Istituti finanziari sorpresi dall’ipotesi di un nuovo prelievo straordinario in Legge di Bilancio: il presidente Patuelli invoca la stabilità delle regole e ricorda il patto esistente.
Nel vivo delle trattative sulla nuova Legge di Bilancio, esplode la tensione tra il Governo e il settore creditizio italiano. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana), guidata dal presidente Antonio Patuelli, si è trovata spiazzata di fronte alle indiscrezioni e alle richieste arrivate dall’esecutivo su un nuovo contributo straordinario (stimato intorno ai 5 miliardi di euro tra banche e assicurazioni) per finanziare le coperture della manovra economica.
L’associazione degli istituti di credito ha chiarito di non essere stata consultata né informata preventivamente su una misura di questo genere, definendo la richiesta improvvisa e non negoziata.
La posizione dell’ABI: «C’è già un accordo triennale»
Il presidente dell’ABI Antonio Patuelli ha ribadito la ferma contrarietà del settore a qualsiasi nuovo intervento impositivo last-minute:
«C’è già un accordo triennale e gli accordi si mantengono. Le banche lavorano sulla base di contratti e di regole certe.»
Patuelli ha ricordato che il sistema bancario ha già fornito un sostegno rilevante ai conti pubblici — stimato complessivamente in circa 10 miliardi di euro — attraverso meccanismi concordati come il rinvio della deducibilità fiscale e la gestione delle riserve di capitale.
Chiedere un ulteriore sforzo a distanza di pochi mesi rischia, secondo l’ABI, di creare instabilità regolatoria e incertezza patrimoniale per gli istituti di credito, attori fondamentali per la tenuta dell’economia e dei crediti a famiglie e imprese.
Il nodo delle coperture nella Manovra
Dall’altro lato, il Ministero dell’Economia e i vertici di maggioranza cercano risorse utili a coprire i capitoli di spesa cardine della manovra (tra cui il taglio del cuneo fiscale, la spesa sanitaria e il sostegno alle famiglie). L’ipotesi di far leva sugli utili registrati dagli istituti di credito era riemersa come una delle soluzioni più veloci per reperire liquidità.
Tuttavia, la reazione di netta chiusura dell’ABI apre ora un complesso tavolo politico e tecnico:
- Incertezza sui mercati: L’ipotesi di un prelievo forzoso o non concordato spaventa gli investitori e gli azionisti degli istituti finanziari italiani.
- Trattativa aperta: Il Governo potrebbe dover virare verso soluzioni concordate (es. anticipi di cassa o meccanismi di rinvio d’imposta volontari) senza imposizioni unilaterali.
Cosa succede adesso?
I prossimi giorni saranno decisivi nel percorso di approvazione della manovra. Se da un lato la maggioranza necessita di coperture solide e immediate, dall’altro la linea dura dell’ABI rende difficile far passare interventi non concordati con la categoria. Resta da vedere se il confronto porterà a una mediazione soft o se l’esecutivo tenterà di percorrere la via legislativa autonoma.
Desideri un approfondimento su un aspetto in particolare (es. le reazioni dei mercati finanziari o le dichiarazioni dei singoli leader politici)?
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