Vi sono opere d’arte la cui storia è ancora poco conosciuta dal grande pubblico. Custodite nelle chiese, talvolta lontane dai percorsi più frequentati, attendono che lo studio e la divulgazione restituiscano loro il posto che meritano. È il caso della monumentale “Trasfigurazione”, conservata nella chiesa dei Cappuccini di Randazzo, recentemente datata al 1627-1630 e legata al nome di Giovanni Lanfranco, uno dei maggiori protagonisti della pittura barocca italiana.
Alla storia, alle vicende attributive e alla riscoperta del dipinto sarà dedicata la conferenza in programma sabato 1 agosto 2026, alle ore 18.30, nel Chiostro del Palazzo Municipale di Randazzo.
A illustrarne la storia sarà Stefania Lanuzza, storica dell’arte e funzionaria della Soprintendenza per i Beni culturali e ambientali di Messina. Studiosa della produzione artistica siciliana tra Rinascimento e Barocco, Lanuzza ha dedicato specifiche ricerche alla Trasfigurazione di Randazzo, pubblicando importanti studi sulla sua attribuzione e sulle complesse vicende storico-artistiche dell’opera.
Dopo i saluti del sindaco Antonino Grillo, dell’assessore alla Cultura Sara Sindoni, del presidente della Pro Loco Massimo Ceraulo e del presidente regionale di BCsicilia Alfonso Lo Cascio, l’incontro sarà introdotto e moderato dallo studioso di storia del territorio Gaetano Scarpignato. È inoltre previsto l’intervento del maestro Ludovico Camarda.
L’incontro, inserito nel programma delle Notti di BCsicilia, assume un significato particolare in una città conosciuta soprattutto per il suo straordinario volto medievale. Accanto ai monumenti più celebri, Randazzo conserva, infatti, un ricco patrimonio di dipinti, sculture, arredi, suppellettili ecclesiastiche e testimonianze documentarie ancora poco noto, talvolta, agli stessi abitanti. La tela dei Cappuccini costituisce uno degli esempi più significativi di questo patrimonio nascosto: una grande pala scenografica, riferita a uno dei più autorevoli esponenti della pittura italiana del Seicento, che può essere annoverata tra le opere di maggiore rilievo realizzate per i conventi cappuccini del Val Demone.
Nel Chiostro sarà esposta una riproduzione in scala dell’opera, che consentirà al pubblico di osservare più da vicino la composizione e i particolari della monumentale pala d’altare.
L’iniziativa offrirà così l’occasione per riscoprire non soltanto un’importante opera d’arte, ma anche una parte preziosa della storia di Randazzo: una città celebre per il suo patrimonio medievale e, al tempo stesso, custode di un patrimonio artistico di straordinario valore che merita di essere conosciuto, studiato e restituito pienamente alla memoria collettiva.
In allegato la “Trasfigurazione” di Giovanni Lanfranco (1627-1630).

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