La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, assicura la disponibilità di Mosca al dialogo, accusando però le istituzioni italiane di piattezza geopolitica verso Bruxelles. Un’eco che rafforza le recenti dichiarazioni dell’ambasciatore Paramonov.
La Russia si dice pronta a riallacciare i rapporti istituzionali ed economici con l’Italia, ma individua nel governo di Roma il principale ostacolo al ripristino delle relazioni bilaterali. A ribadire la posizione del Cremlino è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, intervenuta sul canale diplomatico per analizzare lo stato dei rapporti tra i due Paesi.
L’accusa di Mosca: «A Roma manca la volontà politica»
Secondo Zakharova, da parte russa non è mai venuta meno la disponibilità a una collaborazione «costruttiva e reciprocamente vantaggiosa». Tuttavia, a bloccare qualsiasi passo in avanti sarebbe la linea adottata dall’esecutivo italiano, definita dal ministero estero russo come apertamente sbilanciata in senso «anti-russo».
«Siamo sempre stati pronti a sviluppare rapporti con tutte le forze costruttive che non professano la russofobia», ha dichiarato la portavoce, citata dall’agenzia Interfax.
Zakharova ha poi sostenuto che tra l’opinione pubblica italiana e Mosca vi sia tuttora un forte interesse a mantenere legami stabili, accusando però la leadership di Roma di non interpretare tali istanze: «Alla Roma ufficiale manca la volontà politica per agire nell’interesse dei propri cittadini, preferendo allinearsi alle direttive imposte da Bruxelles e dalle altre capitali alleate».
La strategia del doppio binario: le parole dell’ambasciatore Paramonov
Le dichiarazioni di Zakharova si inseriscono in un solco già tracciato nei giorni scorsi dall’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov. In un’intervista rilasciata alla Tass, il diplomatico aveva distinto nettamente tra la posizione delle istituzioni italiane e quella della società civile.
Paramonov ha evidenziato come, a suo avviso, esista «un’altra Italia» composta da intellettuali, accademici, imprenditori, studenti e cittadini comuni scettici nei confronti dell’escalation militare e dell’invio di armi a Kiev:
- Sostegno popolare percepito: L’ambasciatore ha citato la presenza di numerose manifestazioni di dissenso sui social media rispetto alla narrazione ufficiale del conflitto.
- Critica al ruolo dell’UE: Paramonov ha messo in guardia contro le spinte di Bruxelles, richiamando metafore storiche e sostenendo che una parte rilevante degli italiani opponga resistenza al coinvolgimento diretto del Paese nel conflitto ucraino.
Il quadro geopolitico
Il messaggio filtrato da Mosca punta a far leva sulle divisioni interne al dibattito pubblico italiano ed europeo. Da un lato, il Cremlino cerca di mostrare un volto aperto al dialogo e alla cooperazione commerciale; dall’altro, rincalza la pressione retorica sul governo italiano, imputandogli una totale subalternità alle strategie della NATO e dell’Unione Europea.
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