecutori interni a Cosa nostra”.
È un giudizio molto positivo quello che dà Nino Di Matteo, sostituto procuratore alla Dna, rispetto al libro “Il biennio di sangue. 1993-94” (ed. PaperFirst) scritto dal procuratore capo di Prato Luca Tescaroli.
In un’intervista esclusiva rilasciata al direttore di ANTIMAFIADuemila, Giorgio Bongiovanni, in occasione della presentazione del libro in corso questa sera presso il Centro Culturale Aldo Moro – Auditorium Brascuglia di Cordenons (PN), Di Matteo lancia un monito alla classe dirigente: “È dovere dello Stato a tutti i livelli quello di approfondire gli argomenti rimasti ancora in ombra. Io non so se in questo momento c’è la volontà politica di farlo”.
Da un punto di vista giudiziario, spiega, “è sempre più difficile consacrare prove certe di ciò che emerge con il passare del tempo”. “Mi auguro che la consapevolezza dell’opinione pubblica porti chi di dovere a fare ogni sforzo per cercare di completare il percorso di verità su quelle stragi – dice –. Dal punto di vista politico oggi non stiamo andando in quella direzione”. La Commissione parlamentare antimafia, per esempio, “invece di occuparsi in maniera organica, sistematica e collegata delle sette stragi che insanguinarono l’Italia dal ’92 all’inizio del ’94, si occupa solo di una strage – quella di via D’Amelio – e anzi, solo di una possibile pista, quella legata al rapporto “Mafia-appalti” dei Carabinieri che in molte sedi processuali è stata dimostrata poco collegata alla strage di via D’Amelio – aggiunge –. È grave il fatto che in sede di Commissione non ci sia la volontà di affrontare organicamente tutte le vicende di cui il libro di Luca Tescaroli parla, racconta e sintetizza magistralmente”.
Fonte antimafiaduemila.com
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