11 Luglio 2026. Prende ufficialmente il via una mobilitazione civile e giudiziaria destinata a far discutere l’opinione pubblica nazionale.
L’iniziativa legale parte da Catania e raccoglie un’immediata mobilitazione intutta Italia: già costituiti oltre 20 comitati civici.
È stato infatti formalizzato il primo comitato civico finalizzato a chiedere l’incriminazione del generale Roberto Vannacci e, contestualmente, lo scioglimento del movimento politico “Futuro Nazionale”.
L’iniziativa, che ha preso le mosse da un esposto presentato alla Procura della Repubblica di Catania, mira a verificare se nelle condotte e nelle dichiarazioni del Generale, nonché nelle attività del sodalizio da lui guidato, si configurino estremi di reato grave quali l’istigazione all’odio per motivi razziali, l’apologia di reato e la violazione delle norme sulla ricostituzione del disciolto partito fascista.
L’azione ha registrato una risposta immediata da parte della cittadinanza, traducendosi in una fitta rete di solidarietà e attivismo territoriale. Nel giro di pochissime ore, la Procura etnea è diventata il punto di riferimento di un movimento che travalica i confini regionali, catalizzando il malcontento e la preoccupazione di una fetta consistente di cittadini nei
confronti delle tesi espresse dall’europarlamentare ed ex paracadutista.
A testimoniare la rapidità e la capillarità di questo fenomeno è stato lo stesso promotore dell’iniziativa, l’avvocato Antonio Fiumefreddo. Attraverso un intervento pubblicato sui propri canali social ufficiali, il legale ha delineato i contorni di quello che definisce un vero e proprio “risveglio della coscienza civile” nel Paese.
Dalla pagina Facebook dell’avv. Fiumefreddo:
“FORZA, Si va avanti. Col sorriso E’ incredibile e bellissimo toccare con mano il risveglio della coscienza civile nel nostro Paese. Ho ricevuto messaggi che vanno da un ragazzo di 14 anni ad un uomo di 91 anni, da moltissime donne offese per le posizioni del gen. Vannacci contro la legge sul femminicidio.
In appena 24 ore sono già nati oltre 20 comitati civici per la incriminazione di Vannacci per i reati di istigazione all’odio razziale e ricostituzione del disciolto partito fascista. Da Lucca ad Avellino, da Milano ai colleghi avvocati di Bari, da Pescara a Genova, a Catania, a Palermo, Ragusa. Certo, stanno arrivando anche insulti e parole cariche d’odio ma è
fondamentale che anche a costoro, che sono le prime vittime della semina del Male in corso, si risponda col sorriso sempre. Non siamo e non abbiamo nemici e sappiamo difendere la libertà ragionando. Grazie. Andiamo avanti. Non possiamo far finta di niente.
La mappa dell’adesione geografica evidenzia la portata nazionale della protesta: da Milano a Palermo, passando per Lucca, Avellino, Pescara, Genova, sino al coinvolgimento diretto di interi ordini forensi, come nel caso dei colleghi avvocati di Bari. Particolarmente significativa appare la reazione del mondo femminile, mobilitatosi in risposta alle note e discusse posizioni del generale Vannacci relative alla legislazione sul contrasto al femminicidio.
Nonostante il clima polarizzato e l’arrivo di pesanti insulti telematici denunciati dal legale, il comitato ha ribadito la volontà di procedere esclusivamente per vie democratiche e giudiziarie, promuovendo il dialogo e la legalità istituzionale contro ogni forma di contrapposizione violenta.
Appello alla cittadinanza e raccolta materiali
l comitato ha aperto un canale di coordinamento nazionale per centralizzare le segnalazioni.
Tutti i cittadini che intendono collaborare e fornire materiale utile da produrre all’Autorità giudiziaria, quali discorsi pubblici, registrazioni video, estratti stampa o notizie di iniziative sul territorio, possono inviare la documentazione all’indirizzo email ufficiale: comitatoincriminazionevannacci@gmail.com “

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