Alessandro Onorato riunisce 685 amministratori locali: “Non saremo portatori d’acqua dei partiti tradizionali”.
Il panorama politico italiano si arricchisce di un nuovo soggetto destinato a ridisegnare gli equilibri dell’area
progressista.
Il prossimo 12 giugno nascerà ufficialmente a Roma il “partito dei sindaci”, naturale evoluzione del
“Progetto civico nazionale” lanciato a fine 2025 dall’assessore capitolino Alessandro Onorato.
L’appuntamento è fissato per le ore 17:00 presso il Palazzo dei Congressi della Capitale.
L’iniziativa ha già catalizzato l’attenzione e l’adesione di un’ampia rete di amministratori territoriali.
Tra i presenti di spicco si registra il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, mentre tra le assenze eccellenti si nota quella della prima cittadina di Genova, Silvia Salis.
“L’evento di fondazione vedrà inoltre la partecipazione dei principali leader del centrosinistra, a testimonianza del peso specifico che la nuova formazione intende esercitare: sono attesi Elly Schlein (segretaria del Pd), Giuseppe Conte (presidente del M5s), Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs), Riccardo Magi (+Europa) e Enzo Maraio (Psi).
«In soli sette mesi abbiamo unito centinaia di amministratori, ben 685″, ha dichiarato con orgoglio
Alessandro Onorato. “i tratta di un progetto autonomo, senza coperture economiche precostituite e senza
padrini politici. Non abbiamo alcuna intenzione di dare vita a un “partitino di moderati”. Il nostro obiettivo è
strutturare un vero e proprio partito degli amministratori. Vogliamo chiamarla la sinistra del fare?”
Nelle intenzioni dei promotori, la nuova realtà guarderà decisamente al centrosinistra, ma con una postura di forte
indipendenza e dignità politica. La spinta aggregatrice nasce da un diffuso malcontento locale: “Quegli
amministratori sono stanchi di fare i portatori d’acqua agli altri partiti; unendosi, possono diventare una forza
politica nazionale ed incidere sulle scelte macroscopiche del Paese”.
Onorato ha spiegato che la concezione classica del civismo ha ormai esaurito la sua funzione puramente
elettorale: “Il civismo non è più tattico. Cioè, non è più legato esclusivamente alla strategia per le elezioni locali o
alle liste nate fuori dai partiti al solo scopo di far vincere un sindaco”.
Secondo l’assessore romano, la crisi dei partiti tradizionali ha lasciato un vuoto che i territori possono e devono colmare: “Molto è dato dal fatto che i partiti sono chiusi, non aprono le porte. Ma questo civismo produce classe dirigente reale”.
Sebbene l’ispirazione originaria provenga dal Progetto civico nazionale, il nuovo soggetto assumerà una
denominazione differente in sede di fondazione. Sarà definito come una forza “civica, riformista e popolare, nata
per arricchire e stimolare la coalizione di centrosinistra”.
I motori della nuova macchina politica si accenderanno immediatamente dopo il congresso romano. La prima
mobilitazione nazionale è già calendarizzata per il fine settimana del 13 e 14 giugno, con un’iniziativa dal forte
impatto democratico: “Saremo in cento piazze in tutta Italia, ha concluso Onorato, a raccogliere firme per
chiedere il ritorno delle preferenze nella legge elettorale, restituendo così centralità e potere di scelta ai cittadini”.
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