Un duro botta e risposta a mezzo stampa tra Forza Italia e il Partito Democratico provinciale ha riacceso i riflettori sul futuro della sanità nel Centro Sicilia, tra il destino dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, la nascita del Policlinico e il rapporto con l’Università Kore di Enna e l’Ateneo di Palermo.
Sullo sfondo resta un dibattito politico dai toni accesi, in cui le accuse reciproche rischiano però di lasciare in secondo piano i reali bisogni dei cittadini e la necessità di una visione strategica e coesa per il territorio.
Il “botta e risposta”: le posizioni in campo
La posizione di Forza Italia: “Basta campanilismi, serve l’asse Sant’Elia-Kore”
Forza Italia ha aperto il dibattito attaccando il PD nisseno per il presunto silenzio serbato sulle prese di posizione del sindaco di Enna, Mirello Crisafulli (esponente dem).
Secondo gli azzurri, per garantire un futuro ai servizi sanitari dell’area vasta (Caltanissetta-Enna-Agrigento), occorre superare i campanilismi e costruire una sinergia solida tra l’ospedale Sant’Elia (DEA di II livello) e l’Università Kore di Enna, prendendo atto delle scelte dell’Università di Palermo orientate su altri territori. FI rivendica inoltre gli sforzi finanziari della Regione e propone di coinvolgere ai tavoli di confronto anche le associazioni e i comitati territoriali per la salute.
La replica del PD Provinciale: “Forza Italia governa e scarica sui propri fallimenti”
La risposta del PD provinciale di Caltanissetta non si è fatta attendere. I democratici hanno respinto l’accusa di silenzio, ribaltando il giudizio: “Il PD ha già parlato, il silenzio è quello di chi governa”.
Nel replicare, il PD affonda il colpo ricordando ai rappresentanti di Forza Italia le promesse fatte in campagna elettorale dal deputato regionale Michele Mancuso e dal sindaco Walter Tesauro, quando assicuravano con certezza l’istituzione del Policlinico a Caltanissetta. Secondo il partito, la frustrazione attuale nasce proprio dal divario tra quegli impegni solenni e la realtà dei fatti odierna, con FI che cercherebbe di scaricare sugli altri i propri fallimenti amministrativi e politici.
Le contraddizioni emerse dallo scontro
Dal confronto incrociato dei due comunicati emergono alcuni nodi di contraddizione politica:
- Chi deve agire e chi deve proporre: Forza Italia invoca tavoli e strategie pur essendo forza di maggioranza regionale, mentre il PD fa notare che chi governa ha già le leve amministrative per intervenire senza fare polemica.
- Le promesse mancate e lo scaricabarile: Si scontrano la narrazione di chi rivendica fondi parziali e chi rinfaccia impegni elettorali precisi (come quello del Policlinico a Caltanissetta) rimasti disattesi da chi oggi detiene il potere.
- I campanilismi e la frammentazione: L’interruzione dei percorsi con l’Università di Palermo e le tensioni interprovinciali confermano la difficoltà di una regia unica per l’area centro-siciliana.
Lo schiaffo di Enna e il teatrino nisseno: la dura verità
L’ennesimo duello a colpi di comunicati tra Forza Italia e PD non è solo stucchevole; è un insulto all’intelligenza dei cittadini nisseni, ormai ridotti a spettatori di un teatrino politico mentre la sanità locale cola a picco.
Ma la verità più amara, quella che fa storcere il naso a molti nei palazzi del potere, è che di Policlinico si è tornati a parlare solo grazie allo schiaffo arrivato da Enna: il finanziamento ottenuto e le parole di fuoco di Mirello Crisafulli hanno svegliato la politica nissena dal suo torpore. In caso contrario, se ne sarebbero stati tutti zitti, lasciando placidamente scorrere gli eventi e ignorando il destino del “Sant’Elia”.
Il contrasto con Enna è una disfatta morale e politica senza precedenti per Caltanissetta.
Mentre oltre i confini provinciali le forze politiche, pur nemiche, si compattano come una testuggine per difendere e attrarre ogni risorsa, università o servizio, qui si assiste allo spettacolo degradante di una classe dirigente frammentata, capace solo di farsi guerra e rimpallarsi colpe.
Enna agisce coesa e vince; Caltanissetta si divide e perde, confermandosi una città che non chiede squadra, ma solo bandierine per la prossima campagna elettorale, mentre il diritto alla salute dei cittadini viene calpestato dalla propaganda.Ad Maiora
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