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L’Iran pronto all’addio al Trattato sul nucleare dopo la richiesta di sanzioni Onu. Mosca: “L’Europa rinsavisca prima di conseguenze irreparabili”

Autore: Redazione Visualizzazioni: 277 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 31/08/2025
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Teheran pronta a uscire dal Trattato di non proliferazione nucleare, dopo la richiesta di sanzioni di Germania, Gran Bretagna e Francia. Mosca e Pechino in campo

Contents
“Vogliono colpire i mussulmani iraniani”Il ministro Araghchi: “Noi pronti a negoziare”Mosca fa la voce grossaAnche Pechino al fianco di TeheranSi precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.                                                 

L’Iran è pronto a ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare. È la (scottata) risposta di Teheran dopo che due giorni fa, il cosiddetto gruppo E3 – Germania, Francia e Regno Unito – ha presentato una notifica al Consiglio di sicurezza Onu per l’avvio del meccanismo di sanzioni ‘snapback‘ all’Iran e, ai sensi della risoluzione 2231 del Consiglio di sicurezza, il Consiglio sarà chiamato a decidere entro 30 giorni se attivarlo o meno.

“Vogliono colpire i mussulmani iraniani”

Per il parlamentare Hossein-Ali Haji Deligani, “l’obiettivo dell’Occidente, con l’attivazione del meccanismo, è quello di esercitare una pressione psicologica sul popolo musulmano iraniano”. Haji Deligani ha sottolineato che lo ‘snapback’, dal punto di vista tecnico e giuridico, non introduce nuove sanzioni economiche in settori come il petrolio o i farmaci, ma riguarda soltanto la riattivazione delle misure già previste sul fronte nucleare e militare.

Il ministro Araghchi: “Noi pronti a negoziare”

Tuttavia parole distensive sono arrivate dal ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza Onu e al Segretario Generale, Antonio Guterres. Nella missiva l’Iran si è detto pronto a negoziare per “raggiungere un nuovo accordo, che rispetti i diritti dell’Iran ai sensi del Trattato di non proliferazione nucleare”.

Il ministro ha comunque bollato come “legalmente infondata” e un “pericoloso precedente” l’iniziativa dei Paesi E3. “La strada da seguire sta nel rispetto reciproco, non nella coercizione”, ha concluso Araghchi.

Mosca fa la voce grossa

E al fianco di Teheran si è schierata subito Mosca: “Agendo al di fuori del quadro giuridico e incitando altri Stati a seguire la via dell’arbitrarietà, i Paesi europei partecipanti al Jcpoa (l’accordo sul nucleare iraniano del 2015, ndr) non fanno altro che peggiorare la loro posizione di violatori, il che è riprovevole e inaccettabile”, si legge in una nota del ministero degli Esteri russo.

“Li esortiamo a rinsavire e a riconsiderare le loro decisioni errate prima che portino a conseguenze irreparabili e a una nuova tragedia. Siamo convinti che la loro linea di scontro con Teheran non abbia alcuna prospettiva”.

Anche Pechino al fianco di Teheran

Sulla stessa linea l’altro grande alleato dell’Iran, la Cina: “La questione nucleare iraniana si trova a un bivio critico, l’avvio del meccanismo ‘snapback’ per la reintroduzione delle sanzioni non è costruttivo e comprometterebbe il processo politico e diplomatico volto a risolvere la questione nucleare iraniana”, ha fatto sapere il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun.

“La Cina ritiene che qualsiasi azione intrapresa dal Consiglio di sicurezza dell’Onu in questa fase dovrebbe contribuire a facilitare la ripresa del dialogo e dei negoziati, piuttosto che creare nuovi scontri che potrebbero peggiorare o aggravare la situazione”, ha affermato Jiakun. Il portavoce del ministero degli Esteri ha aggiunto che Pechino continuerà a mantenere una posizione obiettiva ed equa, incoraggiando attivamente la pace e promuovendo il dialogo, e svolgerà un ruolo costruttivo nel riportare la questione nucleare iraniana sulla via di una risoluzione diplomatica in tempi brevi.

Intanto però la Germania ha esortato i cittadini tedeschi a lasciare il Paese e ha sconsigliato ai suoi cittadini di recarsi in Iran.

Fonte LANOTIZIAGIORNALE.IT di Andrea Sparaciari

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