Caltanissetta, terra di prodigi, fenomeni paranormali e tempismi burocratici che al confronto gli orologi svizzeri sembrano cinesate da due euro.
Per anni i celebri silos comunali sono rimasti lì, incastonati nel paesaggio urbano come monumenti all’incuria, testimoni silenziosi del passaggio delle ere geologiche e della polvere accumulata.
Poi, d’improvviso, il miracolo: basta un articolo di giornale seguito a ruota da un altro che rispolvera una vecchia direttiva dell’ex assessore Mirisola, e puff—la macchina amministrativa si risveglia dal suo letargo millenario con la reattività di un centometrista olimpico.
È la magia delle “coincidenze nissene”. Quelle strane congiunzioni astrali per cui un problema giace addormentato nei cassetti per tempi immemorabili, ma non appena qualcuno alza la voce sui social e sulla stampa, Palazzo del Carmine viene colto da un improvviso e irresistibile attacco di efficienza.
E così, tra la sorpresa generale, il Comune decide che è giunto il momento di muovere le acque, o meglio, i silos.
Ma siccome a Caltanissetta il mistero è un genere letterario sempre di moda, il popolo del web si è subito spaccato in due fazioni sui dettagli del grande evento.
Da un lato ci sono gli ottimisti ad oltranza, pronti a giurare che si stia procedendo a una meticolosa opera di pulizia e sanificazione (magari per restituire alla collettività degli oggetti d’arredo urbano tirati a lucido); dall’altro c’è la brigata del sano e collaudato cinismo nostrano, convinta che i silos verranno semplicemente spolverati alla meno peggio e stipati nel primo magazzino buio disponibile, ad accumulare ragnatele lontano da sguardi indiscreti.
Il grande dilemma che ora attanaglia la cittadinanza è quasi filosofico: dobbiamo stappare un vino, quello buono, e festeggiare perché ci siamo finalmente liberati di un’ennesima installazione dalla conclamata e indigesta inutilità, oppure dobbiamo iniziare a preoccuparci per dove andranno a finire o per un riutitizzo futuro?
Come per tutte le grandi opere, le visioni strategiche e i misteri irrisolti di questa città, non ci resta che attendere fiduciosi.
Lo scopriremo solo vivendo.
Foto presa dai social

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