Trump: “L’unica ragione per cui sono ancora vivi è per negoziare”. Netanyahu contro la Spagna: “Diffama l’esercito morale del mondo”
La tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, tiene ma ogni ora che passa si fa sempre più fragile. Una svolta, si spera, potrebbe essere rappresentata dai colloqui previsti in Pakistan, a Islamabad, nel fine settimana, dove le parti saranno impegnate a trovare un vero accordo: sul tavolo, il nodo principale dello Stretto di Hormuz. A guidare la delegazioni degli Stati Uniti saranno il vicepresidente JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff, e il genero del presidente Trump, Jared Kushner. Sul fronte iraniano, invece le notizie sono ancora incerte, ma stando ai media locali potrebbe esserci il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Intanto sul fronte libanese il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha comunicato di aver dato disposizione al suo governo di avviare colloqui diretti con il Libano “il prima possibile”. Tutti gli aggiornamenti:
19:00 – TRUMP: “SONO ANCORA VIVI SOLO PER NEGOZIARE”
In un paio di post sui social media, Trump si è scagliato nuovamente contro il governo iraniano per quella che ha definito una manipolazione dei media e una “estorsione a breve termine ai danni del mondo”, con la chiusura dello Stretto di Hormuz. “L’unica ragione per cui sono ancora vivi oggi è per negoziare!”, ha scritto Trump.
17:50 – L’IRAN DETTA LE CONDIZIONI PRE-NEGOZIATI
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, ha dettato una sorta di pre-condizioni per avviare i negoziati di pace. Ha scritto su X che due misure precedentemente concordate, il cessate il fuoco in Libano e il rilascio dei beni iraniani bloccati, devono essere attuate prima dell’inizio dei negoziati.
16:40 – ISRAELE “ESPELLE” LA SPAGNA
Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato che ai rappresentanti spagnoli non sarà consentito l’accesso al centro a guida statunitense responsabile del monitoraggio del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, a causa di quello che ha definito un “palese pregiudizio anti-israeliano” .
La decisione è stata presa alla luce “dell’ossessione anti-israeliana del governo del Primo Ministro Sánchez e del grave danno che essa arreca agli interessi israeliani (e anche americani), anche durante la guerra contro l’Iran”, ha detto. E ha inoltre aggiunto che gli Stati Uniti erano stati informati in anticipo della decisione.
Anche Benjamin Netanyahu ha accusato Madrid di “ostilità” in un videomessaggio: “Israele non rimarrà in silenzio di fronte a coloro che ci attaccano. La Spagna ha diffamato i nostri eroi, i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, i soldati dell’esercito morale del mondo. Pertanto, ho disposto l’allontanamento dei rappresentanti spagnoli dal centro di coordinamento di Kiryat Gat, dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele. Chiunque attacchi lo Stato di Israele invece dei regimi terroristici, chiunque faccia questo, non sarà nostro partner nel futuro della regione. Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e questa ostilità. Non intendo permettere a nessun Paese di intraprendere una guerra diplomatica contro di noi senza pagarne immediatamente le conseguenze”.
16:00 – L’EUROPA A RISCHIO STAGFLAZIONE
“L’economia europea è di nuovo sotto pressione a causa del conflitto in Medio Oriente, che minaccia di innescare uno shock da stagflazione con una crescita più bassa e un’inflazione più alta per il prossimo biennio”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, intervenendo in Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento europeo.
15:00 – VANCE ALL’IRAN: “NON PRENDETE IN GIRO GLI STATI UNITI”
Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance è partito alla volta di Islamabad per guidare i colloqui mediati con l’Iran, e prima di partire ha ammonito l’Iran di non “prendere in giro” gli Stati Uniti. Salendo a bordo dell’Air Force Two diretto in Pakistan, Vance ha detto: “Attendiamo con interesse la fase di negoziazione. Credo che sarà positiva. Vedremo, ovviamente. Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente disposti a tendere la mano aperta. Se proveranno a metterci alle strette, scopriranno che il team negoziale non è poi così disponibile”.
Vance ha anche affermato che Trump “ci ha dato delle linee guida piuttosto chiare” su come dovrebbero svolgersi i colloqui, ma non ha fornito ulteriori dettagli.
