“La storia ci insegna che la protrazione si trasferisce nel dibattito pubblico e successivamente anche nelle manifestazioni”
“Io mi auguro che questo conflitto finisca presto, sia per un fatto di per sé ragionevole, ma me lo auguro da ministro dell’Interno: la storia ci insegna che la protrazione di queste divisioni in qualche modo si trasferisce nel dibattito pubblico e successivamente anche nelle manifestazioni di piazza, anche con espressioni non sempre facilmente” gestibili. E’ l’auspicio del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Bologna per un evento organizzato dalla Lega nell’ambito della campagna per il sì al referendum sulla giustizia. “Siamo stati un governo da una parte un pizzico sfortunato: non so quante volte sia successo che dopo tre anni e mezzo abbiamo incrociato tre grandi conflitti alle porte di casa nostra, con tutto quello che ricade anche in termini ad esempio per quello che è la gestione dell’ordine pubblico”, osserva il ministro.
“Fare prevenzione che è sempre il mestiere più difficile del mondo perché ci viene chiesto di fare una un’attività di immaginazione di quello che può succedere”, prosegue. Dunque, è necessario “prevedere e individuare dei luoghi sensibili, dei luoghi che possono essere oggetto di ritorsioni da parte del terrorismo di matrice jihadista e islamista, che si nutre anche delle attività dei cosiddetti lupi solitari che possono far azioni dimostrative”, spiega, confermando che sono stati individuati 28.000 siti sensibili sul territorio nazionale.
L’altro fronte in cui il ministero è impegnato è “prestare attenzione a quelle che sono le evoluzioni della discussione pubblica: abbiamo un’esperienza che col tempo questi conflitti e le ragioni che ci sono dietro si trasformano in forme di contrapposizione radicale che si trasferiscono sulla piazza. Avete visto il movimento cosiddetto Pro-Pal anche in una città come Bologna, anche quando si giocava una semplice partita di basket”.
Dunque, “questo è il vero tema, per cui stiamo seguendo questa evoluzione e stiamo cercando di fare in modo di monitorare e di intercettare tutti i fenomeni, a partire da alcune manifestazioni che sono state programmate”, come quella organizzata il 28 marzo “dai movimenti antagonistici, che sono poi sempre quelli che contrapponendosi a tutto cercano di imbracciare queste vicende”.
Fonte Agenzia Dire www.dire.it di Vania Vorcelli
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