È un copione che si ripete con la precisione di un orologio svizzero o forse con la lentezza esasperante di una lumaca in progetti che non riescono a decollare
Parliamo della politica locale e, per descriverne il comportamento, facciamo un paragone con il pugilato.
Quando un pugile che entra sul ring, lo fa con l’arroganza di un grande campione, ma spesso, ai primi colpi, si rivela solo un incassatore e rimane in attesa del suono liberatorio del gong.
Nelle ore che hanno preceduto il “match”, ovvero le conferenze stampa, i post sui social e le dichiarazioni ai media, il pugile, nel nostro caso l’amministrazione che governa la nostra città, si è presenta con una sicurezza quasi “irritante.”
Ogni esponente ha mostrato una determinazione capace di mettere in ombra anche il miglior Mike Tyson.
Questa fase è stata ed è caratterizzata da grandi promesse che, come una serie di “gangi” mediatici, promettono di risolvere tutti i problemi.
Pensiamo ad esempio alla prima esternazione, il Policlinico, sbandierato in campagna elettorale con la forza di un “ko” decisivo, capace di attrarre voti con la grande visione sanitaria.
O all’acquisizione dell’ex Banca d’Italia, presentata come un colpo maestro per il patrimonio cittadino e la ripartuta della Piscina comunale.
Il problema sorge quando il “match” inizia davvero, quando si passa dalle parole ai fatti.
Il gong suona, e il pugile che vantava muscoli e tecnica ineguagliabili si ritira in una guardia difensiva, subendo passivamente tutti i colpi e cominciando a deludere i sostenitori che cominciano a fischiare.
Il Policlinico: Il grande progetto della campagna elettorale è svanito nel nulla, lasciando solo confusione e vuoto.
L’Ex Banca d’Italia: Oltre al laconico “stiamo lavorando”, non trapela null’altro.
La Piscina Comunale: Nonostante la recente variazione di bilancio che ha destinato 700mila euro per completare i lavori, i cittadini sono ancora in attesa di sapere la data della riapertura, posticipata da gennaio a primavera, forse. E nel mentre il consigliere Turturici aspetta da mesi le carte richieste tramite l’accesso agli atti.
La passività non si limita solo alle grandi opere, ma si estende anche ad altre situazioni, gravi, che influenzano la vita quotidiana dei cittadini, come lo stato di agitazione dei cardiologi e, pare, anche dei rianimatori al Sant’Elia ed i disagi in altri reparti.
Su questa questione è intervenuta l’assessora alla sanità Faraoni, che ha convocato per mercoledì 10, oggi, il Co.A.S., il sindacato dei dirigenti medici, e il D.g. dell’ASP a Palermo per un confronto.
Su questo argomento, la massima autorità sanitaria non ha ancora proferito parola, vedremo se e cosa risponderà all’interrogazione del consigliere Gambino.
Rimane ancora da capire come si interverrà sulla mancanza di bagni pubblici o sull’emergenza del randagismo. Vedremo
E non parliamo del rifacimento del manto stradale, che è stato bellissimo ma che è durato, come si suol dire, da “Natale a Santo Stefano”.
Finiti i lavori, sono iniziati infatti tutta una serie di scavi e a gennaio ne dovrebbero partire degli altri, quelli annunciati per il rifacimento di 10 km della condotta idrica. Insomma per l’ex nuovo manto stradale è già arrivato “Santo Stefano”.
L’ultima delusione, in ordine di tempo, è stata quella per i fuochi d’artificio che non si sono visti nè sentiti durante la processione dell’Immacolata, Duro colpo emotivo che l’amministrazione ha semplicemente accettato in silenzio, evitando di giustificarsi e preferendo non ammettere eventuali negligenze…della serie “ormai è andata”.
Il risultato è un’amministrazione che riesce a tirare avanti non grazie a scelte vincenti o risultati tangibili, ma solo a promesse che spesso rimangono tali, è come un pugile che non reagisce e che ogni tanto sferra un timido colpo ma che aspetta solo il suono del gong finale.
La politica che guida la nostra città deve rendersi conto che sul ring lo spazio per l’eccesso di fiducia, se non supportato da fatti concreti, ha un limite.
I cittadini non dimenticheranno che dietro i muscoli ostentati del campione si nascondeva solo un abile, ma passivo, incassatore.
Il non rispondere, il non fornire spiegazioni potrà essere dal loro punto di vista una furbata tattica, una grande mossa politica o semplicemente una dimostrazione di superiorità, un modo per non concedere considerazione a coloro che pongono domande scomode.
Eppure, i cittadini hanno capito la vera natura di questa tattica, che non è arroganza, ma puro e semplice imbarazzo nel non saper dare risposte esaustive.
Il silenzio è l’ultima guardia alzata non per respingere un colpo, ma per nascondere il volto di chi non sa cosa rispondere.
Ma il problema non si pone solo al comune, adesso le risposte da dare riguardano anche il Libero consorzio, dove sono state poste delle domande di un certo peso e anche qui tacere non sarà un buon segnale.
Chi si trincera dietro il mutismo non lo fa solitamente per disinteresse, ma per la consapevolezza che, una volta aperta bocca, l’unica verità che probabilmente potrebbe pronunciare sarebbe: “Non siamo stati in grado di fare ciò che avevamo promesso.”
Ma questa, per un campione solo a parole, sarebbe la sconfitta più amara. Ad Maiora
——————
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratis il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.