12:30 – GLI EMIRATI RIVEDRANNO LE LORO RELAZIONI INTERNAZIONALI
Alla luce dell’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, gli Emirati Arabi rivedranno le loro relazioni regionali e internazionali. Ad annunciarlo è il consigliere presidenziale Anwar Gargash su X: “È prematuro trarre lezioni dalla sleale aggressione iraniana, e tuttavia procediamo nel consolidare il concetto di Stato che ha consacrato il successo degli Emirati e il suo modello, e lavoriamo per rafforzare la nostra capacità di preservare questa Patria e difenderla. E con la fiducia di chi ha trionfato su un’aggressione perfida, leggeremo con precisione la mappa delle nostre relazioni regionali e internazionali, e determineremo su chi possiamo contare, inclusa una struttura economica e finanziaria che rafforzi la resilienza del nostro modello. La revisione razionale delle nostre priorità nazionali è la nostra via verso il futuro.
11:10 – LA SPAGNA: INACCETTABILE IL COMPORTAMENTO DI ISRAELE IN LIBANO
“Il Libano è una vergogna per la coscienza dell’umanità. Il livello di violenza, la violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario da parte di Israele è inaccettabile”, lo scrive su X il ministro degli Esteri spagnolo Josè Manuel Albares.
10:00 – L’IDF MINACCIA DI COLPIRE LE AUTOAMBULANZE IN LIBANO
“Avvertimento urgente e grave: Ribadiremo che, nell’ambito delle sue attività terroristiche, Hezbollah sta utilizzando le ambulanze in modo militare su larga scala”, inizia così il post pubblicato su X del portavoce dell’Idf Avichay Adraee: “È necessario fermare immediatamente l’uso militare delle strutture mediche e delle ambulanze e confermiamo che, in caso di mancata cessazione di questo comportamento, Israele agirà in conformità al diritto internazionale contro qualsiasi attività militare condotta dall’organizzazione terroristica Hezbollah utilizzando tali strutture e ambulanze“.
9:30 – FRANCIA E PAKISTAN CONDANNANO LE VIOLAZIONI DI ISRAELE SUL CESSATE IL FUOCO
Una condanna unanime dai ministri degli Esteri francese e pakistano è arrivata nei connfronti di Israele. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Mohammad Ishaq Dar affermando di aver ricevuto oggi una telefonata dal Ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot. “Il Ministro Barrot si è congratulato con il Pakistan per il suo ruolo nel garantire l’accordo iniziale di cessate il fuoco e ha espresso sostegno agli sforzi continui del Pakistan verso una via diplomatica per una pace e stabilità durature nella regione. Entrambi i leader hanno espresso preoccupazione per le gravi violazioni del cessate il fuoco avvenute in Libano e hanno sottolineato l’importanza di un’attuazione completa e del rispetto del cessate il fuoco. Entrambe le parti hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare le relazioni bilaterali, a migliorare la cooperazione economica e commerciale, e hanno concordato di rimanere in contatto”.
7:30 – IL PAKISTAN SI PREPARA PER I COLLOQUI DI ISLAMABAD
Dopo sei settimane di guerra, gli occhi del mondo da oggi sono tutti puntati sul Pakistan. È qui infatti, che si svolgerà “Islamabad Talks 2026”. Il ministro degli Esteri Ishaq Dar su X ha annunciato che tutti i delegati, giornalisti compresi, dei Paesi che parteciperanno, potranno entrare in Pakistan anche senza visto: “Tutte le compagnie aeree sono invitate a consentire l’imbarco a tali individui. Le autorità immigrarie in Pakistan emetteranno loro un visto all’arrivo”. Secondo quanto riferisce l’inviato di Al Jazeera a Islamabad “il viale principale che porta alla Zona Rossa – dove si trovano edifici governativi chiave nella capitale – è stato bloccato, con un pesante dispiegamento di personale militare visibile in tutta la città. Il Serena Hotel, uno degli hotel più importanti della città situato nella Zona Rossa adiacente alla sede del Ministero degli Esteri, fungerà da sede. I funzionari della sicurezza hanno interamente preso il controllo dei locali e agli ospiti è stato chiesto di andarsene”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it
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