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Sanità e Acqua nel Centro Sicilia: L’effetto Crisafulli scuote Enna, mentre Caltanissetta resta al palo su acqua e Policlinico. Situazione attuale e i video di “ieri”…quando in città se ne parlava

Last updated: 28/05/2026 13:17
By Redazione 273 Views 10 Min Read
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Si riaccende con forza il dualismo geopolitico tra Enna e Caltanissetta. Il trionfo elettorale di Vladimiro “Mirello” Crisafulli, eletto sindaco di Enna con una schiacciante maggioranza, sta imprimendo un’accelerazione immediata all’agenda politica della città. Al centro del mandato del neo-sindaco ci sono due riforme radicali: l’istituzione del quarto Policlinico universitario dell’isola e la ripubblicizzazione totale dell’acqua.

Contents
Qui Enna: il piano di Crisafulli per l’Umberto I: Policlinico e acqua pubblicaQui Caltanissetta: dalle promesse della vigilia allo stallo attualeLa politica nissena rispetti i patti di Piazza GaribaldiSi precisa: La pubblicazione di un articolo e/o di un’intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell’autore e/o dell’intervistato che ci ha fornito il contenuto. L’intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull’argomento trattato, caltanissetta401.it è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d’interpretazione.

Questa improvvisa spinta programmatica crea un contrasto stridente con la vicina Caltanissetta, dove il progetto gemello di un Policlinico universitario presso l’ospedale Sant’Elia — sbandierato come un traguardo storico durante la scorsa campagna elettorale dal sindaco Walter Tesauro (già presidente del Consorzio Universitario nisseno) — è scivolato in una fase di preoccupante stallo burocratico.

Qui Enna: il piano di Crisafulli per l’Umberto I: Policlinico e acqua pubblica

Sul fronte sanitario, l’amministrazione Crisafulli intende agganciare lo sviluppo dell’ospedale Umberto I alle facoltà dell’area medica della Libera Università degli Studi di Enna “Kore”. L’obiettivo è duplice. Consentire ai medici ospedalieri di inserirsi nel sistema universitario, integrando le cure con la didattica e la ricerca scientifica, contrastare l’attuale carenza di medici e infermieri attraverso un piano straordinario di assunzioni legato al nuovo status della struttura e realizzare il più grande centro riabilitativo della Sicilia centrale basandosi sulle linee di indirizzo dell’Assemblea Regionale Siciliana (ARS).

“Non dobbiamo limitarci a guardare ai confini del nostro territorio provinciale. Il Policlinico a Enna è lo strumento per elevare l’offerta sanitaria di tutta la Sicilia interna.” – Vladimiro Crisafulli

Accanto alla sanità, Crisafulli ha confermato di voler avviare l’iter immediato per sottrarre la gestione idrica al privato (AcquaEnna), richiamandosi ai principi del referendum nazionale del 2011. La strategia ennese prevede la verifica tecnica dei contratti in essere per individuare i margini legali di recesso, una netta rimodulazione al ribasso delle tariffe (storicamente tra le più alte d’Italia) e l’intercettazione dei fondi del PNRR per azzerare le perdite di rete che esasperano il territorio durante i mesi di siccità.

Qui Caltanissetta: dalle promesse della vigilia allo stallo attuale

Acqua. Mentre a Enna la linea del sindaco Crisafulli punta con decisione alla ripubblicizzazione dell’acqua, a Caltanissetta lo scenario è profondamente diverso e la gestione pubblica dell’acqua rimane fuori dall’orizzonte politico. La gestione del servizio idrico integrato a Caltanissetta è saldamente nelle mani di Caltaqua (Acque di Caltanissetta S.p.A.), società privata che opera sulla base di una concessione trentennale (avviata nel 2006 e con scadenza fissata al 2036). A differenza di Enna, dove si cercano vie legali per il recesso, a Caltanissetta il contratto è blindato e non vi è probailmente alcuna reale volontà politica di metterne in discussione la legittimità o la durata. I cittadini nisseni pagano bollette tra le più care d’Italia. Nonostante l’azienda vanti periodicamente piani di investimento per il rifacimento delle reti idriche comunali finanziati dal PNRR, la percezione degli utenti resta fortemente critica a causa dei costi elevati e dei cronici disservizi.

