Sospetti sugli anarchici, ma non ci sono rivendicazioni. La Digos ha consegnato la prima informativa in Procura. Mit: “Chiederemo i danni ai responsabili”. Meloni, chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia
Nel primo giorno delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina un sabotaggio alle linee ferroviarie a Bologna e Pesaro manda in tilt i treni di mezza Italia, con ritardi e cancellazioni che si sono risolti soltanto nel pomeriggio e con disagi per migliaia di viaggiatori che hanno vissuto un sabato decisamente nero.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso noto che, una volta individuati i responsabili dei sabotaggi lungo le linee ferroviarie, presenterà una richiesta di risarcimento dei danni. “In merito ai sabotaggi sincronizzati alle linee ferroviarie avvenuti nella giornata di ieri che hanno causato ritardi e disagi a migliaia di passeggeri per i quali è stata aperta un’inchiesta per terrorismo”, si legge in una nota, “il MIT precisa che, una volta individuati i responsabili, il ministero presenterà richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati. E’ pronta un’azione decisa per mettere fine a simili azioni di inammissibile gravità che creano solamente disagi a milioni di italiani”.
I sospetti degli inquirenti ricadono sugli anarchici, ma al momento non sono arrivate rivendicazioni e non possono essere esclusi altri moventi. Il ministro Matteo Salvini sul piede di guerra: a Bologna, dice, c’è stato “un attentato premeditato” da parte di chi “vuol male all’Italia”. Colpiti, da mano dolosa – come ipotizzano gli inquirenti – ma al momento ancora ignota, all’alba di sabato il nodo ferroviario di Bologna Centrale, chiave per tutta la circolazione dei treni tra nord e sud Italia, e Pesaro, dunque la linea Adriatica.
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo al momento contro ignoti ed è al lavoro per capire come i responsabili possano avere agito o dove possano avere acquistato i materiali usati per il sabotaggio. Al momento non ci sono rivendicazioni ma le modalità e la concomitanza con il primo giorno delle Olimpiadi fa pensare a un atto dimostrativo di matrice anarchica, sul modello di quanto avvenne in Francia nel 2024.
Si indagherà per terrorismo e attentato ai trasporti
La Digos ha consegnato alla Procura di Bologna una prima comunicazione sul danneggiamento dei cavi Av nel nodo ferroviario. I magistrati stanno ancora valutando gli atti ma, secondo quanto si apprende, il fascicolo sarà aperto contro ignoti per le ipotesi di associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. La comunicazione di reato è assegnata al gruppo specializzato “Terrorismo” della Procura, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi e il procedimento vedrà come primo coassegnatario il procuratore capo Paolo Guido.
Meloni, chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia
“Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perche’ vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani, che manifestano “contro le Olimpiadi”, facendo finire queste immagini sulle televisioni di mezzo mondo”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post sui social, sugli scontri avvenuti ieri sera a Milano.”Dopo che altri hanno tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire. Solidarietà, ancora una volta, alle Forze dell’ordine, alla citta’ di Milano, e a tutti coloro che vedranno il loro lavoro vanificato da queste bande di delinquenti”, conclude Meloni.
Crosetto, agenti presi a calci da violenti e ‘Stato’
Il governo vuole “evitare che i servitori dello Stato siano presi a calci un giorno dai manifestanti e poi dallo stato (scritto in minuscolo apposta) stesso nelle settimane successive”: lo scrive il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un post su X in cui commenta le polemiche politiche sul pacchetto sicurezza e allude alle recenti decisioni dei giudici sui responsabili di violenze in piazza. “Non sono pericolosi delinquenti”, ironizza Crosetto, “quelli che hanno tagliati i cavi per non far partire i treni ed hanno manifestato con violenza contro le Olimpiadi. No. E’ il governo piuttosto che vuole cercare il pretesto per? Per cosa? Per poter evitare che i gentili ragazzi che manifestavano a Torino la loro liberta’, cercando di accarezzare con un ‘martelletto’ un pericoloso omaccione vestito con una divisa, siano messi in liberta’ dopo 3 giorni in tempo magari per essere a Milano a fare le stesse cose? Per poter evitare che i servitori dello Stato siano presi a calci un giorno dai manifestanti e poi dallo stato (scritto in minuscolo apposta) stesso nelle settimane successive? Per dare piu’ mezzi a chi difende cittadini, leggi, democrazia, rispetto a chi vuole abbatterla?”.
Si concentrano sui resti dei dispositivi incendiari, in particolare sull’ordigno che non ha funzionato come previsto, le indagini della Digos sul sabotaggio ai treni di ieri mattina a Castel Maggiore nel Bolognese che hanno provocato il danneggiamento dei cavi AV del nodo di Bologna Centrale, scalo chiave per il traffico ferroviario del Paese. Al vaglio degli inquirenti, che indagano coordinati dalla Procura di Bologna, anche le immagini delle telecamere di sorveglianza dell’area stazione. Visione resa complicata dall’orario – intorno alle 6 – in cui sarebbero stati posizionati i dispositivi, completamente al buio.
I due ordigni incendiari sono stati trovati ieri dalla Polizia scientifica in un pozzetto dove ci sono dei cavi indispensabili alla circolazione dei treni. Uno di questi ha provocato l’incendio che ha tranciato i cavi e che ha bloccato la circolazione in direzione Venezia. L’altro, analogo, avrebbe dovuto danneggiare la circolazione in direzione Ancona, ma non ha funzionato come i suoi ideatori avevano ipotizzato. Si valuta anche il collegamento con l’altro danneggiamento ai treni di ieri, a Pesaro sulla linea Ancona-Rimini.
Il danneggiamento a Bologna, che ha riguardato, praticamente nello stesso punto, sia la linea Alta Velocità sia quella convenzionale, è avvenuto sulla Bologna-Venezia, alla stazione di Castel Maggiore, a poca distanza dalla stazione centrale. Qui alcuni cavi sono stati bruciati, usando un rudimentale ordigno incendiario che è stato ritrovato dalla polizia scientifica insieme a un altro analogo, che avrebbe dovuto bloccare la circolazione in direzione Ancona ma che non ha funzionato. Ha preso fuoco un deviatoio, è sono stati tranciati i cavi elettrici preposti al rilevamento della velocità. Il fatto che il danneggiamento sia stato effettuato intorno alle 6 del mattino, quando è ancora buio, ha reso più difficile una parte degli accertamenti, condotti da Polfer e Digos. Tuttavia, stando alle prime informazioni, alcuni rilievi tecnici potrebbero portare gli investigatori ad avere elementi più chiari.
Un “secondo episodio”, come ricostruito da Fs, è avvenuto invece sulla linea Ancona-Rimini, in prossimità di Pesaro: un incendio doloso ha interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio. Atto per il quale sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. In tempi brevi è stato ripristinato uno dei due binari per consentire la ripresa parziale della circolazione che era stata bloccata e i lavori sono proseguiti per il completo ripristino dell’infrastruttura.
Sul nodo di Bologna, invece, la circolazione è ripresa normalmente, ma con fortissimi rallentamenti, solo dalla tarda mattinata. I tecnici di Ferrovie sono potuti intervenire solo dopo gli accertamenti dell’autorità giudiziaria e sono riusciti in poco tempo a ripristinare l’infrastruttura. Durante l’interruzione iniziale, i treni hanno però registrato ritardi e cancellazioni, poiché la fermata dei treni Av era possibile a Bologna soltanto in superficie e non nella stazione sotterranea.
Fonte RaiNews.it
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