Nel giorno del ricordo dell’eccidio nazi-fascista del 12 agosto 1944, il Capo dello Stato rende omaggio alle vittime e richiama i valori fondanti della democrazia italiana ed europea.
Nell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rivolto un accorato messaggio di memoria e riflessione alla Nazione, sottolineando come la Repubblica Italiana trovi i suoi valori più profondi proprio nei luoghi del dolore e della resistenza al nazifascismo.
«La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti – donne, anziani, bambini – uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità», ha dichiarato il Presidente. «In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica».
La memoria dell’orrore
La mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS tedesche, avvalendosi della complicità dei fascisti locali, diedero inizio a una delle più atroci carneficine della Seconda guerra mondiale sul territorio italiano, massacrando oltre 500 civili inermi.
Per Mattarella, quella tragedia resta «un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo e facendo prevalere l’orrore dell’annientamento».
Dal dolore al riscatto democratico
Nel richiamare la forza della comunità locale e del Paese intero nel percorso di rinascita post-bellico, il Capo dello Stato ha evidenziato come dal sacrificio delle vittime sia nata l’Europa moderna, unita nel segno dei diritti umani e della cooperazione pacifica:
«La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto».
Il messaggio di Mattarella rinnova così l’impegno delle istituzioni a custodire la memoria storica come presidio imprescindibile contro ogni deriva autoritaria e come punto di riferimento costante per le future generazioni.
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