A poco più di un anno dalle prossime elezioni regionali, il governo di Renato Schifani rompe gli indugi e mette in campo una “potenza di fuoco” comunicativa senza precedenti.
Non si tratta solo di promozione turistica, ma di un massiccio investimento mirato a una vera e propria operazione di restyling dell’immagine della giunta. Tra spot, talk show, testate nazionali e l’immancabile “mamma Rai”, il piano di comunicazione approvato sfiora cifre da capogiro: l’obiettivo dichiarato è “migliorare la reputazione” dell’amministrazione, quello sottinteso è preparare il terreno per la ricandidatura.
600mila euro per “correggere” la realtà
Il cuore della strategia politica risiede nel piano dell’Assessorato all’Economia: 600.000 euro nel triennio 2026-2028 per raccontare una Sicilia dai conti risanati e dai record di crescita. La giunta sembra voler correre ai ripari contro quella che definisce una “narrazione parziale” dei media.
In pratica, laddove la stampa indipendente evidenzia criticità o ritardi, il governo risponde con una pioggia di pubbliredazionali, banner e video social per imporre la propria versione dei fatti.
Non si baderà a spese: dai quotidiani cartacei ai talk tematici con opinion leader, fino alla cartellonistica stradale. Il messaggio è chiaro: “abbiamo l’avanzo di bilancio, siamo i migliori”. Ma il dubbio sorge spontaneo: è informazione istituzionale o propaganda elettorale finanziata dai contribuenti?
Il “feudo” Rai: 6 milioni per Capodanni e show
Se l’Economia punta ai contenuti, il Turismo punta allo spettacolo. L’accordo biennale con la Rai per il 2026-2027 è un investimento da 6 milioni di euro (3 milioni l’anno).
La Sicilia diventerà l’ospite fissa dei salotti televisivi più popolari:
- L’Anno che Verrà: Due notti di Capodanno in diretta (800mila euro a evento).
- Intrattenimento: Presenze fisse a Ballando con le Stelle (320mila euro), Uno Mattina, Geo e persino È sempre mezzogiorno con Antonella Clerici.
- Grandi Eventi: La diretta della Coppa degli Assi su Rai Sport.
- Nella trasmissione “Camper”, invece, la Sicilia sarà presente per due settimane, dal lunedì al venerdì, con spazi da mezz’ora circa, per una spesa di 300mila euro.
- Pochi minuti saranno a “Uno Mattina”,“Uno Mattina Estate” e “Uno Mattina in Famiglia”): 245 mila euro in tutto.
- Puntata intera dedicata alla Sicilia sarà trasmessa da Linea Verde e due da Linea Verde Sentieri (140mila euro in tutto).
- A “Geo”, invece, la Regione sarà presente tre volte, in spazi da 7/8 minuti, totale di 54 mila euro.
Ufficialmente, l’obiettivo è rilanciare il turismo dopo il ciclone “Harry” e favorire la destagionalizzazione. Tuttavia, la massiccia esposizione mediatica del Presidente, che il piano prevede compaia personalmente in interviste e dichiarazioni all’interno dei format, suggerisce una strategia volta a occupare ogni spazio televisivo possibile prima che si aprano le urne.
Il gioco del “maquillage”
Sembra una sorta di “maquillage” istituzionale. Il governo si sostituisce alla mediazione dei giornalisti, decidendo autonomamente cosa sia “aderente alla realtà”.
Mentre i siciliani affrontano le criticità quotidiane, dalle infrastrutture fragili all’emergenza rifiuti fino agli effetti del post-ciclone, la realtà raccontata dai canali ufficiali sarà quella di un’isola felice, un modello economico nazionale.
Un pacchetto preconfezionato di “buoni risultati” che, dai banner sui social ai brindisi di Capodanno, accompagnerà Renato Schifani verso la sfida del secondo mandato.
Resta da capire se i cittadini sceglieranno di credere alla “realtà” della propaganda o a quella che vivono ogni giorno fuori dagli studi televisivi.
Di “positivo” c’è che lo vedremo sorridere.
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