Dalla vetrina di Verona, la Presidente del Consiglio delinea la nuova postura geopolitica dell’Italia: sospeso il rinnovo automatico della cooperazione militare con Tel Aviv. Poi la difesa del Papa e l’appello all’UE: “Sospendere il Patto di Stabilità per affrontare la crisi”.
Non è stato solo un omaggio alle eccellenze del Made in Italy. La visita di Giorgia Meloni al Vinitaly di Verona si è trasformata in un delicato punto stampa di politica estera, dove la Premier ha affrontato i dossier più caldi del momento: dal conflitto in Medio Oriente allo scontro a distanza con Donald Trump, fino alla gestione della crisi energetica.
Lo strappo con Israele e la crisi del Golfo
La notizia più rilevante riguarda i rapporti con lo Stato ebraico. Incalzata dagli eventi internazionali e dai recenti attacchi dell’Idf contro i contingenti Unifil in Libano, Meloni ha annunciato una decisione drastica:
«Il governo ha deciso di sospendere il rinnovo automatico dell’accordo di difesa con Israele».
Un intervento “a gamba tesa” che segnala un mutamento nel rapporto con l’alleato mediorientale. La Premier ha sottolineato l’urgenza di stabilizzare lo Stretto di Hormuz, snodo vitale non solo per il transito dei carburanti, ma anche per l’approvvigionamento di fertilizzanti, essenziali proprio per il comparto agricolo celebrato a Verona.
La replica a Trump: «Solidarietà a Papa Leone XIV»
Meloni non ha usato giri di parole per commentare i recenti attacchi di Donald Trump al Pontefice. Definendo «inaccettabili» le parole del candidato repubblicano, la Premier ha ribadito la netta distinzione tra potere temporale e spirituale: «Non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo».
Pur confermando il rapporto strategico prioritario con gli Stati Uniti, Meloni ha rivendicato il diritto alla franchezza: «Quando si è amici, bisogna avere il coraggio di dire quando non si è d’accordo. Questo fa bene all’Occidente».
Economia e UE: la richiesta di “misure di guerra”
Sul fronte interno ed europeo, la Presidente del Consiglio ha lanciato un monito a Bruxelles. La crisi in Medio Oriente non va sottovalutata e l’Europa deve reagire con flessibilità. Le proposte sul tavolo sono pesanti:
- Sospensione del Patto di Stabilità: per permettere agli Stati di gestire l’impatto economico della crisi.
- Stop a ETS e CBAM: Meloni chiede di congelare le tasse europee sulle emissioni di CO2 e il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere per non affossare le imprese.
Sulla questione del gas russo, la Premier ha gelato le aperture del numero uno di Eni, Claudio Descalzi: «La pressione economica sulla Russia resta l’arma più efficace per costruire la pace. Non dobbiamo dimenticare perché abbiamo imposto queste sanzioni».
Il fronte interno: Salvini e il deficit
A dar man forte alla Premier è arrivato anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha definito «fuori luogo» gli attacchi di Trump al Papa. Salvini ha poi alzato il tiro sul fronte economico, aprendo alla possibilità di uno sforamento del deficit: «La Francia ha superato il 5%, noi siamo al 3%. Va bene essere bravi studenti, ma se c’è un problema va affrontato, anche facendo da soli se l’Europa non ci permette di aiutare gli italiani».
Agricoltura e Made in Italy
Nonostante i venti di guerra, Meloni ha celebrato la resilienza del settore vitivinicolo, che vanta un fatturato di 14 miliardi di euro. Il governo ha confermato il sostegno al comparto attraverso il credito d’imposta sul gasolio agricolo e misure per contrastare l’aumento dei costi di produzione, ribadendo che l’agricoltura resta il pilastro identitario dell’economia nazionale.
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