Il vicepremier e ministro degli Esteri commenta i risultati delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Nessun contraccolpo per la maggioranza di governo: «Siamo conservatori e berlusconiani. Rapporti saldi con Washington, chiunque governi».
L’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, caratterizzato da una battuta d’arresto per i repubblicani, non scuote la linea della diplomazia italiana né gli equilibri politici della maggioranza. A chiarirlo con fermezza è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che in un’intervista al Messaggero marca una netta distinzione tra l’identità del centrodestra italiano e l’ala più radicale della destra americana.
«Non siamo mai stati trumpiani e nemmeno Giorgia Meloni è una ‘Maga’. Noi siamo conservatori e io, personalmente, sono berlusconiano», ha dichiarato il leader di Forza Italia, spazzando via qualsiasi speculazione su possibili ricadute del voto americano sulla tenuta dell’esecutivo italiano.
«Alleati degli USA, non dei singoli partiti»
A margine di un confronto con il sindacato Confsal sulla manovra economica, Tajani ha ribadito che il rapporto di fiducia tra Roma e Washington trascende le alternate vicende elettorali d’oltreoceano. «Gli Stati Uniti sono la più grande democrazia del mondo e non spetta a noi intervenire nelle loro dinamiche interne. Le elezioni si svolgono lì, non in Italia, e il nostro ruolo è quello di essere alleati leali e strategici, indipendentemente da chi siede alla Casa Bianca o controlla il Congresso».
Il titolare della Farnesina ha ricordato come l’impegno dell’Italia sia rimasto costante e proficuo attraverso le diverse amministrazioni statunitensi: «Ho lavorato con lo stesso entusiasmo sia con esponenti repubblicani come Marco Rubio, sia con l’amministrazione Biden. I nostri rapporti con gli Stati Uniti restano ottimi e non cambieranno».
Un’alleanza «a testa alta»
Secondo Tajani, la vera natura dell’amicizia transatlantica risiede nell’indipendenza e nella tutela dell’interesse nazionale, non in una subalternità ideologica: «Essere alleati significa essere amici capaci di guardarsi negli occhi, a testa alta e con la schiena dritta. Concordiamo quando le posizioni coincidono con l’interesse nazionale italiano, così come manteniamo il nostro punto di vista nei casi in cui le prospettive differiscono».
In sintesi, per la Farnesina il verdetto delle urne americane rientra nella normale fisiologia democratica e non intacca in alcun modo la posizione internazionale dell’Italia, saldamente ancorata ai propri valori europeisti e alla storica alleanza atlantica.
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.