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Ragusa e Siracusa sono i primi Comuni in Sicilia ad adottare ufficialmente la “Valutazione di Impatto Generazionale delle politiche pubbliche locali” (VIG)

Autore: Redazione Visualizzazioni: 57 Tempo di lettura: 7 Pubblicato il: 29/07/2026
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Metodologia elaborata da ANCI nazionale con l’ausilio delle sue Linee Guida

Cambia il modo di governare le nostre comunità, guardando ai giovani di oggi in maniera chiara e operativa: Ragusa e Siracusa sono i primi Comuni in Sicilia ad adottare ufficialmente la “Valutazione di Impatto Generazionale delle politiche pubbliche locali” (VIG), metodologia elaborata da ANCI nazionale con l’ausilio delle sue Linee Guida. In parole semplici, prima di adottare determinate iniziative, azioni e progetti, i due Comuni si fermeranno a valutare se quella scelta risponde davvero ai bisogni delle nuove generazioni e quale impatto produce sulle loro vite.

Il percorso nelle due città capoluogo è partito con le rispettive delibere di giunta proposte nelle scorse settimane dagli Assessori alle Politiche Giovanili dei due Comuni – Simone Digrandi e Marco Zappulla – con cui le amministrazioni hanno adottato ufficialmente le Linee Guida ANCI e introdotto la metodologia VIG per la programmazione strategica degli interventi locali.

Come funzionerà questo processo? Tutto parte dal DUP, il Documento Unico di Programmazione, che traduce gli indirizzi dell’amministrazione in azioni concrete per gli anni successivi. Al suo interno verranno selezionati alcuni settori chiave, dove le singole politiche pubbliche saranno mappate in quattro categorie:
    • Misure generazionali, di cui sono beneficiari diretti i giovani in età  14-35 anni;
    • Misure potenzialmente generazionali: interventi che, opportunamente orientati, possono produrre impatti positivi e creare opportunità per i giovani;
    • Misure anti-generazionali: provvedimenti che penalizzano i più giovani;
    • Misure neutre: attività amministrative che non hanno alcun impatto, né potenziale né attuale, né positivo né negativo sul divario generazionale.

Identificate le misure su cui lavorare, attraverso la VIG si stabilirà quali migliorie operare o criticità da superare, attraverso anche una fase di consultazione, confronto e co-progettazione con la propria consulta giovanile comunale, ma anche con associazioni e altre realtà del territorio.

Fatto questo, l’amministrazione quindi “aggiusterà il tiro”:
    • una misura già generazionale verrà perfezionata;
    • una misura potenzialmente generazionale verrà arricchita con opportunità e risorse riservate agli under 35;
    • un provvedimento rischioso o penalizzante verrà modificato per azzerarne l’impatto negativo.
Il processo verrà alimentato con un monitoraggio continuo.

L’implementazione della VIG avverrà in prima battuta in via sperimentale e poi per step successivi, con il supporto delle strutture interne, in modo da affinare progressivamente lo strumento. L’attuazione pratica è demandata al Segretario Generale e ai Dirigenti competenti e il percorso sarà accompagnato da iniziative di formazione dedicate al personale interno.

“Perché implementare la VIG a livello locale?” spiega l’assessore alle Politiche Giovanili di Ragusa, Simone Digrandi. “Per fare in modo che ogni scelta pubblica possa ridurre il divario generazionale e generare un impatto positivo sulle nostre ragazze e i nostri ragazzi, adesso e non domani. Se per gli interventi già rivolti ai giovani si tratta semplicemente di migliorarne l’efficacia, la vera sfida — ed è qui che dobbiamo incidere con forza — è intercettare e correggere le misure generali o quelle potenzialmente sfavorevoli, affinché non creino criticità e rispondano anch’esse ai bisogni del futuro. Fare politiche giovanili, ormai è finalmente acclarato, significa anche e soprattutto questo: guardare all’azione amministrativa in maniera complessiva, lavorando in modo trasversale e a rete su tutti i settori del Comune”.

“Con l’adozione della Valutazione di Impatto Generazionale, si compie una scelta culturale prima ancora che amministrativa” spiega l’assessore di Siracusa Marco Zappulla, “introducendo un nuovo metodo di governo: non pensare ai giovani solo quando si realizzano politiche giovanili, ma chiedersi quale effetto ogni decisione dell’amministrazione produrrà sulle nuove generazioni. Essere, insieme a Ragusa, il primo Comune siciliano ad adottare ufficialmente questa metodologia rappresenta per noi un motivo di orgoglio ma, soprattutto, una responsabilità. Vogliamo contribuire a diffondere un modello amministrativo capace di mettere al centro il futuro, trasformando la partecipazione dei giovani da principio astratto a elemento concreto della programmazione”

La VIG è basata sul modello europeo dello “Youth Check”. In Italia il primo tentativo di introdurlo è da attribuire al Comitato per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche (COVIGE), istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri nel luglio 2021. La VIG locale è poi nata dalla sperimentazione del Comune di Parma che per la prima volta in Europa l’ha applicata alla programmazione locale. Insieme a Bologna che ha adottato il bilancio intergenerazionale, Parma ha fatto da apripista ad altri Comuni italiani (al Sud la prima città è stata Reggio Calabria). ANCI nazionale, a valere sul Fondo per le Politiche giovanili, ha avviato un ciclo di laboratori di pratica sul territorio (nella foto, il primo incontro siciliano, svolto alcune settimane fa al Comune di Siracusa, con i due assessori Digrandi e Zappulla, il prof. Luciano Monti di Fondazione RiES e docente LUISS, la responsabile nazionale ANCI Politiche Giovanili Simona Elmo, i loro collaboratori e il l’esperto Anci Sicilia Giancarlo Pavano), con un calendario che coprirà i prossimi mesi fino alla primavera 2027, le cui date saranno pubblicizzate da ANCI. Queste attività di formazione sono integrate con un affiancamento rivolto ai Comuni che intendano attivare un’assistenza tecnica.

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