Grandi manovre e alleanze inattese nel panorama politico siciliano. L’avvicinamento tra il nuovo responsabile del Pd in Sicilia, Giuseppe Provenzano, e il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, ridisegna gli equilibri in vista delle regionali, mentre si accende la polemica con Forza Italia sulle recenti manovre finanziarie.
Il dettaglio non è passato inosservato agli osservatori più attenti: la prima (e unica) forza politica a congratularsi con Giuseppe Provenzano per il suo nuovo incarico è stata proprio Controcorrente. Un segnale chiaro di un’intesa in fase di consolidamento tra l’ex ministro e il deputato regionale Ismaele La Vardera, che si è già candidato alla presidenza della Regione.
I rapporti tra il Partito Democratico e La Vardera non sono stati storicamente semplici, in particolare a causa della diffidenza della segreteria guidata da Elly Schlein nei confronti dell’ex “Iena”, spesso critico verso le divisioni interne dei dem. Con Provenzano, tuttavia, l’approccio sembra cambiato: il nuovo responsabile Esteri del Pd aveva già preso parte alla convention di La Vardera lo scorso settembre. Oggi, il dialogo è fitto e culminato in un pranzo riservato in un ristorante di via Ricasoli a Palermo, a pochi giorni dalle dimissioni di Barbagallo.
Interessi convergenti e scenari per la presidenza
L’asse si fonda su una convergenza di interessi politici:
- Per Provenzano: la priorità è evitare fughe in avanti e presentarsi alle urne con una coalizione il più possibile unita e benedetta anche da Giuseppe Conte.
- Per La Vardera: l’alleanza con il Pd è un passaggio obbligato per puntare concretamente a Palazzo d’Orléans con il sostegno dell’intero centrosinistra.
L’ipotesi che vede La Vardera come candidato unitario alla presidenza sta guadagnando terreno, trovando sponde anche all’interno dell’ala “bonacciniana” del Pd. Con l’ascesa di Provenzano come commissario, il partito punta a ricompattare la coalizione e a sfruttare equilibri nazionali favorevoli, aprendo potenzialmente a un consenso “esterno” e al sostegno di molti elettori moderati.
Tuttavia, il percorso resta complesso: se non si arriverà a una forte convergenza delle segreterie, un’eventuale candidatura di La Vardera potrebbe misurarsi direttamente ai gazebo, oppure evolvere verso incarichi istituzionali o di governo, agevolando l’ascesa di altri profili come la deputata dem Valentina Chinnici.
La polemica con Forza Italia sulle “mance”
Parallelamente alle manovre elettorali, la tensione politica si sposta sul piano istituzionale. Il primo atto della nuova gestione guidata da Provenzano è stato l’attacco alla manovra del governo Meloni, definita “irricevibile” per via dei circa 200 milioni di euro destinati a “mance” per Comuni e chiese sponsorizzati dai deputati. Una presa di posizione che ha scatenato la reazione del coordinatore regionale di Forza Italia, Nino Minardo, il quale ha chiesto a Roma di bloccare i fondi destinati agli interventi di interesse collettivo.
La replica non si è fatta attendere: Antonello Cracolici, presidente della commissione Antimafia, ha rispedito le accuse al mittente, definendo la misura priva di legittimità costituzionale e mirata a premiare unicamente i Comuni vicini al centrodestra
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