Un fiume di persone ha attraversato la Capitale, da piazza della Repubblica fino a piazza del Popolo, unito sotto lo slogan “Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione”. La manifestazione nazionale promossa dalla CGIL insieme a oltre cento organizzazioni laiche e cattoliche della rete La Via Maestra si è trasformata nel teatro dell’opposizione sociale e politica al governo. Dal palco principale, il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, ha lanciato la sfida esecutiva proclamando uno sciopero generale per il prossimo 20 novembre.
Le stime e la piazza: “Oltre 100mila presenze”
Mentre la coda del corteo muoveva ancora i primi passi dal punto di partenza, il colpo d’occhio su piazza del Popolo ha confermato la portata dell’evento. «Siamo davvero tanti, penso possiamo essere più di 100mila persone che da qui parlano al Paese», ha proclamato Landini. Per il sindacato si tratta dell’avvio di una mobilitazione permanente volta a “riprendersi la parola” di fronte alla regressione dei diritti materiali e sociali.
Le richieste: fisco, salute e stop al riarmo
I punti chiave della piattaforma di protesta riguardano l’aumento dei salari, la lotta alla precarietà e al lavoro povero, ma anche riforme strutturali del sistema fiscale ed economico:
- Sanità e Istruzione: la richiesta al governo è di portare la spesa per la sanità pubblica al 7,5% del Pil e quella per la scuola e l’università al 5%, riducendo le liste d’attesa e assumendo nuovo personale.
- Fisco e Patrimoniale: la CGIL spinge per un contributo di solidarietà dell’1% sui patrimoni netti superiori ai 2 milioni di euro, misura che – secondo le stime del sindacato – riguarderebbe 500mila contribuenti garantendo un gettito di circa 25 miliardi di euro da destinare al welfare, alle scuole e agli affitti.
- Stop al Riarmo: fermo il no all’aumento delle spese militari. Secondo Landini «la vera sicurezza è l’autonomia energetica e un piano straordinario per le fonti rinnovabili».
L’annuncio dello sciopero generale
Il momento centrale dell’intervento del leader CGIL è stato l’annuncio del blocco per il 20 novembre: «I diritti non li ha mai regalati nessuno. Lo sciopero è lo strumento più solidale che esista perché serve a estendere i diritti anche a chi non li ha. A nome della CGIL mi assumo questa responsabilità: il 20 novembre sarà sciopero generale in tutto il Paese per rimettere al centro la giustizia sociale».
Il Campo Largo compatto nel corteo
La manifestazione ha fatto registrare la presenza congiunta dei principali leader dell’opposizione politica:
- Elly Schlein (PD): «È una straordinaria mobilitazione di forze civiche che ricorda la vittoria al referendum costituzionale. Giorgia Meloni deve smettere di criminalizzare il dissenso e dare risposte sul caro vita.» La segretaria dem ha inoltre rilanciato la proposta di un price cap dinamico e temporaneo (90 giorni) sul costo dei carburanti per dare ossigeno a lavoratori e imprese.
- Giuseppe Conte (M5S): «La situazione per il campo progressista è positiva e molto più unita rispetto al centrodestra. Bisogna togliere i soldi al riarmo per destinarli a famiglie e imprese vicine allo stremo. Il governo prenda atto della realtà e vada a casa.»
- Nicola Fratoianni (AVS) e Angelo Bonelli (EV): Insieme ai manifestanti (Bonelli presente indossando il caschetto Fiom), hanno rimarcato come la piazza richieda un’alternativa unita e immediata a un esecutivo sordo di fronte all’emergenza stipendi e sanità.
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