Un’indagine nata dal controllo sugli appalti pubblici che si è ben presto allargata, portando a galla presunti “accordi silenti” e patti corruttivi. È quanto emerso durante l’ultima udienza celebrata dinanzi al Tribunale collegiale di Caltanissetta, che vede imputati per corruzione l’ex deputato regionale di Forza Italia, Michele Mancuso, e il suo fedelissimo Lorenzo Tricoli.
La presenza in aula e la deposizione della Polizia
Durante la seduta, Tricoli ha scelto di non presenziare, mentre Mancuso è comparso in aula al fianco del proprio difensore, l’avvocato Alberto Fiore, scambiando informazioni utili al dibattimento. Momento centrale dell’udienza è stata la testimonianza del commissario capo di polizia Filippo Cozzo (ex vice dirigente della Squadra Mobile di Caltanissetta, di recente trasferito alla PolStrada di Enna).
Il dirigente ha ripercorso le fasi investigative che ad agosto ed alla successiva misura cautelare degli arresti domiciliari per Mancuso e Tricoli. Per quest’ultimo è successivamente intervenuto un aggravamento della misura cautelare, causato dal proseguimento dei contatti con l’esterno.
I finanziamenti e l’associazione “Gentemergente”
I riflettori degli inquirenti si sono concentrati in particolare su un incontro avvenuto nell’agosto del 2024 all’interno della segreteria politica di Forza Italia. In quella sede, l’ex deputato, Tricoli e i vertici dell’associazione Gentemergente (i cui componenti compariranno dinanzi al GUP il prossimo mese) avrebbero stabilito le modalità di destinazione dei finanziamenti regionali per vari spettacoli.
Nello specifico, l’associazione musicale guidata dai nipoti di Tricoli avrebbe ottenuto un contributo di 98 mila euro nell’ambito del programma Settembre Nisseno. Le iniziative hanno preso il via a Milena in occasione della festa patronale del settembre 2024.
Le intercettazioni e il trojan
Nel corso della deposizione, il funzionario di polizia ha letto diversi passaggi delle intercettazioni. Particolarmente rilevanti i consigli raccomandati da Tricoli ai nipoti Ernesto e Manuela Trapanese. A quest’ultima, in particolare, l’imputato suggeriva massima cautela:
«Non parlare a telefono, neanche con tuo fratello».
Ciò che Tricoli ignora in quel momento, tuttavia, è che il suo dispositivo era già sotto intercettazione ambientale e telefonica tramite trojan. È da questi elementi che l’ipotesi di reato per corruzione si è estesa fino a travolgere gli indagati.
Il calendario dei prossimi appuntamenti
Il processo riprenderà il mese prossimo con il proseguimento della deposizione del dirigente di polizia. Nel frattempo, è stato conferito l’incarico ai periti del tribunale per la trascrizione completa del materiale intercettato, il cui lavoro verrà illustrato in un’udienza già programmata per il mese di febbraio.
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