MARIANOPOLI. La Prima Sezione penale della Corte di Appello di Caltanissetta ha confermato integralmente la sentenza di condanna emessa in primo grado nei confronti di Calogero Vaccaro, ex sindaco del comune di Marianopoli. Il collegio giudicante, presieduto da Roberto Serio e composto dai consiglieri Fabio Pilato e Andrea Gilotta, ha respinto in toto i motivi di impugnazione presentati dai legali della difesa, convalidando la pronuncia emessa il 6 febbraio 2025 dal Tribunale monocratico nisseno, guidato dal giudice Giuseppina Chianetta.
La vicenda al centro del processo ruota attorno al reato di minaccia. Secondo l’impianto accusatorio ritenuto fondato nei due gradi di giudizio, l’ex primo cittadino si sarebbe reso responsabile di pressioni illecite nei confronti di numerosi residenti del paese: Salvatore Noto, Carmelo Montagna, Salvatore Lombardo, Maria Antonietta Vullo, Maria Tumminaro, Santo Cannella, Angela Panepinto, Francesco Montagna e Luigi Cannella.
La condotta intimidatoria – secondo la ricostruzione convalidata dai giudici – consisteva nel far recapitare alle persone offese, sfruttando come intermediario l’allora arciprete del paese Bernardo Briganti, l’avvertimento di aver raccolto informazioni compromettenti riguardanti presunti illeciti e abusi attribuiti alle vittime stesse. Una rete di dicerie e messaggi che si è poi trasformata in un vero e proprio capo d’imputazione.
Con il rigetto del ricorso, la Corte d’Appello ha non solo confermato la pena principale, ma ha altresì condannato l’imputato al pagamento delle ulteriori spese processuali del secondo grado di giudizio, nonché alla rifusione delle spese di rappresentanza delle parti civili costituite. Nello specifico, il dispositivo ha liquidato la somma di 1.170 euro (oltre agli accessori di legge) in favore di Francesco Montagna e Salvatore Lombardo, e un importo complessivo di 2.520 euro (più accessori) ripartito tra Salvatore Noto, Carmelo Montagna, Maria Antonietta Vullo, Maria Tumminaro e Luigi Cannella (quest’ultimo costituitosi anche in qualità di erede di Santo Cannella, unitamente a Luigi Cannella II).
A seguito del recente deposito delle motivazioni ufficiali della sentenza, che delineano nel dettaglio l’iter logico-giuridico seguito dai magistrati d’appello, la palla passa ora definitivamente al team difensivo di Vaccaro. Sarà compito dei legali valutare il ricorso dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione per il terzo e definitivo grado di giudizio, nel tentativo di ribaltare una complessa vicenda di paese in cui i sussurri locali si sono trasformati in un pesante e solido atto d’accusa giudiziaria.

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