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Sanità, l’allarme di Giuseppe Catania (FdI) sui conti dell’ASP di Caltanissetta: nel 2025 perdite per oltre 9 milioni

Autore: Redazione Visualizzazioni: 160 Tempo di lettura: 5 Pubblicato il: 08/11/2026 08:33
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Esplode il caso relativo ai bilanci dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Caltanissetta. A sollevare con forza la questione è Giuseppe Catania, Vice Sindaco di Mussomeli e dirigente regionale di Fratelli d’Italia, che in un duro intervento diffuso tramite i propri canali social accende i riflettori sulla sostenibilità economica e sulla qualità delle prestazioni sanitarie nel territorio nisseno.

Contents
I numeri del tracollo economico“Non è solo contabilità, ma una questione sociale e politica”La richiesta: confronto pubblico e Conferenza dei Sindaci

In un momento in cui l’intero dibattito regionale è concentrato sul disavanzo del sistema sanitario siciliano, Catania analizza i bilanci consuntivi dell’ASP relativi al triennio 2023-2025, definendo i dati emersi come un quadro che richiede immediata trasparenza, attenzione e risposte concrete da parte della Direzione Strategica.

I numeri del tracollo economico

I dati contabili presentati fotografano un progressivo e marcato peggioramento delle finanze dell’azienda sanitaria:

  • Risultato d’esercizio in netta flessione: Nel 2023 l’ASP registrava un sostanziale equilibrio con un saldo positivo di +90 mila euro. Nel 2024 il conto passa in negativo a –970 mila euro, per poi sprofondare nel 2025 con una perdita di –9,12 milioni di euro.
  • Forte calo della liquidità: La disponibilità di cassa subisce un vero e proprio crollo, passando dai 184,89 milioni di euro del 2023 ai 105,72 milioni del 2025, segnando un –42,8% (pari a circa 79,17 milioni di euro in meno).
  • Contrazione del Patrimonio Netto: Si registra una riduzione dell’11,2%, scendendo da 208,21 milioni a 184,79 milioni di euro.
  • Forbice tra Costi e Ricavi: Nel biennio i costi della produzione sono cresciuti del 7,7%, a fronte di un incremento dei ricavi che si è fermato al 4,1%. A spingere in alto le uscite sono stati in particolare gli acquisti di beni e servizi sanitari, gli accantonamenti e i contratti per l’uso di beni di terzi.
  • Nodo Immobilizzazioni: Nonostante gli investimenti (immobilizzazioni) siano aumentati del 19,2%, Catania sottolinea la necessità di verificare se a questi dati contabili corrispondano effettivamente strutture aperte, operativi con personale medico e specialistico e strumentazioni realmente al servizio della collettività.

“Non è solo contabilità, ma una questione sociale e politica”

«Dietro i numeri ci sono ospedali, servizi territoriali, personale sanitario e cittadini che hanno diritto a un’assistenza efficiente e accessibile», evidenzia Giuseppe Catania.

Di fronte a questa situazione, il dirigente politico pone cinque interrogativi ben precisi alla governance dell’ASP:

  1. Le cause del rosso: Quali sono i fattori specifici che hanno generato la perdita di 9,12 milioni di euro nel 2025?
  2. La contrazione della cassa: Perché la liquidità aziendale è diminuita di quasi 80 milioni di euro in soli due anni?
  3. Efficienza dei costi: L’aumento dei costi sostenuti ha prodotto un reale miglioramento della qualità dei servizi erogati?
  4. Stato degli investimenti: Quali investimenti risultano attualmente operativi e quali benefici concreti stanno garantendo ai cittadini?
  5. Premialità: In un quadro finanziario caratterizzato da forti perdite, sono stati erogati premi di produttività o benefit alla Direzione Strategica?

La richiesta: confronto pubblico e Conferenza dei Sindaci

Catania conclude ribadendo che la sanità pubblica non si difende con gli slogan, ma attraverso la trasparenza dei bilanci, la responsabilità delle decisioni e la qualità delle cure offerte ai cittadini.

Considerando la delicatezza del momento per la sanità siciliana, viene ipotizzata e richiesta la convocazione urgente di un confronto pubblico serio — a partire da una Conferenza dei Sindaci della provincia — basato sui dati contabili ufficiali e sulle risposte chiare della Direzione Strategica.

«I conti devono tornare, ma soprattutto deve funzionare la sanità. E i cittadini hanno il diritto di sapere», conclude Catania.

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