Al contrario di Enna, dove l’acqua pubblica è un cavallo di battaglia elettorale, a Caltanissetta il dibattito sulla gestione pubblica è praticamente assente dall’agenda dei partiti di maggioranza e della giunta Tesauro. L’attenzione della politica locale si limita alla gestione delle emergenze, ai turni di distribuzione, chein passato sonos stati spesso critici, ricordiamo tutti l’estate 2024, senza mai ipotizzare un ritorno alla gestione diretta da parte dei comuni o di consorzi interamente pubblici.

Il fermento e la chiarezza d’intenti che si respirano a Enna sui due temi, mettono a nudo i ritardi strutturali di Caltanissetta.

Policlincio: Nella primavera del 2024, la città nissena sembrava aver blindato il medesimo primato: sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana era stato persino pubblicato il protocollo d’intesa tra la Presidenza della Regione e l’Università di Palermo (da cui dipende il polo universitario nisseno) per trasformare il Sant’Elia nel quarto Policlinico della Sicilia.

Il Sant’Elia possiede sulla carta requisiti eccezionali, essendo un ospedale DEA di II livello (Dipartimento d’Emergenza e Accettazione) e il principale hub di riferimento per i traumi e le emergenze della Sicilia centro-meridionale. Quella firma fu il fulcro della campagna elettorale che portò Walter Tesauro alla guida del Comune.

A distanza di tempo da quegli annunci, l’iter a Caltanissetta si è arenato. Manca ancora il passaggio fondamentale all’ARS per l’approvazione di una legge specifica che conceda al Sant’Elia la piena autonomia giuridica ed economica dall’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP), passaggio indispensabile per costituire l’Azienda Ospedaliera Universitaria autonoma. Questo vuoto normativo, unito alle difficoltà logistiche nell’integrazione dei docenti di Palermo all’interno dei reparti esistenti, ha congelato il progetto, esponendo la giunta nissena alle critiche delle opposizioni e dei movimenti civici che denunciano il rischio concreto di farsi scavalcare dalla corsa della vicina Enna.

La competizione tra Enna e Caltanissetta per l’egemonia sanitaria ed economica nella Sicilia interna si sposta ora anche a Palermo. Sarà compito del Governo Regionale e dell’Assessorato alla Salute stabilire se l’area centrale dell’isola possa reggere la coesistenza di due poli universitari distinti o se la frammentazione dei progetti finirà per penalizzare entrambe le città a vantaggio dei grandi hub costieri.

La politica nissena rispetti i patti di Piazza Garibaldi

Mentre Enna marcia compatta, l’auspicio della comunità nissena è che Caltanissetta non si riduca a fare da spettatrice passiva. La storia politica di Mirello Crisafulli insegna che il neo-sindaco ennese, pur di raggiungere un obiettivo strategico per la sua comunità, sarebbe capace di gesti di protesta eclatanti, come l’andarsi a incatenare fisicamente sull’autostrada pur di sbloccare i decreti per il proprio territorio, come fece in pasato per portare a Enna, riuscendoci, l’università.

Alla politica di Caltanissetta i cittadini non chiedono azioni di forza così estreme. Non serve che nessuno si incateni ai guardrail della Palermo-Catania. Si chiede molto meno, ma con molta più fermezza, si chiede di rispolverare immediatamente dai cassetti quel fascicolo burocratico che sembra dimenticato e di fare l’unica cosa politicamente onesta, ovvero mantenere le promesse fatte dal palco di Piazza Garibaldi durante la campagna elettorale.

La sanità delle aree interne non può essere un bacino di voti da dimenticare il giorno dopo essere stati letti. Il tempo degli annunci e dei protocolli annunciati a favor di telecamera è scaduto, adesso serve andare a battere i pugni all’ARS e passare dalle parole ai fatti, prima che la vicina Enna completi un sorpasso che, per Caltanissetta, avrebbe il sapore dell’ennesimo, come qulcuno lodefitì, “scippo”.

Per comprendere meglio il contesto e le tesi accademiche sollevate durante le prime fasi del progetto nisseno, è utile guardare le video interviste, allegate di seguito, al Rettore sul Quarto Policlinico a Caltanissetta e al presidente uscente Walter Tesauro, fonte Quotidiano Benessere, di circa due anni fa, in cui vengono approfonditi i requisiti richiesti dal Ministero e i rapporti con l’Ateneo di Palermo, e per comprenderne il percorso anche il consiglio monotematico aperto del 27/02/2023 e l’assembla cittadina del 02/05/2022 grazie alla quale il tutto ebbe un’accelerazione.

Consiglio Comunale di Caltanissetta “Policlinico”, 27.02.23

Assemblea cittadina del 02/05/2022

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