Un avvio di seduta compatto, dopo le incomprensioni iniziali, segna la ripartenza dei lavori per la variazione di bilancio all’Assemblea Regionale Siciliana. Il centrodestra a sostegno del governo guidato da Renato Schifani serra le file e supera la prova dei voti segreti, incassando l’approvazione dei primi otto articoli della manovrina e respingendo gli attacchi dell’opposizione.
Da Palazzo d’Orleans trapela soddisfazione per l’andamento del dibattito e per il senso di responsabilità dimostrato dalla coalizione. Tuttavia, a scaldare l’aula e ad alimentare la bufera politica sono i retroscena sul futuro maxi-emendamento, ribattezzato dalle opposizioni come la manovra delle “mance” o del “marchetta-bis”.
Le misure approvate: dai mutui per i giovani ai fondi per le PMI
Dopo oltre tre ore di discussione, l’Aula d’Ercole ha dato il via libera ad alcuni dei punti chiave del testo:
- Agevolazioni sui mutui: Stanziati 9 milioni di euro per l’abbattimento degli interessi sui mutui destinati all’acquisto della prima casa per i giovani sotto i 40 anni (con Isee inferiore a 35 mila euro).
- Sostegno alle imprese: Risorse per 10 milioni di euro destinate a scorrere la graduatoria per l’abbattimento dei tassi sui finanziamenti a piccole e medie imprese, misura accolta con favore anche da Confcommercio.
- Contributi ai Consorzi di bonifica: Approvata la norma che prevede finanziamenti per i Consorzi di Agrigento, Enna e Palermo, scatenando non poche polemiche per l’esclusione di altre realtà territoriali come il Consorzio di Ragusa.
- Emergenza rifiuti e agricoltura: Via libera ai fondi per la progettazione degli impianti del Piano regionale dei rifiuti (18 milioni) e al contributo da 300 mila euro per il comparto agricolo.
L’accusa dell’opposizione: “Un milione e mezzo a ciascun deputato”
Se sul piano dei voti la maggioranza tiene, sul piano politico infuria la polemica. Le forze di opposizione (M5S, Pd e Controcorrente) denunciano l’esistenza di un accordo di maggioranza che prevedrebbe una “dote” finanziaria – stimata tra 1,5 e 2 milioni di euro per ciascun parlamentare di centrodestra – da distribuire sotto forma di emendamenti territoriali.
Ismaele La Vardera (leader di Controcorrente) parla apertamente di “mercato delle marchette” e annuncia l’intenzione di portare le carte in Procura. “I cittadini devono sapere che la presunta compattezza della maggioranza è tenuta insieme solo dalla promessa di fondi gestiti direttamente dai singoli deputati”, ha dichiarato La Vardera. Sulla stessa linea il capogruppo del M5S, Antonio De Luca, che definisce le “mance” il vero “collante di questa maggioranza”.
L’appello di Anci Sicilia sui Piccoli Comuni
A margine dei lavori parlamentari è arrivato anche il grido d’allarme di Anci Sicilia. Durante un incontro all’ARS con sindaci ed esperti, l’associazione ha evidenziato come il sistema dei piccoli Comuni sia ormai “imploso” a causa di piante organiche ridotte all’osso e dissesti finanziari. Anci chiede una riforma normativa radicale per superare l’isolamento dei centri tra i 500 e i 1.500 abitanti e ridefinire la mappa territoriale della Sicilia.
I lavori all’ARS proseguiranno nelle prossime ore per l’esame dei restanti articoli e l’atteso maxi-emendamento finale.
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