Un’Italia a due velocità sul fronte della sanità pubblica. Nel primo semestre del 2026 le prestazioni sanitarie garantite entro i tempi limite aumentano su scala nazionale di oltre 1,6 milioni rispetto allo stesso periodo del 2025, grazie all’incremento della produttività delle strutture e all’entrata a regime della nuova Piattaforma nazionale di monitoraggio. Ciononostante, il divario territoriale resta marcato e la Sicilia figura tra le regioni che registrano un peggioramento sia nel rispetto dei tempi per le visite specialistiche che per gli esami diagnostici.
È questo il quadro tracciato dal primo Bollettino periodico sulle liste d’attesa pubblicato dall’Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali).
Il quadro nazionale: più visite nei tempi, ma 2,8 milioni restano fuori soglia
A livello nazionale i dati mostrano un incremento significativo del volume complessivo dell’offerta e dell’efficienza:
- Prenotazioni totali: salite a quasi 15 milioni (+12,4% rispetto ai 13,3 milioni del primo semestre 2025).
- Tempi di garanzia per le prime visite: la percentuale di rispetto dei limiti passa dal 76,4% al 78,5% (+757 mila visite nei tempi).
- Tempi di garanzia per la diagnostica: la percentuale sale dall’82,8% all’84,6% (+867 mila esami nei tempi).
- Attività nel weekend: cresciuta fino a 357 mila prestazioni effettuate nei fine settimana.
I progressi più consistenti si concentrano sulle prestazioni a priorità elevata: le urgenze (Classe U, entro 3 giorni) raggiungono l’81% di copertura nei tempi, mentre le visite con priorità Breve (Classe B, entro 10 giorni) superano l’80%. Tra le singole prestazioni, si registrano balzi positivi per le colonscopie (dal 60,8% al 69,8%) e per le visite dermatologiche (dal 65,5% al 70,2%), mentre le visite oncologiche si confermano in cima alla classifica con il 95,2% di tempi garantiti.
Restano tuttavia in sofferenza oltre 2,8 milioni di prestazioni erogate oltre le soglie massime (1,44 milioni di prime visite e 760 mila esami diagnostici con ritardi consistenti), dimostrando che l’aumento dei volumi non è ancora sufficiente ad assorbire l’intera domanda di salute.
Mappa regionale: la Sicilia arretra mentre il Nord migliora
Il rapporto dell’Agenas mette a nudo le profonde sperequazioni geografiche del Servizio Sanitario Nazionale.
Se da un lato regioni come Lombardia, Liguria, Piemonte ed Emilia-Romagna mostrano i recuperi più marcati nell’abbattimento dei tempi d’attesa, dall’altro la Sicilia fa parte del gruppo di territori che mostrano segnali di arretramento, posizionandosi tra le realtà in maggiore affanno dell’isola e del Paese, insieme ad Abruzzo, Sardegna e Valle d’Aosta.
| Indicatore | Trend Nazionale | Posizione della Sicilia |
| Prime visite | In miglioramento (78,5%) | In peggioramento |
| Esami diagnostici | In miglioramento (84,6%) | In difficoltà / In calo |
| Prestazioni urgenti (U/B) | In crescita complessiva | Forti disomogeneità territoriali |
I nodi da sciogliere: appropriatezza prescrittiva e buone pratiche
Tra i fattori critici identificati dall’Agenzia figura l’inappropriata attribuzione delle classi di priorità. In diverse regioni del Sud (come Basilicata e Campania) si fa un uso massiccio della classe Programmabile (P, fino a 120 giorni), alterando la reale gestione dei tempi.
Il report cita infine alcune best practice virtuose da estendere a livello nazionale:
- Toscana: utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per filtrare le prescrizioni dermatologiche improprie, riducendo le ricette del 5%.
- Piemonte: algoritmo per la riassegnazione automatica degli slot cancellati, che ha portato il rispetto dei tempi brevi (Classe B) dal 50% ad oltre il 95%.
Per il Direttore Generale di Agenas, Angelo Tanese, il trend generale è incoraggiante, ma “resta ancora molta strada da percorrere” per colmare le diseguaglianze territoriali ed evitare che milioni di cittadini continuino a subire ritardi nell’accesso alle cure.
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