Una notte di paura e di attesa per i tanti italiani che vivono in Venezuela. Una comunità di oltre 120mila persone che ha «assistito» al blitz delle forze speciali statunitensi nella capitale Caracas in un clima di incertezza e tensione.
Boati, spari e strade deserte a Caracas
I boati, i colpi di arma da fuoco: tanti sono stati svegliati e hanno seguito, chi via social, chi ascoltando la radio, lo sviluppo della vicenda.
«All’inizio c’è stata molta apprensione perché non si capiva chi stesse mettendo in atto questa azione militare – racconta da Caracas Antonio Violano, presidente del Centro italiano venezuelano -. Le strade sono deserte, il governo dalla tv invita la popolazione a scendere in piazza, ma non molti li seguiranno».
Nessun ferito tra gli italiani, l’appello dell’Ambasciata
Nessuno degli italiani che vive nella capitale è rimasto ferito: «siamo tutti al sicuro», spiegano, ribadendo di avere seguito le indicazioni dell’Ambasciata che ha immediatamente invitato i nostri connazionali a restare nelle abitazioni e ad evitare gli spostamenti.
Testimonianze dalla notte di tensione
«Non abbiamo dormito per le ripetute esplosioni nella notte: si vedeva fumo e si sentivano urla – racconta un cittadino originario dell’Abruzzo -. La tensione resta alta e resteremo in casa, senza andare al lavoro, né a fare la spesa».
L’incertezza sul futuro dopo la cattura di Maduro
La domanda che ora tutti si fanno è relativa al futuro, a ciò che potrà accadere dopo la cattura di Nicola Maduro e della moglie. «Bisogna aspettare», essere cauti e poi «bisogna vedere cosa può succedere di più», aggiunge Maurizio Greggio, pasticcere 57enne di origini friulane che vive nella capitale, spiegando che «non c’è un’anima per strada, non ci sono macchine né persone che camminano ma c’è un forte odore di bruciato e di polvere da sparo».
L’uomo parla poi della difficile situazione politica: «Sono già 27 anni che abbiamo cominciato con Chavez, dopo è venuto Maduro, qui c’è un problema economico fortissimo, il dollaro non si trova e il bolivar ha subito una forte inflazione».
Notte difficile anche fuori dalla capitale
L’operazione degli Usa è stata sostanzialmente circoscritta all’area di Caracas ma anche chi vive lontano dalla capitale ha vissuto una notte difficile. «Sono momenti di incertezza per una iniziativa che ha sorpreso tutti», afferma Mariano Palazzo, presidente della Società Dante Alighieri del Venezuela.
«Io vivo a Maracay, in una città a circa 120 km dalla capitale. Tutto è cominciato questa notte intorno alle 3 con numerose telefonate: i racconti di chi stava vivendo in presa diretta l’azione militare degli Usa. Qui si vive in un’attesa calma ma al momento la situazione qui sembra tranquilla».
Fonte lagazzettadelsud.it
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