La questione del Parco Dubini è ormai diventata un banco di prova fondamentale per la sensibilità politica dell’amministrazione comunale di Caltanissetta.
Con la raccolta firme che ha raggiunto quasi 1.000 adesioni e la costituzione di un comitato la richiesta della cittadinanza non è più un semplice auspicio, ma un mandato chiaro che preme con forza sui tavoli di Palazzo del Carmine.
Eppure, proprio mentre la mobilitazione popolare tocca il suo apice, la gestione del dossier si trova a fare i conti con un inaspettato cambio di guardia nella Giunta.
Il recente rimpasto, che ha segnato l’uscita di scena dell’assessore Marcello Mirisola e l’ingresso del suo successore, Salvatore Licata, cade in un momento critico.
È impossibile dimenticare le parole pronunciate da Mirisola in aula consiliare poche ore prima della sua defenestrazione che, rispondendo alle interrogazioni sul futuro dell’area verde, l’ex assessore era stato lapidario, sostenendo che “non è di competenza del comune occuparsi di un parco di cui non è proprietaria”.
Una posizione che ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Interpretare l’assenza di proprietà come un alibi per l’immobilismo suona, alle orecchie dei cittadini, come una rinuncia politica al ruolo di primo garante della vivibilità urbana.
È lecito chiedersi se quella di Mirisola era una linea condivisa dall’intera Giunta o solo un parere personale?
La sostanza del problema risiede nel rapporto con l’azienda sanitaria. È noto, infatti, che il Direttore Generale dell’ASP avesse aperto a una concreta collaborazione per la riapertura del parco. Ignorare questa disponibilità significherebbe voltare le spalle a un’opportunità d’oro per restituire un polmone verde alla città.
Il Sindaco e il neo assessore Licata devono ora chiarire se intendano finalmente rispondere a quell’invito o se preferiscano continuare a trincerarsi dietro rimpalli burocratici che, troppo spesso, servono solo a mascherare una mancanza di visione progettuale.
L’ingresso di Salvatore Licata in Giunta non può prescindere da una presa di posizione netta. La cittadinanza non accetterà un “copia e incolla” delle posizioni precedenti.
Le mille firme raccolte non sono solo carta, ma rappresentano una richiesta di cura, spazio pubblico e decoro che non può più essere ignorata.
Alla luce dei nuovi assetti politici e della pressione popolare, c’è da augurarsi che della vicenda si ritornerà a parlare presto in Consiglio Comunale.
Sarà quella la sede in cui l’amministrazione dovrà uscire allo scoperto per capire se la linea Mirisola è finita nel cassetto o la Giunta intende perseverare nell’indifferenza?
La politica è chiamata a dimostrare che, al di là dei cambi di poltrona, esiste la volontà di ascoltare il territorio. La palla, adesso, è nel campo dell’assessore Licata. Ad Maiora
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