Prendete il calendario, un evidenziatore e tanta, tantissima pazienza e buona fede.
Ma soprattutto, se avete già comprato il costume all’ultimo grido per l’evento del secolo, lasciate attaccata la targhetta e conservate gelosamente lo scontrino…non si sa mai.
Quest perchè Caltanissetta è la terra di miracoli mancati e delle date di scadenza flessibili come una gomma da masticare.
Ricordate la certezza granitica con cui l’amministrazione comunale ci aveva assicurato che il 2 maggio la Piscina Comunale avrebbe finalmente riaperto?
Un mantra ripetuto dagli assessori, blindato persino dall’Assessore Delpopolo durante la trasmissione La Verità su Tfn.
Un annuncio che, all’epoca, aveva scatenato il delirio al limite del mistico dei “fan” della giunta.
Basta ricorda quello postato sui sociale chiunque osasse esprimere un briciolo di sano realismo o una timida perplessità veniva immediatamente bollato come “rosicone”, “lamentoso”o che parlava esclusivamente per invisia e motivi politici.
Poi, è arrivato il fatidico giorno, quel 2 maggio. E cosa si è inaugurato? I corsi di nuoto? L’idromassaggio?
Macchè scherzate, ci avevate creduto, niente di tutto questo, abbiamo assistito ad bellissima passerella per la politica locale e per i giornalisti… senza neanche un bicchiere di gazzosa!!
Una splendida “presentazione” in pompa magna, talmente ben fatta che ha persino convinto qualcuno, dotato di fervida immaginazione, che la piscina fosse davvero stata riaperta, tanto da continuare a ripeterlo ad ogni occasione giusto per esaltare le gesta dell’amica amministrazione. Qualcuno ha persino vaneggiato di aver visto gente in vasca, forse confondendoli con i riflessi del sole e dei condizionamenti poltici.
C”’è poi il “Dovrebbe” e il “Circa”
Scorrendo in questi giorni i social, balza all’occhio il commento di un utente, di cui, per carità cristiana, non faremo il nome, un commentatore che a quanto pare ne sa però di più di chi poneva la domanda e di tanti.
Chi ha commentato scrive testualmente che la piscina “dovrebbe aprire il 22 giugno circa”.
In queste parole va notata la maestria usata della lingua italiana? “Dovrebbe”: il condizionale, il re dei verbi diplomatici per eccellenza e il “Circa”, giusto quel margine di tolleranza che può oscillare tra dopodomani e il prossimo Giubileo.
E per non rischiare il linciaggio mediatico nel caso in cui il 22 giugno i cancelli dovessero essere ancora chiusi al pubblico, il commentatore aggiunge: “Tutti attendiamo l’invito ufficiale”.
Capito la mossa? Mani avanti per non cadere, se domani le cose non andassero come previsto, nessuno potrà dirgli “Ma tu avevi detto che….”.
La cosa straordinaria, mentre l’attesa cresce e la fatidica data si avvicina, è il silenzio di tomba che avvolge sia Palazzo del Carmine sia la ditta appaltatrice, zero comunicati, zero squilli di tromba.
Probabilmente, scottati dalla colossale figura rimediata la volta passata, questa volta hanno scelto la via della massima prudenza per evitare facili entusiasmi, anche da parte dei fan della prima ora, rimasti temporaneamente senza tastiera, insomma si aspetta la certezza… forse “o miracolo.”
Nel frattempo, però, c’è un calcolo matematico che ci surriscala calcolatri e il cuore.
Ricordate il discorso della penale? 300 euro per ogni giorno di ritardo. Facendo i calcoli della serva, siamo arrivati a circa 51 giorni di ritardo.
51 giorni x 300 € = 15.300 €
Una bella sommetta che il Comune dovrebbe, e il condizionale qui è un obbligo morale oltre che giuridico, incassare.
Chissà se li vedremo mai o se finiranno nel grande faldone dei “crediti inesigibili”, anche se, a dire il vero, si potrebbero opportunamente scontare già dalla seconda tranche da 200mila euro in arrivo a giugno, o dai 300mila del prossimo anno.
Un consiglio spassionato, sperando di non venire definiti “gufi”.
La città è in trepidante attesa e sono molti ad aver voglia di sfoggiare il nuovo costume appena acuistat, però bisogna essere prudenti, il costumino nuovo va comprato, provato a casa, ma meglio tenere la targhetta attaccata e non perdete lo scontrino.
Perché a Caltanissetta, rispolverando la celebre massima di Giovanni Trapattoni, è sempre meglio dire “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.
Dopotutto, un po’ di sana ironia ci sta tutta ed è l’unico scudo che ci rimane. Di bocconi amari, in questi anni di infinita attesa tra lavori, rinvii e promesse evaporate al sole, ne abbiamo buttati giù fin troppi, come anche la ferita ancora aperta dell’abbattimento dell’antenna RAI. Un pezzo di cuore e di panorama di cui la città è stata scippata, nonostante la richiesta milionaria avanzta dal Comune, e che a breve si celebrerà il suo primo anniversario, tra lacrime tardive e promesse non mantenute, permetteteci almeno il lusso di ridere per non piangere.
Perché se ci tolgono pure il diritto alla battuta, finisce che oltre che all’asciutto, restiamo pure arrabbiati. Ad Maiora
—————————————–
Questo articolo è frutto di un lavoro di ricerca autonomo e gratuito. Se apprezzi la qualità e l’indipendenza della nostra informazione, puoi contribuire liberamente a sostenere questo nostro progetto editoriale con una donazione volontaria qui il link

Foto by Gemini
Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie locali segui gratuitamente il canale WhatsApp di Caltanissetta401.it https://whatsapp.com/channel/0029VbAkvGI77qVRlECsmk0o
Si precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video, in tutte le sezioni del giornale,
non implica necessariamente la condivisione, totale o parziale, dei contenuti espressi. Gli elaborati
possono rappresentare opinioni, interpretazioni o ricostruzioni storiche anche di carattere soggettivo.
Le dichiarazioni riportate sono pertanto attribuibili esclusivamente all'autore e/o all'intervistato che
ha fornito il contenuto. L'obiettivo della testata è quello di offrire un'informazione ampia e pluralista,
divulgando notizie e approfondimenti di interesse pubblico.
In merito agli argomenti trattati, Caltanissetta401.it resta a disposizione degli interessati per la
pubblicazione di comunicati, precisazioni o eventuali repliche che verranno inviate alla redazione.
Invitiamo infine i lettori ad approfondire sempre i temi affrontati, consultando più fonti e formando
autonomamente il proprio giudizio.